Alfa Romeo, tanti comunicati stampa ma nessun nuovo modello

alfa romeo.JPGNei mesi di maggio e giugno l’Alfa Romeo ha diramato i seguenti comunicati:

7 Maggio 2012 – 1. Alfa Romeo Giulietta è la berlina compatta preferita dagli italiani. 2. Al via gli ordini della nuova serie speciale Alfa Romeo MiTo Upload

10 Maggio 2012 – Alfa Romeo alla rievocazione storica della “Mille Miglia 2012”

21 Maggio 2012. Mille Miglia 2012: un’Alfa Romeo vince “la corsa più bella del mondo”

5 Giugno 2012. Alfa Romeo Giulietta è leader del segmento

6 Giugno 2012. Alfa Romeo Giulietta è il “motore” che dà energia all’avvincente Ironman

9 Giugno 2012. La musica viaggia con Alfa Romeo MiTo. Riparte da Firenze il Vertical Stage

22 Giugno 2012. Alfa Romeo celebra i 50 anni di tre istituzioni legate alla sua storia centenaria: il modello “Giulia”, il circuito di prove a Balocco e il Registro Italiano Alfa Romeo

28 Giugno 2012. Alfa Romeo partecipa a “Goodwood Festival of Speed” 2012

Di annunci di nuovi modelli neppure l’ombra.

 

Alfa Romeo, tanti comunicati stampa ma nessun nuovo modelloultima modifica: 2012-07-03T23:43:37+00:00da ulissefidanzati
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4 pensieri su “Alfa Romeo, tanti comunicati stampa ma nessun nuovo modello

  1. A Marchionne prudono le mani, ha tanta voglia di emigrare negli USA, con un accordo giapponese per un abbinamento AlfaRomeo – Mazda, o forse no, non ha ancora le idee chiare, che abbia in sordina un progetto alfa elettric per il futuro prossimo, spiazzando la concorrenza europea? L’amministratore del. si è fatto crescere la barba per sembrare sempre più enigmatico e non lascia trapelare nulla, ha le sembianze di un barbone, pensi, Nestore, che sia senza il becco di un quattrino?

  2. Non mi stupisco di questo balletto di annunci su una realtà che appare ormai quasi virtuale.
    Ho infatti appena letto sul Corsera on line che l’AD Marchionne ritiene esserci uno stabilimento di troppo in Italia (stante la corrente situazione nella UE) e ritiene utile spostare la produzione in USA(dove il mercato dovrebbe avere segno positivo).
    Ciò detto,Marchionne chiude confermando la volontà di investire in Italia……
    E’ come se l’AD Fiat ci dicesse:oggi camminiamo con le nostre gambe,
    non ci servono aiuti di stato,ci siamo costruiti una nuova connotazione,
    planetaria e non più prettamente nazionale,stiamo scalando Chrysler,in USA e nel resto del mondo avremo guadagni che un giorno potremmo anche tornare ad investire nella madre patria e sarà colpa “vostra” se non saprete creare le condizioni affinchè tale rientro di risorse possa verificarsi.Noi comunque ci siamo salvati e andremo avanti nel mondo intero:Fiat può ormai fare a meno dell’Italia ma l’Italia può fare a meno di Fiat ? Fate voi…noi tiriamo dritto.
    Ecco,io vorrei assistere ad un confronto in cui Fiat e controparti assumano la responsabilità sia delle richieste che dei veti.Invece leggo dichiarazioni dell’Ad Fiat senza un contradditorio qualitativamente adeguato che possa magari dimostrare che le critiche al “sistema Italia” non sono tutte oggettivamente valide.

  3. E’ un silenzio spiacevole. Questi comunicati passano senza nemmeno esser visti dal pubblico. Non sembra esserci alcun tipo di innovazione nel prodotto. Meglio ancora nessuna connotazione alfista. Un’altra scatola vuota all’italiana. Perché non accettare l’assegno di Wolfsburg dunque? Denaro liquido per finanziare la scalata americana. Di italiano non restesrà più nulla temo che si sia capito da un pezzo; il processo sembra irreversibile. Assemblare i marchi italiani fuori dall’Italia non ha senso. I dati di vendita delle prime americane con la maschera non sono scoraggianti solo per la crisi economica. Che senso può avere tenere l’ALFA come un fardello e poi non venderla per evitare favori ad un concorrente? Che senso può avere assemblare ALFA oltreoceano senza che siano davero “Made in Italy”? Perché non lasciar scomparire il marchio permettendo agli alfisti di salvare la dignità almeno della memoria?

  4. L’Alfa Romeo se ne andrà dall’Italia ed emigrerà in America. Obama è stato chiaro: non importeremo automobili italiane se non costruite in America. E’ il prezzo che deve pagare Fiat per il regalo della Chrisler.
    E’ chciaro quindi che fintanto che non sarà completato il passaggio, di Alfa nuove non ne usciranno.
    Marchionne e Famiglia Agnelli sono comunque contenti cosi’ si leveranno dai piedi i sindacati e i politici italiani.

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