Questione di signorilità: non tutti meritano di guidare un’Audi in autostrada e in città

59-sorpasso.jpgSei in autostrada e viaggi a 136 in terza corsia perché devi superare un altro veicolo. Sei tranquillo perché il limite di velocità è rispettato. Ad un  tratto un’auto ti piomba alle spalle, sparacchiando gli abbaglianti per farti tornare in seconda. Ma tu stai superando e non puoi. Allora il cafone ti si mette a tre metri dal posteriore, manovra ultra pericolosa, sparacchiando ancora gli abbaglianti . E’ uno che guida un’Audi, quattro, ovviamente. Ho notato un fatto: in autostrada molti dei maleducati guidano un’Audi quattro, con la quale credono di poter fare quel che vogliono. Anche viaggiare a 150 quando la pioggia è battente, chissenefraga io ho le quattro ruote motrici!

In città? Idem con patate, ti passano a destra, escono dagli stop senza fermarsi, la precedenza che cos’è? 

Devo ammettere: che a guidare un’Audi ce ne sono tanti altri e lo fanno da gran signori: hanno una certa età, rispettano lo stop e non guidano col telefonino attaccato all’orecchio. Solo a questi Audi dovrebbe vendere le proprie automobili. Gli altri, i maleducati, non le meritano.

Questione di signorilità: non tutti meritano di guidare un’Audi in autostrada e in cittàultima modifica: 2011-06-09T20:20:18+00:00da ulissefidanzati
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6 pensieri su “Questione di signorilità: non tutti meritano di guidare un’Audi in autostrada e in città

  1. Caro Morosini, ha perfettamente ragione. Ma quelli che oggi guidano un’Audi quattro ( e anche due, a esser sinceri) molto spesso sono quelli che negli anni ’80 guidavano la Golf GTI. Li ricorda?
    Loro non lo sanno, quindi diciamolo a bassa voce fra di noi: sono condannati a comportarsi così. Se li metti su un’altra auto, si comportano spesso, più che bene. Ma appena salgono sulla quattro ( e anche due, sempre per esser sinceri) vivono la necessità di dimostrare chissà cosa a chissà chi. Il vero guaio è che nessuno li sanziona, né per la guida, né per la stupidità.

  2. A me veramente capita per lo più con i proprietari di SUV. Ti spaventano perchè frenano all’ultimo momento, con i fari sparacchiati e il cellulare attaccato all’orecchio. Si vede dal loro viso stravolto, che hai rovinato il loro “best lap”, salvo poi vederli frenare e oscillare paurosamente nei curvoni veloci…..che tristezza!

  3. Posso dire che la stessa sensazione di cafonaggione alla guida l’ho riscontrata coi possessori del TMax, lo scooterone sportivo della Yamaha: ho notato che una grossa fetta dei proprietari compie manovre azzardate in mezzo al traffico e a velocità esagerate, non curandosi di quanto accade intorno a sé.
    Tali personaggi pretendono di infilarsi negli spazi stretti tra le auto (ma non hanno un Piaggio Zip, quello sì molto agile!), tagliano la strada senza guardare, guidano sempre troppo velocemente e frenano sempre all’ultimo: forse si credono degli sportivi perché hanno uno scooter molto prestazionale, sicuramente sono degli egoisti perché creano situazioni pericolose. Secondo me chi guida così non ha mai posseduto una moto e non si rende conto di ciò che fa, non ha la percezione del rischio: la sensibilità nella guida tra moto e scooter è diversa, probabilmente è per via della sella (la poltrona) che non fa capire quanto accade tra ruota e asfalto, ma se sono costoro stati motociclisti allora hanno dimenticato come si guidano le due ruote a motore.
    Voglio però immaginare che ci siano almeno altrettanti “TMaxisti” che guidano il proprio mezzo secondo i dettami del Codice della Strada, mi dispiace essere costretto a pensare così per colpa di qualcuno. MA purtroppo queste impressioni le ho riscontrate sia a Milano che in altre città d’Italia (Genova, Napoli, Firenze, Bologna): quando poi ho visto un mio amico di Firenze seduto su un TMax gli ho detto, dispiaciuto, le stesse cose che ho scritto. Il quale mi ha confermato che anche lui ha notato una certa “disinvoltura” fra i suoi colleghi (non ho però visto come lui si guida il suo scooterone nel traffico!)…
    Ma in autostrada ciò che lei scrive non è prerogativa solo di chi ha un’Audi ma anche di macchinoni quali BMW, Mercedes e via discorrendo. Che io ho guidato, ma sempre evitando situazioni di potenziale pericolo.
    Forse è vero: i proprietari dovrebbero essere selezionati. Un caro saluto.

  4. Spesso vien da chiedersi se un detto come “Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei” abbia un fondamento. Noto come la presuzione di guidare qualcosa di esclusivo sia sintomo di superiorità per strada. Un discorso simile potrebbe valere per le fuoristrada urbanizzate. Però la strada è democratica; se deve punirti non guarda il 730.

  5. si è vero capita di sovente. in quei casi mi diverte tanto specialmente se la fila di auto da superare è lunga rallentare, tenere inchiodato li dietro l’idiota.

  6. Una considerazione,parallela a quella del nostro carissimo Nestore:a fronte della arroganza di taluni utenti al volante di certe vetture,si rileva con piacere la correttezza e,talvolta, lo stile. di alcuni utenti alla guida di autentiche vetture sportive iperpotenti e iperveloci: rispettosi della segnaletica e delle regole dettate prima che dal codice dal buon senso e dalla buona educazione.

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