Piste ciclabili sui marciapiedi larghi? Molto meglio che andare in bici fra le auto

pista ciclabile.jpgI problemi del traffico cittadini sono argomento difficile a chi non ha dimestichezza. Per esempio, l’argomento delle piste ciclabili di Milano non può essere preso alla leggera, cioè soltanto criticando la municipalità senza proporre soluzioni accettabili. Il fatto che a Milano si pensi di creare piste ciclabili sui marciapiedi (quelli larghi, s’intende non quelli, ad esempio, di via Solforino) io la trovo un’idea tutto sommato realizzabile, e anche intelligente. In una città dove i parcheggi blu, illegali, sono stati realizzati dalla medesima municipalità sulle carreggiate delle strade cittadine in barba al Codice della strada; dove personaggi senza titolo, targati Atm,  affibbiano, con il placet del vice sindaco De Corato, accertamenti di contravvenzioni che qualora siano effettivamente legali spetterebbero solo ai vigili; dove le strade sono altamente intasate impedendo di fatto la circolazione delle bici; ebbene, far circolare le mamme a due ruote (senza motore) sui marciapiedi la trovo una soluzione piuttosto interessante. Sicuramente, noi italiani siamo gravemente in ritardo per quel che riguarda la cultura delle piste ciclabili.E  Milano ha perso  l’occasione quando non seguì l’idea dell’ex sindaco Tognoli. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, la bicicletta è oggi l’unico mezzo di (lenta) locomozione non inquinante a disposizione di chi non può avere un’auto per portare i figli a scuola. O di chi non vuole usare un mezzo a motore.  E per evitare a un ciclista di finire sotto le ruote di un’automobile, ( quando ad esempio,lapista è fra due parcheggi di auto, come nella foto) anche farlo circolare sui marciapiedi appositamente segnati ritengo essere un’ idea abbastanza corretta. Il contrario di quanto invece sostiene il “Corriere della sera”.

Piste ciclabili sui marciapiedi larghi? Molto meglio che andare in bici fra le autoultima modifica: 2011-03-14T16:32:56+00:00da ulissefidanzati
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5 pensieri su “Piste ciclabili sui marciapiedi larghi? Molto meglio che andare in bici fra le auto

  1. Milano, come molte città italiane dovrebbero avere piste ciclabili e pedonali per diversi km. nel centro cittadino.. ma per l’italiano andare in bici è un disonore quindi non conviene e le auto? Le lasciamo in garage? Nooo l’auto è un bene comunitario, da lavoro a migliaia di persone e rende, pensate tra infrazioni e divieti quanto si guadagna con un auto. I nostri comuni viaggiano sul businnes, la bici non rende quindi non avrà mai un suo spazio. Nei 150 che stiamo festeggiando, le città non sono cambiate se entri in Milano cominci a pagare gabelle, i tributi come una volta solo questo conta davvero.

  2. Non sono milanese, non vivo a Milano. Il problema delle piste ciclabile è il problema di tutte le città italiane (forse un paio ne sono escluse). Noi siamo il Popolo che progetta, che prospetta, che discute, che si accalora per uno o l’altro problema (in questo caso si parla di piste ciclabili) e poi tutto ritorna nell’oblio iniziale con un nulla di fatto. Ognuno vuole proteggere i propri interessi, sia personali che di categoria. Così facendo si crea un marasma che di fatto non si conclude mai niente. Siamo poco più, che al tempo del medioevo. Vi chiedo… Ma siete mai andati nelle città dei paesi mitteleuropei? Avete visto come sono organizzati? Faccio un esempio. La Slovenia fino dieci anni fa era uno stato da terzo mondo. Ora, dopo pochissimo tempo ha surclassato l’Italia, almeno per quanto riguarda il traffico veicolare e tutte le problematiche inerenti. Da noi non c’è la volontà di fare. Chi potrebbe adoperarsi per fare qualcosa è sempre attento a non disturbare qualcuno o qualche categoria. Al momento giusto potrebbe essere un boomerang e perdere voti, consenso ed infine la poltrona. Basterebbe fare una legge che impone solo due mandati di legislatura a tutti ed a tutti i livelli. Solo cosi (forse) si comincerebbe ad entrere nell’ottica di fare per restare ricordati come quello che ha fatto un’utilità per il Popolo e magari un domani vedere una piazza o una strada con il proprio nome. Infine c’è il lassismo e il menefreghismo quasi totale della popolazione, ormai arcistufa di essere presa per il fondo schiena in tutti i settori. Non è possibile e nemmeno pensabile, per una Nazione come la nostra, avere un esercito di c.a 1.200.000 (un milioneduecentomila) persone dedite direttamente alla politica. Questa cifra equivale a circa 12/15 gruppo Fiat, ma con retribuzioni ben diverse. SE ANDREMO AVANTI DI QUESTO PASSO TRA QUALCHE ANNO NON CI SARANNO NEMMENO I SOLDI PER PAGARE LA CORRENTE PUBBLICA.

  3. Non sono milanese, non vivo a Milano. Il problema delle piste ciclabile è il problema di tutte le città italiane (forse un paio ne sono escluse). Noi siamo il Popolo che progetta, che prospetta, che discute, che si accalora per uno o l’altro problema (in questo caso si parla di piste ciclabili) e poi tutto ritorna nell’oblio iniziale con un nulla di fatto. Ognuno vuole proteggere i propri interessi, sia personali che di categoria. Così facendo si crea un marasma che di fatto non si conclude mai niente. Siamo poco più, che al tempo del medioevo. Vi chiedo… Ma siete mai andati nelle città dei paesi mitteleuropei? Avete visto come sono organizzati? Faccio un esempio. La Slovenia fino dieci anni fa era uno stato da terzo mondo. Ora, dopo pochissimo tempo ha surclassato l’Italia, almeno per quanto riguarda il traffico veicolare e tutte le problematiche inerenti. Da noi non c’è la volontà di fare. Chi potrebbe adoperarsi per fare qualcosa è sempre attento a non disturbare qualcuno o qualche categoria. Al momento giusto potrebbe essere un bumeerang e perdere voti, consenso ed infine la poltrona. Basterebbe fare una legge che impone solo due mandati di legislatura a tutti ed a tutti i livelli. Solo cosi (forse) si comincerebbe ad entrere nell’ottica di fare per restare ricordati come quello che ha fatto un’utilità per il Popolo e magari un domani vedere una piazza o una strada con il proprio nome. Infine c’è il lassismo e il menefreghismo quasi totale della popolazione, ormai arcistufa di essere presa per il fondo schiena in tutti i settori. Non è possibile e nemmeno pensabile, per una Nazione come la nostra, avere un esercito di c.a 1.200.000 (un milioneduecentomila) persone dedite direttamente alla politica. Questa cifra equivale a circa 12/15 gruppo Fiat, ma con retribuzioni ben diverse. SE ANDREMO AVANTI DI QUESTO PASSO TRA QUALCHE ANNO NON CI SARANNO NEMMENO I SOLDI PER PAGARE LA CORRENTE PUBBLICA.

  4. In tanti anni che vado in bicicletta, non ho mai visto un controllo delle Forze di Polizia sulle piste ciclabili. Su di esse spesso regna l’anarchia. Sono anni che le frequento e su di esse transita di tutto, a volte a velocità folli. Ho incontrato automobili e moto che se ne infischiavano dei divieti e dei limiti di velocità. Ho avvisato chi di dovere. Dall’altra parte del telefono ho trovato quasi sempre gente seccata per queste segnalazioni. In un caso, percorrendo la ciclabile della val di Sole, ho dovuto buttarmi in una scarpata per evitare un frontale contro un Audi 100 color oro. Poco dopo, un paio di famiglie locali transitavano tutti in bicicletta, sulla stessa ciclabile, con tutta la famiglia a seguito compresi diversi bambini in tenera età. Un altra critica verso queste piste… Molte volte terminano, senza nessuna segnalazione dove riprendere per proseguire l’itinerario pubblicizzato. Vogliamo scimiottare i paesi nordici, ma siamo lontani ancora anni luce dalle loro organizzazioni. Spero solo che qualche politico ed amministratore di buona volontà, metta fine a queste inneficienze e cattivo uso delle piste riservate a pedoni e ciclisti. Nella mia critica escludo i cittadini che abitano nei pressi delle citate piste. Pertanto godono di diritto d’utilizzo delle stesse, sempre a certe condizioni s’intende.

  5. Il massimo che può capitare ad un ciclista che percorre la (sua) pista ciclabile, è incontrare un pedone con cane al guinzaglio. Conoscete o avete mai visto quei guinzagli che si allungano anche di svariati metri? Quest’autunno, sulla ciclabile che da S. Michele porta a Lavis (prov.TN) ho incrociato due signore con relativi cani. Uno dei cani era ben visibile vicino alla proprietaria, l’altro no, stava pattugliando la rampa opposta, legato ad un guinzaglio allungabile. Giunto nei pressi, con il sole in faccia, notavo all’ultimo momento questo filo che attraversava tutta la pista ciclabile e spariva rasoterra verso la rampa opposta alla signora. Riuscii a fermarmi. Ci fu un diverbio iniziato dalla padrona del cane. Quest’ultima, riteneva di essere dalla parte della ragione. L’istinto era quello di riempirla a calci nel fondoschiena. Il bon ton, ebbe il sopravvento. Per concludere … dissi una frase storica di Albert Eistein e prosegui il mio viaggio.

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