Gilles Villeneuve morì in pista l’8 maggio di 29 anni fa. Ma non fu, come disse la Fia, un suo “errore di pilotaggio”

monumento a gilles.jpgOggi è l’8 maggio, pomeriggio inoltrato. 29 anni fa, nell’ ospedale belga di Zolder, il mio caro amico Gilles Villeneuve era moribondo dopo l’incidente occorsogli nell’ultimo quarto d’ora della qualifica del GP del Belgio. Gilles era stato trasportato via in elicottero, informazioni non ce n’erano: noi ritenevamo fosse già morto, perché una decelerazione da 27g a zero ti spappola il cervello. Alla Ferrari davano solo la notizia del trasporto in camera operatoria. Poi la triste notizia, alle ore 21,52 di quel giorno nero. Gilles non c’era più. L’Aviatore dei nostri sogni e dei nostri racconti era volato via, stavolta in cielo. Ci fu una inchiesta, la Federazione internazionale prese in esame il comportamento di Jochen Mass e di Villeneuve. Mass stava tornando ai box e viaggiava almeno 130 chilometri all’ora più piano di Gilles che stava cercando il tempo, con gomme usate, incrociategli dai suoi meccanici. Mass, forse per favorirlo, si spostò sulla destra commettendo un errore madornale. I piloti italiani chre allora correvano in F1, poi, mi spiegarono che chi va piano per rientrare ai box deve mantenere la posizione per lasciare a chi è lanciato la decisione: proseguire nella tra iettatoria oppure fermarsi e tornare, a sua volta, al box. Gilles continuò, incontrò le ruote di Mass e la sua vita finì in quel pomeriggio di Zolder. L’inchiesta si concluse alla Ponzio Pilato: “Faute de pilotage”, fu scritto in un comunicato. “Errore di guida”: ma di chi? Il comunicato non lo diceva, forse si lasciava intuire che Villeneuve aveva commesso un errore. E non chiesero spiegazioni neppure gli uomini Ferrari anche se sapevano che Gilles non aveva sbagliato.

Gilles Villeneuve, nonostante tanto tempo sia passato, vive sempre nei cuori dei tifosi della Ferrari. Dopo di lui sono venuti altri piloti ma nessuno, come Gilles, ha saputo infiammare il cuore più Rosso della formula 1.

Mi chiederete: perché hai voluto ricordare Gilles Villeneuve a 29 anni dalla morte e non in una ricorrenza precisa come può essere u n trentennale dalla sua scomparsa? Non ho aspettato i trent’anni per un motivo molto semplice: non ho voluto confondermi con chi non ha mai conosciuto Gilles Villeneuve e, quindi, non può ricordarlo col magone nel cuore, ogni volta che arriva un 8 di maggio,  ma solo con freddi articoli giornalistici.

Gilles Villeneuve morì in pista l’8 maggio di 29 anni fa. Ma non fu, come disse la Fia, un suo “errore di pilotaggio”ultima modifica: 2011-05-08T19:38:01+00:00da ulissefidanzati
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10 pensieri su “Gilles Villeneuve morì in pista l’8 maggio di 29 anni fa. Ma non fu, come disse la Fia, un suo “errore di pilotaggio”

  1. Gilles, fu un grandissimo pilota. Era il mio idolo. Certo, a forza di sfidare la Sorte prima o poi questo era quello che probabilmente lui stesso si aspettava succedesse. A differenza di tanti piloti, Gilles emanava molta simpatia, sempre sorridente. La semplicità era il suo lato migliore. Di sicuro è stato tra i grandi. Ti ricorderemo sempre, come il più simpatico protagonista della F1. Peccato che te ne sei andato il giorno del mio compleanno.

  2. Gilles era il mio idolo in F1. Sempre disponibile e sorridente. Osava sempre, osava troppo. Questa era la Sua caratteristica che ammirava tanto il Drake. Purtroppo per pura fatalità perse la vita, non per errore umano. Credo, Lui sapesse che prima o poi, con tutti quei rischi, avrebbe fatto rendiconto con la sfortuna. Comunque sia, Gilles resta il più grande: Quello che ha saputo penetrare neil profondo dei nostri cuori ferraristi. Anche se altri piloti possono esibire molti più trofei, non ci sono paragoni. Sempre onesto e corretto Gilles era, è e sarà sempre, l’indimenticabile Canadese volante.

  3. Ti ringrazio di aver ricordato il piu grande, qualcuno dirà non ha vinto niente, ma si può essere grandi lo stesso, e gilles lo era.
    Domenica si è corso il gp di F1, forse come mi capita spesso vedendo la F1 di oggi, mi sono addormentato sulla poltrona , ma non una parola un ricordo da parte dei telecronisti dell’ anniversario della morte del pilota della Ferrari.Forse erano impegnati a capire le strategie delle case , e purtroppo oggi si corre così, non più con il cuore, erano altri tempi quando i Merzario si fermavano nella corsa per tirare fuori dalle fiamme i Lauda, altri tempi ciao a tutti e grazie di avermi fatto rabbrividire ancora la schiena non mi succede da tempo. Emanuele.

  4. E’ vero , quel triste giorno si pianse in tanti , scompariva non solo un grande pilota , ma un vero uomo con un grande cuore , tanta audacia ed allo stesso tempo sensibiliita’ nella guida , unico ad essere paragonato a Tazio Nuvolari , unico nell aver fatto realmente infiammare il cuore del Commendatore Ferrari che lo aveva notato gia’ nelle gare di motoslitta , e’ stato l idolo presente in quella vecchia famiglia di Autosprint sempre pronto ad un sorriso , ad una intervista , attento lettore e profondamente amante del nostro Paese e della sua Ferrari , quanto male senti’ nell essere ferito dal suo ex amico Pironi , Gilles era uomo di regole e di forte amicizia , non sbaglio’ affatto in quella curva e lo sappiamo bene ma tanto era finito , perche’ non fare da Ponzio Pilato ?
    Morosini perse un amico sincero , chi gravitava in quel mondo allora perse un idolo con il quale talvolta si parlava e si scherzava .
    Chi era parte di quella famiglia di Autosprint sa bene , ricordiamo Gilles con il magone e bene ha fatto a ricordarlo oggi Morosini portando un po’ tutti indietro a quel doloroso pomeriggio di Zolder

    bruno

  5. Ci sono piloti che segnano campionati e altri la storia. Tu hai avuto la fortuna di conoscere i due più emozionanti dell’epoca moderna: Villeneuve e Senna. Uniti dalla grandezza e dal destino avverso.

  6. Ho 47 anni e mi ricordo perfettamente quel maledetto giorno.
    Gilles era maledettamente veloce e nello stesso tempo maledettamente
    incoscente. Allora non lo amavo ,non impazzivo per lui, preferivo Lauda che era l’opposto,ma dalla sua morte in poi ho capito che non ne avremo mai visto un altro. Infatti l’unico pilota che in seguito mi ha fatto impazzire è stato Mansell. Come si cambia , vero .Grazie Gilles per averci dato una F1 grandiosa e romantica che purtroppo non esiste più , dove il cuore e le palle erano più importanti della strategia e i pit stop. Ciao Gilles

  7. Contano le parole? mi e’ letteralmente rimasto dentro il cuore, un lottatore puro che non badava alla posizione in gara ai calcoli e alle strategie, con lui si e’ chiusa un’epoca. La piu’ bella in assoluto.

  8. La non scelta di una data precisa come avrebbe potuto essere il trentennale, a mio avviso, è il modo più umano di ricordare una persona cara venuta a mancare, in questo caso il Suo carissimo Amico. Denota sensibilità, affetto e quanto Gilles, ( mi permetta di chiamarLo, semplicemente così ), Le fosse caro, quanto ancora è presente nei Suoi pensieri.. Inoltre questo è sintomo che nonostante tutto, i tempi che corriamo e quello che normalmente potrebbe apparire un determinato mondo agli occhi dei più, questo mondo è capace di esprimere ancora umanità e cuore.

  9. Da una intervista a Mauro Forghieri trovata in rete mesi or sono,ho appreso che Villeneuve in quel momento stava tornando ai box per cambiare gomme e uscire per un ultimo tentativo di migliorare il proprio tempo.Si era a pochi minuti dalla fine delle qualifiche e Pironi era stato più rapido:Gilles era solito tirare sempre forte anche in situazioni nelle quali normalmente si riduce il ritmo.E pure quella volta rientrando ai box Villeneuve andava molto forte:era determinato a superare Pironi in qualifica e l’ora a disposizione stava volgendo al termine.Inoltre stava vivendo un momento abbastanza difficile in squadra:lo sgarbo di Pironi a Imola,forse avallato dalla dirigenza Ferrari,era cosa fresca e lui era ancora molto risentito sia verso il collega che verso il team,che non aveva preso una posizione di netta censura nei confronti del francese.
    Pare che Villeneuve,non sentendosi più amato come un tempo,avesse intenzione di lasciare la Ferrari per creare un proprio team…
    Cosa può dirci il nostro caro ospite Nestore Morosini in merito allo stato d’animo del canadese e del clima che si era creato intorno a lui nella squadra ?

  10. Oggi i piloti esistono ancora. Invece la F1 l’anno uccisa. Non riesco a stare più di 5 minuti davanti ad una TV e seguire questo sport. Hanno fatto di tutto e di più per renderlo noioso e apatico. Se questo lo chiamate sport, meglio lasciar perdere. IN questa specialità, girano solo ingenti interessi economici. Secondo il mio punto di vista… Dovrebbero dare una quantità precisa di carburante uguale per tutti, vietare di sostituire gli pneumatici, qualsiasi sia il meteo. Ognuno si arrangi ad arrivare al traguardo. La bravura è prevedere…non correggere, cambiare, modificare a carte scoperte. Credo, solo così la F1 tornerebbe interessante e si ricomincerebbe a vedere le differenze e la bravura tra un pilota e l’altro, la differenza tra una macchina e l’altra. Togliere anche le comunicazioni radio tra team di box e pilota. Vietare nel modo più assoluto, con squalifica annuale, tutti i favoritismi di un pilota verso il compagno di squadra. Esempio ;rallentare per favorirlo, farsi sorpassare fingendo un problema tecnico e così via. Cose che accadono sempre più spesso, demoralizzando il secondo pilota di squadra e facendo imbufalire i telespettatori. Questo è come vedrei io, un interessante ritorno della F1 a livello mondiale.

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