E se un bel giorno la Cina dell’auto nazionalizzasse le joint ventures?

AUTO CINESE.jpgI costruttori di auto stanno dilagando in Cina, nella speranza di fare affari d’oro su quell’immenso mercato. Ma per vendere in Cina bisogna costruire la. E per costruire la occorre realizzare joint ventures con aziende cinesi. Altrimenti nisba. C’ è, in sostanza, qualcosa di analogo alla corsa all’oro che caratterizzò la California a metà del XIX secondo.

Il fatto è, tuttavia, che i cinesi lavorando in simbiosdi con i costruttori europei e americani (i giapponesi, invece, sono molto più cauti) vengono a conoscenza di risorse e soluzioni che si poggiano sui tecnologia avanzata. L’oro nell’oro, insomma.

E allora proviamo a farci una domanda alla quale vi prego, miei carissimi lettori, di dare voi una risposta. La domanda è questa: e se un bel giorno il governo cinese nazionalizzasse tutte le joint ventures, dicendo che in Cina possono operare solo aziende totalmente cinesi. Quel giorno cosa succederà?

E se un bel giorno la Cina dell’auto nazionalizzasse le joint ventures?ultima modifica: 2012-04-26T14:48:51+00:00da ulissefidanzati
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2 pensieri su “E se un bel giorno la Cina dell’auto nazionalizzasse le joint ventures?

  1. Si tratta di una pratica scorretta dal punto di vista del mercato. I costruttori europei lo sanno da tempo e non hanno guardato che ai loro bilanci stringendo accordi pedestri che in Europa non avrebbero mai fatto. I cinesi hanno già usato questo sistema e lo useranno ancora per acquisire il mercato europeo senza colpo ferire ( cioè senza fabbriche in loco ). La nostra economia non ha bisogno di tutto questo.

  2. Questo era sicuramente possibile sino a pochi anni fa, ma è di febbraio 2012 l’ammissione del Governo di Pechino che se non privatizzeranno tutte le industrie, la Cina fallirà entro il 2034. Vorrà pur dire qualcosa sia dal punto di vista economico finanziario che da quello politico. La nazionalizzazione delle imprese è una mossa fallimentare da sempre, eliminando di fatto la concorrenza e quindi eliminando la competizione, la ricerca, lo sviluppo, la voglia di essere il migliore e creando un totale appiattimento dell’economia dello Stato! Il concetto comunista è ormai morto e sepolto e lo sanno bene anche i cinesi!

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