Auto elettrica italiana? Quante contraddizioni. Mentre la Bmw sta realizzando una “bomba”

bmw-concept-activeE.jpgIl giornalista automotive che ne sa più di tutti noi e che lavora all’interno del maggior quotidiano italiano, si è cimentato sul problema dell’auto elettrica. Passi per il tema dell’articolo, che cercava di dimostrare l’utilità di una grande coalizione di aziende ed enti per una sfida “made in Italy” relativa all’auto elettrica; ma il corredo foto-giornalistico della due pagine è stato impostato su 7 auto ibride, 4 elettriche di cui una sola, la Smart electric, viene fornita a noleggio. Ma na sono state dimenticate alcune importanti, quali la Ford Focus, la Peugeot iOn, la Mitsubishi i-Miev. Questo fatto mi convince di una cosa: che il giornalista automotive che ne sa più di tutti noi deve ancora imparare la differenza fra auto elettrica e auto ibrida. Ripetizioni a scuola Radio Elettra.

L’auto elettrica, è però una cosa seria, che non si improvvisa ma che nè frutto di studi e ricerche sulle quali le case automobilistiche hanno speso miliardi di euro. Prendiamo ad esempio i tedeschi. Per anni Bmw ha speso miliardi per portare avanti il progetto “auto a idrogeno”, alcuni prototipi funzionavano da navette all’aeroporto di Monaco di Baviera. Quando il vertice Bmw si è accorto che commercialmente l’auto a idrogeno non funzionava, ecco la virata velocissima sull’auto elettrica: una coupé quattro posti veri (nella foto) con motore da 170 Cv montato sulla coupé Serie 1, con prestazioni dire sbalorditive: 160 km di autonomia, accelerazione 0-60 in 4″5 e 0-100 orari in 8″, ricarica in 3 ore sulla presa di casa.

La nostra azienda automobilistica nazionale è indietro, lo riconoscono a Torino. Tuttavia, speranze ce ne sono, ma arrivano dall’America: due anni fa a Los Angeles, Chrysler presentò alcuni modelli elettrici. E poiché fra Chrysler e Fiat c’è fusione, la conclusione mi sembra ovvia.

Auto elettrica italiana? Quante contraddizioni. Mentre la Bmw sta realizzando una “bomba”ultima modifica: 2010-09-16T11:44:16+00:00da ulissefidanzati
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Auto elettrica italiana? Quante contraddizioni. Mentre la Bmw sta realizzando una “bomba”

  1. CARO NESTORE,

    riguardo all’auto elettrica devo evidenziarti una cosa che nessuno dice (o almeno non ho mai letto nulla): sono diversi anni che lavoro nel settore e questi modelli che stanno uscendo servono solo alle case per pubblicità e per la nota necessità di ridurre le emissioni di CO2.
    LA COSA IMPORTANTE da sapere è che se solo un terzo del parco circolante in Italia si convertisse all’elettrico la rete elettrica andrebbe in tilt e per far si che ciò non accada occorrono investimenti con un timing di circa 10 anni (non so in termini di soldi ma miliardi di €) investimenti che non sono stati ancora nemmeno pensati! Allora quale futuro elettrico ci aspetta? nessuno! la migliore efficienza è del motore termico e su quello bisogna lavorare per farlo inquinare e consumare sempre meno.
    Ciao
    Nicola

  2. Mi rivolgo al Signor Nicola,autore dell’interessante contributo sulla reale
    possibilità di una conversione del parco auto all’energia elettrica e,
    naturalmente al nostro ospite Nestore Morosini.
    In breve,chi mi sa dire se il GPL sia una soluzione e quali limiti irrisolti o irrisolvibili esso ponga ?
    Dal punto di vista prestazionale credo che motori progettati ad hoc per detto carburante avrebbero una resa non tanto inferiore ai benzina,e non penso che qualche decimo di secondo in più sul quarto di miglio sia ormai da considerare vitale per il nostro piacere di guida.considerati i
    limiti di velocità (su tutte le categorie di strade) a dir poco assillanti.
    Per quanto ne so,a fronte di un minimo calo di resa,il motore a Gpl inquina molto meno e non pone problemi legati alla rete di rifornimento,
    almeno qui al Nord.
    Dal fronte sicurezza,un tempo tallone d’achille del serbatoio GPL,le notizie dovrebbero essere positive: mi pare che ormai le vetture a Gpl siano accettate e considerate a norma anche sui traghetti e in qualsiasi garage pubblico o privato.
    Peraltro l’impiantistica avrà certamente fatto grandi passi negli ultimi decenni risolvendo le classiche problematiche legate all’avviamento a basse temperature nonchè alla autonomia dipendente dalle dimensioni della bombola.
    Eppure di questa soluzione non si parla molto,pur essendo,almeno apparentemente una scelta semplice e rapida,con pochi problemi collaterali: si parla invece spesso di energie alternative che,nella realtà,per un motivo o per l’altro,non sono ancora proponibili in termini
    realistici ed in tempi accettabili.
    Forse non potrà essere l’energia del futuro,ma almeno fintanto che
    sia possibile fare il pieno di Kw senza mandare in black out tutta l’Italia
    il vecchio Gpl una mano potrebbe darcela.
    Spero di leggere le Vs.osservazioni in merito.
    Un cordiale saluto.
    NEGATIVEDELTA

I commenti sono chiusi.