Bufala Codacons contro i diesel a Milano: richiesta basata su uno studio Usa del 1988

mazda_cx_5_il_primo_suv_diesel_compatto_euro_6_19904.jpgCi sono proposte di associazioni che, senza conforto tecnico, cadono nel ridicolo. Com’è il caso della recente richiesta fatta dal Codacons alla Procura di Milano di sequestrare tutte le auto diesel circolanti nella provincia (circa 1.800.000) sulla base della recente dichiarazione dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che indica le emissioni dei motori diesel come “agenti cancerogeni”.

Ritengo che ci siano motori diesel (soprattutto dei furgoni che portano merci in città) circolanti a Milano siano fuorilegge in fatto di emissioni che la municipalità non controlla. Ma la richiesta del Codacons è basata su uno studio americano datato 1988 effettuato su minatori cjhe, lavorando nel sottosuolo, utilizzavano macchinari alimentati con il vecchio gasolio Usa.

Il 75 e forse più delle vetture diesel moderne che viaggiano a Milano sono dotate di motori gestiti dall’elettronica e hanno filtri antiparticolato (nella foto il Suv Mazda CX-5 con motore diesel euro6). Quindi in condizioni lontanissime da quelle prese in considerazione dai ricercatori americani nel 1988.

Qualcuno al Codacons, quindi, ha preso una bufala andando a ravanare nel passato con chissà quali intenzioni. Magari con l’intenzione di abbassare ancora il già smagrito mercato dell’auto? Il mio vecchio maestro, Gino Palumbo, avrebbe messo l’autore della bufala dietro alla lavagna. Con le orecchie d’asino.

 

 

 

Bufala Codacons contro i diesel a Milano: richiesta basata su uno studio Usa del 1988ultima modifica: 2012-07-09T16:08:02+00:00da ulissefidanzati
Reposta per primo quest’articolo

10 pensieri su “Bufala Codacons contro i diesel a Milano: richiesta basata su uno studio Usa del 1988

  1. Anche se oggi abbiamo l’ADBLU nella catalittica e si è fatta mota strada per migliorare l’inquinamento, dobbiamo tenere presente che i gas di scarico, diesel o benzina, bene non fanno ma ci dobbiamo convivere quindi bisogna sempre cercare un miglioramento, Milano non è certamente la più inquinata ma vivere 24 ore in città non è molto confortevole. Per sopperire a questo male ci vogliono parecchi soldi che non ci sono, le auto private hanno un impatto minimo, sono per lo più auto moderne, tutto proviene da un concentramento di polveri inquinanti riscaldamento, gas di scarico di vecchi motori che circolano tutto il giorno in città, polveri di pneumatici e scarichi fumogeni di fabbriche che nei giorni di siccità restano a mezzaria spostati dal movimento del traffico. Tutto questo già si sa ed è per questo che sempre miglioriamo, il Codacons penso abbia preso una sbandata, causa l’eccessivo caldo che fa brutti scherzi, proprio in questi giorni dove vi è una naturale stanchezza causata dall’imminente periodo di vacanza in arrivo.

  2. A dire il vero non si tratta esattamente di una bufala, anzi: nonostante le ovvie proteste il diesel è stato riconosciuto per quello che è, un carburante poco raffinato che palesa la presenza di agenti cancerogeni.

    Lo studio è questo: http://press.iarc.fr/pr213_E.pdf (spero si possano pubblicare link).

    In sostanza: è vero che l’oggetto dello studio stesso sono i minatori USA, a partire dal 1988. In quell’anno il rischio venne classificato 2A (probabilmente cancerogeno, il più vicino alla certezza), salvo poi venir revisionato nell’89 come “possibilmente cancerogeno” (2B). Lo studio pubblicato a marzo 2012 (effettuato sino al 2011), quindi recentemente, però definisce una relazione diretta fra residui prodotti dai motori a ciclo Diesel e la formazione di cancro alla vescica (gruppo 1). Questo dopo anni che, per rinnovare il mercato, si punta allo sviluppo sui motori diesel – ricordiamoci che nel primo decennio degli anni 2000 lo sviluppo commerciale di motori a benzina è rimasto fermo rispetto a qualsiasi decennio del secolo precedente. Infine, quando si parla di filtri antiparticolato, tutti hanno scadenze oltre le quali perdono efficacia. Come le marmitte del resto.

    Fonte dello studio: http://jnci.oxfordjournals.org/content/early/2012/03/05/jnci.djs034.abstract

    Unica nota: forse, prima di far così tanta confusione per le autovetture, sarebbe bene però rilevare quanto prodotto dai sistemi di riscaldamento. Metteremmo da parte buona parte dell’ipocrisia similecologica imperante in questi anni.

    Grazie per l’attenzione e buona giornata.

  3. Grazie Morosini per la precisazione. Capisco i “difensori del’economia” nei bisogni che li spingono a trovare “visibilità”. C’è momento e momento tuttavia, e c’è argomento. Simile bufale fanno certamente “rumore”, ma anche notevole danno all’economia, concorrendo ad intasare ancor più la Giustizia. Cordialmente.

  4. Perche’ ci sono ancora questi cretini in giro. Chi lo ha permesso ?
    Come si fa a tenere incompetenti simili nei ruoli importanti .
    Solo in Italia succede . Vergogna

  5. Buongiorno,
    senza entrare troppo nel merito, e pur vero che le polveri “sottili” emesse dalla conbustione del gasolio non fanno bene come l’aerosolterapia…….. e per giunta una volta inalate rimangono nei nostri polmoni, perciò a mio giudizio non userei la parola Bufala
    il parco macchine circolante che rispetta le normetive Euro 3 e 4 senza DPF quante sono? per non contare i bisonti della strada che a pieno carico oscurano il Sole…… e poi i mezzi pubblici che secondo me a prima vista (degli scarichi) non saprei proprio quale Norma rispettino.
    Sicuramente un punto di partenza ci deve essere e poi magari aggiustare il tiro , nel discorso dei conbustibili a mio parere non si è fatto un gran che, anzi si è solo passati da un veleno all’altro………..
    Per il discorso della lavagna e delle orecchie d’asino, sono due articoli esauriti, terminati per tutti i nostri GRANDI UOMINI politici, sempre attenti al LORO benessere.

  6. La verità e che in circolazione ci sono innumerevoli vetture e in particolare mezzi commerciali che hanno delle emissioni da carcere,
    ma stranamente nessuno si degna di fare dei controlli.
    Come mai nessuno pone il prioblema del pazzesco inquinamento giornaliero Sulle tangenziali di Milano che hanno una circolazione
    praticamente a passo di lumaca e poi alla domenica ci fanno andare
    a piedi ?!!!!.
    Le leggi se si fanno vanno anche fatte rispettare !!!!!.

  7. A scanso di equivoci, premetto di non essere un iscritto o sostenitore del Codacons, al contrario di essere un appassionato di veicoli a motore, a due o più ruote.
    La mia opinione è che stavolta purtroppo a cadere davvvero nel ridicolo sia il Sig. Morosini in quanto ritengo non abbia rispettato la deontologia della sua professione di giornalista che immagino gli imponga di verificare le fonti delle informazioni che propugna e delle affermazioni che sostiene.
    Scrive infatti “… la richiesta del Codacons è basata su uno studio americano datato 1988… Qualcuno al Codacons, quindi, ha preso una bufala andando a ravanare nel passato….”
    Lo invito dunque rispettosamente a verificare quanto riportato in merito nel comunicato pubblicato dall’International Agency for Research on Cancer, appartenente alla World Health Organization, datato 12/006/2012, del quale gli lascio per sua comodità il link:
    http://press.iarc.fr/pr213_E.pdf
    Immagino non gli sfuggirà il fatto che se, nel 1988 e dalla stessa Agenzia, il particolato era stato classificato come PROBABILMENTE cancerogeno, nel Giugno 2012 esso viene definito SICURAMENTE cancerogeno.
    La differenza non è da poco, mi sembra pacifico!
    Particolare attenzione merita a questo punto il capoverso tra le pagine 1 e 2 del suddetto comunicato, dove si specifica che non è ancora chiaro se le nuove tecnologie (previste solo in ALCUNE nazioni, specie occidentali, per l’omolgazione dei motori diesel ed in grado di incidere anche notevolmente sulla qualità e quantità degli scarichi dei motori a gasolio di nuova concezione) siano sufficienti a determinare una riduzione dei loro effetti (rammento ormai classificati SICURAMENTE cancerogeni) sulla salute umana.
    Questo è il quadro dei fatti che mi induce a ritenere l’informazione molto più distorta da un articolo come quello del Sig. Morosini piuttosto che dal clamore (destinato nel turbinio di fatti che si susseguono a scemare tanto in fretta quanto rapidamente è montato) destato dall’esposto all’Autorità Giudiziaria del Codacons.
    Il problema evidentemente sussiste e se la soluzione a parer mio non può essere lo stop “senza se e senza ma” dei veicoli diesel, questa NOVITA’ impone con ancor più indifferibile urgenza che venga non solo considerato ma anche risolto.
    Apprezzerò se il Sig. Morosini vorrà illustrarmi eventuali pecche che avessi commesso nel mio ragionamento.
    Cordiali saluti.

  8. Noi cittadini siamo quotidianamente bombardati di notizie,il che si traduce in una overdose di informazione che in realtà si rivela portatrice di disinformazione.L’illusione di essere informatissimi si sgretola allorquando ci troviamo dinanzi a questioni controverse come questa in oggetto.Una certezza in effetti esiste:carburanti,polveri derivanti da freni e pneumatici,riscaldamento…sono tutti fattori di inquinamento con gravi conseguenze sulla ns.salute.Purtroppo pare che,pur con mille limitazioni in atto,a Milano l’inquinamento non sia diminuito rispetto ai tempi in cui dell’auto si faceva un uso selvaggio.
    Ma allora…nonostante marmitte e carburanti più ecologici,nonostante
    un uso meno intenso del mezzo privato….siamo punto e a capo ?
    Ma cosa ci raccontano le amministrazioni pubbliche,i giornali,i produttori
    di automobili e di carburanti? In una concessionaria di prestigiosa marca produttrice di prestigiosi diesel un addetto mi diceva che,da prove fatte in fabbrica,un loro recente diesel senza filtro antiparticolato (e quindi praticamente invendibile)risultava meno inquinante di modelli oggi in vendita obbligatoriamente dotati di tale filtro.Arrivo a comprendere che a tal punto sia necessario un distinguo tra i vari tipi di inquinamento prodotti da un diesel …ma comprendo anche che a me utente possono raccontare tutto e il contrario di tutto….

  9. Lo IARC è un’istituzione molto seria e i suoi giudizi dovrebbero essere presi molto sul serio. Che il sequestro di qualche milione di auto sia cosa infattibile mi pare palese, ma cercare di mettere in ridicolo, assieme al Codacons, anche lo IARC, non è accettabile. Il signor Morosini si rilegga le conclusioni dell’Agenzia per la ricerca sul cancro e faccia ammenda.

  10. Le “associazioni” di consumatori sono assai più pericolose del particolato: regna sovrana l’ignoranza, il populismo, la demagogia, il protagonismo clientelare. si tratta di autentiche bombe sociali che, illudendo i polli, si propongono di attrarre consenso e finanziamenti. Personalmente le sopprimerei all’istante. Il progresso tecnico dell’uomo è evidente, dalla civiltà del carbone ad oggi. L’unico problema sono i politici ad indirizzo economico: un autentico cancro.

I commenti sono chiusi.