Il Corrierone sbaglia: l’innovazione non ha spogliato l’auto gradatamente di tutto, l’ha resa invece più affidabile, sicura e confortevole

(Quasi) ogni lunedì riusciamo a scoprire sul “Corrivolvo-s60-pedone-01.jpgere Motori” qualcosa di sorprendente. Per esempio sull’edizione di lunedì 17 ottobre (cioè oggi, mentre scrivo questa nota) nella prima delle tre pagine dedicate all’automotive si leggono due titoli.

Il primo: L’auto come mamma e papà. L’articolo reca come sommario: ” Nel centro di Lommel (Belgio) dove la Ford sta studiando nuovi sistemi elettronici che hanno l’obiettivo di proteggere i giovani patentati”.

Il secondo: Stohr:”Troppa sicurezza può essere … pericolosa”. L’occhiello recita: “L’ex pilota ora istruttore di guida mette in guardia: ‘Non bisogna affidare la propria vita all’elettronica’”.

E a questo punto ci sarebbe da osservare che i due titoli sono in netta contrapposizione, soprattutto quando si parla di sicurezza dei giovani patentati.

Ma il più bello non è qui. Il più bello è dentro al commento di apertura dove, fra l’altro, si dice: “Negli anni l’auto è stata spogliata gradatamente di tutto. Con il Cruise Control non serve più accelerare. Con il sistema che mantiene automaticamente la distanza di sicurezza è inutile frenare. L’auto oggi vede, si scambia informazioni con le sue simili, addirittura ti sollecita a bere un caffè quando si accorge che sei stanco e arrivati a destinazione è anche in grado di parcheggiare da sola. Tanto. Troppo? Forse sì, perché più l’auto diventa intelligente più si rischia di perdere il piacere di guidare, di divertirsi al volante sentendosi davvero padroni del mezzo”.

Strabiliante! Con le città intasate dal traffico, con le autostrade che volvo-s60-pedone-03.jpgnei week end diventano formicai a quattro ruote, pericolosi e dannosi alla salute, con la benzina e il gasolio che costano un occhio della testa io avrei pensato all’innovazione come un ben di Dio e non come alla privazione del piacere di guida. Piacere che, avendo un adeguato mezzo meccanico e il vasente a disposizione, si può meravigliosamente cercare e trovare in uno dei tanti autodromi d’Italia.

Io continuo a pensare che l’innovazione dell’ automotive serva a migliorarci la vita, a salvaguardarcela quando siamo stanchi oppure quando non ci sentiamo piloti istruttori, quando dobbiamo andare al lavoro oppure in vacanza con la famiglia. Quindi io tifo per il massimo che la tecnologia possa oggi offrire. Perché un’automobile per me è prima di tutto un mezzo di trasporto che dev’essere affidabile, confortevole e sicuro. E siccome so guidare discretamente, riesco ad apprezzare tutte le possibili diavolerie elettroniche di cui una vettura possa essere dotata. Senza pensare, come Siegfried Stohr, che l’elettronica possa rubarmi qualcosa.

 

Il Corrierone sbaglia: l’innovazione non ha spogliato l’auto gradatamente di tutto, l’ha resa invece più affidabile, sicura e confortevoleultima modifica: 2011-10-17T17:54:37+00:00da ulissefidanzati
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6 pensieri su “Il Corrierone sbaglia: l’innovazione non ha spogliato l’auto gradatamente di tutto, l’ha resa invece più affidabile, sicura e confortevole

  1. Hai fatto un ottimo ragionamento, caro Nestore, la tecnologia non è mai troppa e ben venga, ma tutto deve essere solo una comodità non la ”sicurezza” quando guidi devi sempre avere un occhio attento diffidando degli aiuti tecnologici. Vorrei, purtroppo, far presente un male comune a tutti, la tecnologia ci ha dato un segnalatore per i sorpassi, per svoltare, che nessuno usa, percorrendo la Torino-Milano con una webcam abbiamo notato nel filmato che nessuna auto ha usato la cosidetta freccia per un sorpasso e non è un ”opzional”

  2. Ad uno dei redattori del Corrierone farei guidare una BMW del ’93 o una Mercedes del ’92 senza praticamente elettronica mentre piove a dirotto facendo la vecchia Serravalle Genova o la Genova Ventimiglia e gli sfreccerei accanto con un mezzo della stessa casa ma con tutte le diavolerie elettroniche attuali e poi vorrei vedere chi dei due è stressato alla guida.
    Saluti
    Maurizio

  3. é vero che la tecnologia serve a migliorare la vita, ma ritengo che il cruscotto di un auto non deve assomigliare troppo al quadro strumenti di un aereo, tra l’altro i sistemi informatici tendono sovente ad incepparsi e questo è fonte di estremo pericolo su di un auto… perchè se si guarda alla sicurezza non costruire le auto con materiali non nocivi e quanto più ignifughi? Quest’estate ho visto prender fuoco una bmw serie 7 ultimo modello. Da ultimo ritengo che la guida sia un esercizio di estrema attenzione e di ponderazione dei propri limiti.. troppa elettronica li nasconde e anche questo, tenendo conto di quanto ho detto su i sistemi informatici delle auto, è fonte di pericolo. Da questo punto di vista Stohr ha pienamente ragione

  4. Sarebbe stato d’uopo mediare tra le due posizioni, cosa che generalmente ci si aspetterebbe da una redazione. Le automobili che possono solleticare la fantasia di un pilota o di un semplice appassionato ( sempre che sia competente ) non possono essere le stesse che soddisfano l’esigenza di mobilità di un normale utente. Sarebbe molto più utile che dovere riempire pagine di carta in modo discutibile, dare una spinta comunicativa affinchè in Italia si migliori il livello dei conducenti che oggi di questi sistemi non conoscono l’esistenza e nemmeno il funzionamento.

  5. Non è detto che perchè uno fa il giornalista sportivo sia infallibile o la sua opinione sia perfetta. Ormai da 44 anni guido automobili. Ora ho un mezzo che mai fino poco tempo addietro pensavo di acquistare, un grosso SUV con cambio automatico. Poichè questi mezzi li ho sempre ritenuti i veicoli dei prepotenti e degli arroganti ben me ne guardavo di stare alla larga. Di recente ho evitato per un soffio un paio di incidenti causa lo scriteriato comportamento di alcuni automobilisti esteri e nostrani. Poichè il C.d.S. sembra invogliare i guidatori a comportarsi da delinquenti (tanto qualunque casino combini non paghi mai nulla) ho deciso almeno di aumentare la mia sicurezza attiva e passiva. Resto dell’idea che qualunque innovazione tecnica applicata all’auto non sia semplice esibizionismo, ma frutto di ricerche mirate per aumentare la sicurezza globale auto/passeggeri e ridurre il consumo in generale. Dovrebbero essere molto più severi anche con le modifiche tecniche eseguite con leggerezza da meccanici inesperti o negligenti. Infine tutte le centraline elettroniche dovrebbero essere antifrode verso i dati originali dell’auto portato al collaudo come prototipo. Troppi manomettono centraline, ruote, ammortizzatori, marmitte, convinti di essere poi a bordo di un dragster anzichè un cinquino o simili. Con le velocità odierne sempre verso il ribasso, è semplicemente demenziale avere centinaia e centinaia di Kw nel cofano e auto che superano i 200 km/h. Sembra che l’Europa spinga verso i 30 Km/h nei centri urbani ed i 110 sulle autostrade. Di questo passo potremmo spostarci quasi con i vecchi e tanto cari calessi. Io ho quasi dimezzato la velocità di crociera in questi ultimi 10 anni e non mi sono accorto di essere diventato un lumacone.

  6. Sarebbe utile pubblicare le statistiche relative al numero di vittime di incidenti automobilistici degli anni 50/60 e del decennio 2000/2010 (con la dovuta relazione al parco auto circolante in dette epoche) per far capire quale progresso sia stato fatto in tema di sicurezza e quale beneficio a livello umano e sociale ne sia derivato.In merito alla esternazione di S.Stohr sui rischi legati a una assistenza elettronica estesa,osservo che tutta questa tecnologia andrebbe proposta e utilizzata per viaggiare più sicuri e non per andare più veloci.
    Il tanto pubblicizzato (e su questo ci sarebbe da scrivere..) piacere di guidare lo si trovi in circuito,per la propria e altrui incolumità.

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