Gilles come Nuvolari: il giro a tre ruote di Zandvoort, nel GP d’Olanda, gli costò il titolo mondiale

gilles e ruote.jpgHo capito, cari amici, che moltissimi di voi sono ancora legati alle gesta di Gilles Villenuve, il canadese volante della Ferrari scomparso, ahimé, 28 anni fa sul tracciato belga di Zeltweg. Ma la sua storia infinita è riassunta meglio di ogni altra immagine da uno striscione esposto dai tifosi alla prima variante del circuito di Monza nel giorno del GP d’Italia 1982: ” GILLES, finita la tua storia inizia la tua leggenda”. Una leggenda alimentata da una marea di fatti straordinari, uno dei quali è il famoso giro su tre ruote che Gilles percorse sulla pista olandese di Zandvoort. Un giro in cui Villeneuve dette una lampante dimostrazione di come egli fosse l’eccezione del cliché del corridore stile Anni ’70, di come a nessuno se non a lui spettasse il titolo di Nuvolari redivivo. In quel GP d’Olanda, e con quel giro a tre ruote, Gilles dovette lasciare il ruolo di primo pilota della Ferrari a Jody Scheckter che poi, a Monza, si laureò campione del mondo. Ma Villeneuve non era uno che, come ad esempio Niki Lauda, correva col bilancino del farmacista, amministrando cioè piazzamenti e condotte di gara. Gilles correva per vincere e lo faceva anche quando la sfortuna si accaniva contro di lui. gilles e ruote.jpgAllora, a Zandvoort, al comando della corsa Villeneuve si rende conto che le gomme posteriori della Ferrari T4 stanno usurandosi e che una, in particolare, sta forse cominciando a sgonfiarsi. Ma dietro la sua Ferrari c’è Alan Jones con la Williams che sta attaccando.  Villeneuve resiste, le gomme non lo aiutano e compie uno spettacolare testa coda. Non si ferma al box per cambiare le gomme, è generoso e forse questo è il suo errore. Prosegue per recuperare ma alla curva Tarzan finisce sul prato. Riesce a ripartire, ma deve percorrere in pratica un giro di pista, tre chilometri e mezzo. Gilles cerca di non perdere tanto tempo, fila come un razzo fino a che cerchione e sospensione cedono. Il canadesino percorre oltre metà giro su tre ruote, infiammando gli spettatori, moltissimi dei quali tifosi della Ferrari giunti dalla Germania. Il troncone posteriore della Ferrari sprizza scintille e ondeggia pericolosamente. Gilles arriva al box, chiede con ansia di cambiare le gomme. Mauro Forghieri lo ferma e lo fa ritirare. Le polemiche sulla stampa italiana sono infuocate, si parla addirittura di autoscontro. Gilles è nell’occhio del ciclone anche perché Enzo Ferrari non sopporta che le sue macchine siano strapazzate come invece Villeneuve usa fare. Ma quando Gilles mancò, il Drake non potè fare a meno di esaltare quel suo piccolo, coraggiosissimo pilota scrivendone una lapide commovente:”C’è chi lo ha definito aviatore e chi lo ha definito svitato. Ma con la sua generosità, con il suo ardimento, con la sua capacità distruttiva che aveva nel pilotare le macchine macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisogna fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. E’ stato un campione di combattività e hja regalato, ha aggiunto tanta notrietà alla Ferrari. Io gli volevo bene”.

E anche tantissimi di noi.

Gilles come Nuvolari: il giro a tre ruote di Zandvoort, nel GP d’Olanda, gli costò il titolo mondialeultima modifica: 2010-05-21T11:31:00+00:00da ulissefidanzati
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2 pensieri su “Gilles come Nuvolari: il giro a tre ruote di Zandvoort, nel GP d’Olanda, gli costò il titolo mondiale

  1. Io ero davanti alla TV 30 anni fa. Beh, lì per lì mi parve una cavolata percorrere su tre ruote quasi tutta la pista mettendo un’ po’ a repentaglio la sicurezza sua e degli altri. Poi si sapeva che arrivando ai box le sospensioni sarebbero arrivate danneggiate. e infatti si ritirò.
    Preferivo chi anche se ragioniere vinceva il mondiale con la FERRARI.
    Però era forte Gilles e avrei voluto che diventasse campione del mondo.
    Poteva diventarlo nel 1982, dopo aver penato due anni con la 126 C turbo.Scomparve e fu una vera mancanza . Poi il figlio è diventato campione del mondo ma è una persona diversa dal padre.

  2. Piloti com Gilles non ce ne sono più. Ricorso di averlo visto ad Imola in occasione del 1° GP di San Marino, al termine delle prove cronometrate (quindi quando già si rientrava ai box) tentare un sorpasso al fondo della discesa che porta dalla variante alta alla Rivazza. Lui non ha mollato e ci fu un contatto tra la sua Rossa e la Ligier di Arnoux (se ricordo bene). Questo per dire che Gilles in auto doveva sempre primeggiare. Ho sofferto molto la sua perdita, e da allora l’interesse per la Formula uno è scemato fin quasi a non leggere nemmeno più chi ha vinto l’ultimo GP.

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