La crisi dell’auto colpisce le province: solo tre “speciali” crescono con il noleggio

flotte-aziendali-352x288.jpgC’era da aspettarselo. E lo avevo scritto qualche tempo fa intervistando Pier Luigi del Viscovo, direttore Centro Satudi Fleet & Mobility. Secondo l’Osservatorio dell’UNRAE, il sodalizio dei costruttori stranieri che operano in Italia, la crisi dell’auto sembra colpire trasversalmente tutte le province italiane. In realtà, l’analisi delle immatricolazioni per provincia dei primi quattro mesi mostra che tre province, che fanno parte diregioni a statuto speciale, crescono a 3 cifre (Bolzano + 768%, Trento + 434% e Aosta +433%) per il noto effetto IPT più favorevole, che ha di fatto spostato al nord le immatricolazioni delle vetture a noleggio e flotte aziendali, a discapito di Roma (-61%) e Firenze (-66%).

Altre 26 province, che rappresentano il 24% del totale mercato, riescono a perdere meno della media Italia, ma le altre 81 province italiane perdono tutte significativamente a due cifre: tra le più grandi spiccano anche i cali di Napoli (-32%), Palermo (-31%), Salerno (31%), Milano (-27%) e Catania (-26%).

Questi dati su base locale impattano inevitabilmente sulla occupazione locale, inserendosi in un contesto economico già difficile. In assenza di azioni concrete del Governo, l’ UNRAE chiede “che anche la politica locale si senta coinvolta nel sostenere il bisogno di azioni strutturali per il rilancio del settore auto e dell’economia”.

 

La crisi dell’auto colpisce le province: solo tre “speciali” crescono con il noleggioultima modifica: 2012-05-05T19:07:21+00:00da ulissefidanzati
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7 pensieri su “La crisi dell’auto colpisce le province: solo tre “speciali” crescono con il noleggio

  1. Leggo “bisogno di azioni strutturali per il rilancio del settore auto e dell’economia”.Governo incapace? Io non credo alla “incapacità” dell’esecutivo Monti: alla luce delle scelte passate e presenti direi che questo governo sta piuttosto portando avanti un disegno ben preciso.
    Da quando si è insediato non è mai giunto un invito a intraprendere,a investire,al mettersi in gioco sul mercato a qualsiasi livello,dalla P.Iva alla grande impresa.Assistiamo ad un’opera di avvilimento anzichè di sostegno ad una reazione operosa.Come si spiega? Non vi pare ovvio sostenere chi vuole fare in un momento di difficoltà ?
    Viene il sospetto che il “rigore” (ovviamente per noi cittadini e non per la spesa pubblica che cresce costantemente)serva in realtà al governo per raccattare sempre più ampie risorse economiche la cui destinazione rimarrà come sempre un mistero.

  2. Io, Le rispondo nel mio modo più semplice, cioè quello che si vede e si sa, le auto, erano anche prima della crisi, sobbarcate di enormi tasse anche da parte dei carburanti, e delle autostrade ed assicurazioni, tanto è vero che per incrementare le vendite si era inventato la rottamazione, ora che il governo ha bisogno sempre più di proventi economici non mollerà neanche un cent di tasse, aggingiamo la disoccupazione, la cassa integrazione, la mancanza di lavoro, aggiungiamo coloro che evadevano il fisco acquistavano auto, anche costose. Ora il lavoratore prima di comperare un auto si deve fare bene i conti in tasca, ed il costo per km e quando è ferma e, se deve rompere il salvadanaio quasi, quasi ci rinuncia.

  3. Caro Gigi,l’astensionismo delle recenti consultazioni elettorali dovrebbe essere letto dai ns.politici come segnale di forte sfiducia in un sistema. Inoltre,essendo libera espressione del sentire dei cittadini,dovrebbe essere oggetto di considerazione e rispetto da parte delle più alte cariche dello Stato.Purtroppo,la lettura dei quotidiani ci mostra che,da parte delle suddette cariche pubbliche,non vi sono nè considerazione nè rispetto di una volontà popolare democraticamente e civilmente espressa.Come Lei sa,da questo salotto di appassionati, sono partiti appelli e inviti a tante figure pubbliche e mai che una di loro si sia degnata di rispondere….Una chiara volontà dell’elettorato trascurata a livello governativo,amministratori civici che fanno spallucce dinanzi a cortesi inviti ad esprimere le loro ragioni…. Tutti parlano di lotta alla evasione,rigore e mai di sviluppo,ci chiedono soldi ma non ci dicono quanto spendono nè come spendono …i nostri soldi.
    E non pensano minimamente che noi si meriti delle spiegazioni !
    Eppure,con questi comportamenti,un risultato positivo lo hanno ottenuto:a me pare che gli italiani tendano a liberarsi da zavorre ideologiche e sempre più si trovino uniti nel merito delle cose da fare nonchè nella consapevolezza di essere cittadini e non sudditi.
    Un saluto 🙂
    P.S.-quanto sarebbe bello poter parlare di automobili…è finita un’epoca?

  4. E, se il governo, per salvare un settore che ora in avanti sarà sempre più in crisi, decidesse di portare l’iva sull’auto al 10% o addirittura al 5% anche limitato nel tempo, questo darebbe un ampio respiro al settore ed alle maestranze molte delle quali in cassa integrazione. Le province da lei citate sono piccole isole felici in cui non manca il lavoro ma tutte le altre soffrono di mille problemi che non risolverebbero con gli sconti degli statuti speciali.

  5. Gentile Gigi,abbassare l’IVA sulle autovetture sarebbe meglio di qualsiasi incentivo.Ma non attendiamoci interventi di tal genere da uno stato sempre più assetato di risorse per fronteggiare una spesa pubblica ancor oggi fuori controllo.Un saluto.

  6. Beh, se pensate che Monti sia incapace vi sbagliate, lui sa benissimo quello che accade quando si attuano le misure prese.
    Per il mercato dell’auto come quello delle abitazioni credo che siamo arrivati al capolinea, gli interessi degli italiani sono forzatamente altri non si illuda chi crede che passerà, queste cose hanno fatto il loro tempo, e comunque sono troppo costose, meglio dirigersi verso altre “passioni”.

  7. Gentile Pinco,mi rendo conto che sono forse un po’ off topic ma,in breve,se sulla competenza di Monti non ci possono essere dubbi mi pare altresì lecito che si esprimano opinioni sull’operato del suo esecutivo, sopratutto se queste nascono dalle concrete e talvolta drammatiche conseguenze delle misure adottate e non sono le solite chiacchiere della serie piove governo ladro.Monti sa che in tema di rigore,oltre alla lotta all’evasione e all’inasprimento di tasse e imposte bisognerebbe ridurre la spesa pubblica che è la prima causa dei nostri problemi:ma sa anche che questo non è cosa possibile.
    Dato questo immane inamovibile fardello,il Professore fa quel che può….
    ma a spese di cittadini che hanno sacrosante ragioni per ribellarsi.

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