Perché la benzina costa come nel 2006 quando in quell’anno il greggio era a 150$ mentre oggi è a 100$?

La befana ha portato in “regalo” agli automobilisti l’ennesimo aumento del prezzo della benzina. Propongo ai miei fedeli “controsterzisti” una riflessione e una domanda.

La riflessione. Nel 2006, la benzina costava 1,480 euro al litro mentre il costo del barile era di 150 dollari Usa con cambio di circa 1,30 dollari per euro. Sempre in quel 2006 il Gpl costava circa 0,580 euro al litro. Oggi, il costo del barile è di 100 dollari Usa e il cambio è di 1,32 dollari per euro: la benzina, però, ha lo stesso prezzo del 2006 mentre il Gpl è cresciuto e costa da 0,749 a 0,829 euro al litro.

La domanda: a quanto andrebbe il costo della benzina se il prezzo attuale del barile arrivasse, come nel 2006, a 150 dollari usa?

Perché la benzina costa come nel 2006 quando in quell’anno il greggio era a 150$ mentre oggi è a 100$?ultima modifica: 2011-01-07T21:27:08+00:00da ulissefidanzati
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5 pensieri su “Perché la benzina costa come nel 2006 quando in quell’anno il greggio era a 150$ mentre oggi è a 100$?

  1. Il prezzo dei carburanti e un quiz come quello di sapere se e’ nato prima
    l’uove o la gallina, senza suluzione.
    Era meglio una volta quando era sotto controllo dello stato, non si puo’
    fare controllare il pollaio dalle volpi come e’ oggi. Speriamo che qualcuno si decida di controllare e calmierare i prezzi, ma forse e’ un sogno non realizzabile. Saluti e auguri a tutti

  2. Già quarantanni fa si parlava del dopo benzina, il via lo hanno dato le case automobilistiche sempre più inclini verso l’elettrico e fonti alternative facendo diminuire la domanda sul petrolio, per noi consumatori di benzine sono e saranno momenti sempre più difficili. La non serietà della politica e l’approfittamento industriale è la solita battaglia italiana che ci troviamo a combattere.

  3. delle volte mi chiedo? è proprio vero gli italiani siano un popolo di ignoranti.
    ma non avete capito che in un paese dove i monopoli ormai regnano incontrastati ormai siamo arrivati alla frutta. in italia ci sono solo 4 compagnie che possiedono le raffinerie esse sono la saras,la ip la erg e l’agip. dunque il cartello è fatto. ma il bello è che il governo è complice dato che per ogni aumento aumenta la quota iva.negli ultimi mesi lo stato solo con aumento dei prezzi incassa circa 90 milioni di euro al giorno,2,7 miliardi al mese ,32 milardi all’anno.ecco fatto la manovra bis.
    ma bisogna aggiungere quello che intasca l’enel gonfiando le bollette sono circa 440 milioni al mese = 5 miliardi di iva in più all’anno e poi dulcis in fondo il gas qui siamo alla presa in giro il gas costa dalla russia circa a 260 euro ogni 1000 mq. dunque sono 26 centesimi al mq ma in tutta italia lo si paga in media 84 centasimi dunque 3 volte tanto . solo di iva sul gas lo stato intasca circa 18 miliardi di euro . riepilogo: lo stato ha trovato il modo di mettere le mani in tasca senza farsi prendere in castagna. in tutto il mondo i prezzi stanno calando perchè a parte la cina il consumo di petrolio è calato drasticamente . gli italiani per via della crisi consumano meno perciò alzando i prezzi lo stato e i petrolieri pareggiano il conto . meditate gente……….

  4. Come è possibile che un paese come l’Italia, che ha il più grosso giacimento petrolifero d’Europa, su terraferma (in Basilicata), non riesca ad abbassare il costo dei carburanti.
    La gestione delle materie prime deve essere statale, perchè solo quando è stata statale con l’ENI di Mattei, l’Italia ha potuto progredire. I profitti non si devono realizzare sulla vendita delle materie prime (come fanno i paesi arretrati), ma sui prodotti che da esse derivano.
    Questo può avvenire solo con la statalizzazione della gestione delle matere prime stesse, perchè fin quando saremo nelle mani di quelli che detengono le materie prime e da esse devono trarre il massimo profitto, in Italia, dove non c’è vera concorrenza, i prezzi saliranno alle stelle con la scusa del libero mercato mascherato , naturalmente, perchè si tratta in realtà di oligopolio. Una gestione statale che ha una visione dell’interesse generale più ampia rispetto alla compagnia che deve ricavare il massimo dal pertolio che estrae, garantisce, per lo meno, un impiego che va a soddisfare le esigenze di una popolazione che vuole svilupparsi per lavorare. L’acqua, l’energia, le telecomunicazioni devono esse pubbliche per evitare di schiavizzare la popolazione che vuole utilizzarle. Non sono comunista, ma il sistema capitalista puro è ormai superato. E la situazione americana lo dimostra. La Cina, invece, “fa sistema”, nel senso che acquista, come stato, interi giacimenti di petrolio, di ottone, di oro e poi li mette a disposizione delle proprie aziende per produrre ricchiezza. Dobbiamo fare noi Italia e noi Europa, “fare sistema” per contrastare un mercato (quello cinese) che fra poco ci demolirà economicamente. E’ naturale che una compagnia, seppur forte economicamente, non possa competere con un intero paese come la Cina che acquista giacimenti interi di petrolio.
    Il sistema capitalista che abbiamo ha bisogno di accorgimenti, altrimenti è destinato al fallimento e noi con esso. Nel frattempo dobbiamo fare come il Venezuela che ha nazionalizzato le sue riserve petrolifere, e riservare a noi tutto quelo che il nostro sottosuolo ci rende.
    Così, padroni in casa nostra, avremo per il momento una fonte energetica a cui attingere per le nostre imprese. La risorsa del sottosuolo non deve essere finalizzata al guadagno immediato derivante dalla vendita, ma all’utilizzo per favorire lo sviluppo

  5. Natale, Pasqua, Ferragosto… In questi periodi di grande movimento, il prezzo dei carburanti si impenna verso l’alto. Secondo la logica di mercato dovrebbe scendere. Fin quando noi saremmo uno Stato gestito da monopolisti, non illudiamoci che le cose cambino. Io personalmente,da tempo, cerco di premiare il benzinaio che mi vende lo stesso prodotto per meno. Il logo o la marca di carburante scelta perchè convinti che sia la migliore è solo una nostra illusione. Le benzine escono tutte dalle stesse raffinerie, a meno che… qualcuno bari e manipoli i prodotti alla pompa con altri più scadenti, oppure manomettano il contalitri in loro favore, cose tra l’altro gia successe…. Questo è un problema circoscritto all’onestà del benzinaio. Potrebbe capitare anche al nostro marchio preferito, alla stazione di benzina del nostro cuore. Credo sia giunta l’ora di dire alle compagnie petrolifere di tenersi i loro gadget (li paghiamo in tutti i casi molto cari). Nel nord Europa è impensabile accostarsi alla pompa e vedere il benzinaio riempire il nostro serbatoio. Esiste solo il self service. Di contro il prezzo dei carburanti è piu conveniente. Per finire, da noi tra compagnie petrolifere e petrolieri privati è evidente che ci sia una clausola segreta….non facciamoci la guerra. Aspetta solo a noi farla a loro. Scegliere chi offre i prezzi più vantaggiosi per l’automobilista. Solo così ci avvieremo verso un mercato più moderno e calmierato.

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