Pertini e la Lancia Astura

pertini.jpgSiamo al Salone dell’auto di Torino, negli ultimi anni del settennale di Sandro Pertini. Il presidente della Repubblica ha annunciato  la sua visita alla rassegna. Il suo arrivo e la visita al Salone sarà regolata da un cerimoniale  preciso: dapprima Pertini visiterà l’Alfa Romeo, allora ancora azienda di stato, salutando il presidente Massacesi. Poi si recherà allo stand Fiat, dove i fratelli Agnelli gli daranno il benvenuto, e gli presenteranno la nuova Regata Weekend.

Su Torino piove, il Presidente arriva puntuale, impermeabile beige stretto in vita e coppola impermeabile sulla testa. Incurante dell’acqua che scende passa in rassegna il picchetto d’onore degli alpini. Poi si avvia verso l’entrata del salone.

Massacesi si prepara alla visita imminente, i fratelli Agnelli pure. lancia astura.jpgMa Pertini, si sa, è imprevedibile. E il cerimoniale va a farsi fottere. Il presidente della Repubblica entra trionfalmente al box Renault, si informa sul perché il colore della bandiera della Régie è giallo-nero. Quindi sollecitato dal suo portavoce passa in Alfa Romeo e, dopo una decina di minuti, arriva alla Fiat.

Non posso parlargli da vicino e allora uso metodi marinareschi. Urlo: “Presidente, le piace la Regata Weekend?”. Pertini si rivolge verso l’urlo e fissandomi mi dice. “Sì, Gianni le auto le sa fare molto bene!”. 

Di fianco allo stand Fiat c’è quello della Lancia, in mezzo al quale campeggia una splendida Astura, vettura costruita nel 1931. Vicino all’Astura c’è l’ingegner Vittorio Ghidella che fa gli onori di casa. Pertini gli stringe la mano e poi guardando l’Astura dice: “Caro ingegnere, questa è un’auto della mia epoca. E’ bellissima”. Una pausa, poi: “In fin dei conti, le auto sono come i gabinetti. Servono sempre a fare sempre la stessa cosa”.

E, sorridendo, il Presidente continua il giro.

 

Pertini e la Lancia Asturaultima modifica: 2010-03-17T15:44:00+00:00da ulissefidanzati
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4 pensieri su “Pertini e la Lancia Astura

  1. Giusto, Petrini è stato un grande. anche giocando a scopa contro Berzot sull’eareo che, nell’82, riportava in Italia dalla Spagna gli azzurri campioni del mondo.

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