Anche Todt ed Ecclestone hanno la loro Corea

ECCLESTONE TODT 2.jpgC’è da restare allibiti per quel che succede in formula 1. Anzi, per meglio dire: come Bernie Ecclestone e Jean Todt stanno riducendo a puro mercato quello che una volta, e non tantissimi anni fa, ero lo sport dell’automobilismo di élite. Bene, il 24 ottobre si dovrebbe disputare il GP di Corea, messo in calendario un anno. Ora, a tre settimane dall’evento, Ecclestone ammette che forse la gara non si può fare. Perché?

Perché il giorno dell’ispezione commissionata a Charlie Withing, il direttore di corsa dei GP, si è scoperto che quel giorno l’ispezione era impossibile perché festa nazionale della Corea del Sud. Ora è possibile scoprire il giorno di una festa nazionale che si celebra da anni e anni?

Insomma, a quattro gare (ipotetiche) del mondiale si scorpre che un appuntamento forse non è possibile. Come si fa a definire un mondiale con tali incertezze se non pensando che più che di un mondiale sportivo combattuto fra scuderie e piloti automobilistici si tratti di un mondiale combattuto fra affaristi? Una troupe della BBC qualche giorno fa è andata ad effettuare un sopralluogo, ha riferito di fatti disastrosi: fango fino alle ginocchia. Ecclestone, dopo un incontro con i proprietari del circuito, la società Kavo, ha ammesso: si correrà se siamo fortunati, ora non è possibile dirlo. Ma non sarà facile annullare la gara.

E Jean Todt, presidente della Fia, ha già inviato alle scuderie tutti gli orari della manifestazione e ha già ordinato, per l’11 ottobre, dopo il GP del Giappone, un’altra ispezione. Finora, il signor Todt cos’ha fatto, ha dormito? Di certo a Monza non è venuto (e ci credo!, dopo aver ponziopilateggiato sul processo Ferrari) e non si è recato neppure a Singapoore dove l’anno scorso, invece, si fece una bella campagna elettorale quando c’era da diventare presidente della Fia.

In formula 1, questa è la verità, con la gestione Todt-Ecclestone le regole non sono mai sicure. Vediamo. Il regolamento prescrive, che il sopralluogo di verifica di una pista dev’essere fatto 90 giorni prima della data del GP. Qui siano a 22 giorni dalle ipotetiche  prove libere del GP di Corea e la barca dell’ineffabile duo è ancora in altissimo mare.

Roba da matti.

Detto di questi fatti parliamo dei danni che questa gestione pressapochistica di un mondiale procura ai partecipanti. Ci sono cinque piloti e tre scuderie in lizza per i titoli iridati. Finora si era creduto che per la volta finale ci sarebbero state quattro gare, ora potrebbero diventare tre. Con grande nocumento per chi perderà, magari per un punto, un alloro per il quale si è lavorato un’intera stagione.

Stefano Domenica (Ferrari), Martin Witmarsh (McLaren) e Christian Corner (Red Bull) ringraziano sentitamente!!!

Anche Todt ed Ecclestone hanno la loro Coreaultima modifica: 2010-09-29T13:18:40+00:00da ulissefidanzati
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3 pensieri su “Anche Todt ed Ecclestone hanno la loro Corea

  1. Come al solito concordo pienamente col Suo editoriale e sottolineo il fatto che spesso vengono introdotti e reinterpretati regolamenti al limite del parossismo (si vedano i regolamenti sulla deformazione delle appendici areodinamiche) per poi far disputare delle gare su circuiti che versano in condizioni assolutamente non idonee dove “si corre se si è fortunati”, francamente anche se si vuole (come in realtà è da parecchi anni) ricondurre tutto ciò ad una mera logica di affari economici, non riesco a intravedere nessun metodo, bensì solo un’idea confusa di quello che dovrebbe essere uno sport o uno spettacolo a forte impatto emotivo

  2. In F.1 non succede solo che i ”patron” facciano i loro interessi a scapito dello sport e dei finanziatori ma anche il regolamento viene molto interpretato sul momento, senza tenere conto delle tecniche di corsa. Quest’anno si dovrà tenere in considerazione coloro che si trovano in classifica, ci potranno essere degli incidenti intenzionali per favorire alcuni… Qui oltre alla massima attenzione dovranno esserci penalità per milioni di euro per non rovinare una intera stagione.

  3. Io temo che la GP si farà. Dico “temo” perché Bernie sarebbe capace di farli correre in mezzo alle impalcature. Tra l’altro apprendo che ieri una delle gru del cantiere ha provocato danni a una tribuna. Come se non ci fossero già abbastanza problemi…

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