Altri due morti nei rally: ma le corse su strada non sono proibite?

Altri due morti fra i partecipanti di un rally. Li ricorderò con i loro nome di battesimo, Valerio e Daniela, pilota e navigatore nonché compagni nella vita, caduti a Lucca in nome di una passione irrefrenabile per l’automobilismo. Ma ricorderò anche, e sarebbe grave se non lo facessi, che in Italia le corse su strada sono proibite sin dal 1957, quando nella Mille Miglia il marchese spagnolo Alfonso De Portago, al volante di una Ferrari, uscì di strada in quel di Guidizzolo uccidendo se stesso, il copilota Edmund Nelson e nove spettatori. Le corse rallistiche, che sono spettacolari ma molto più pericolose di quelle in pista, possono essere disputate in virtù di deroghe concesse agli organizzatori dietro impegno scritto che non verranno violate le norme del codice della strada. Impegno che in una competizione, in cui le prove speciali richiedono il  massimo della prestazione difficilmente può essere mantenuto. Anzi mai.

Altri due morti nei rally: ma le corse su strada non sono proibite?ultima modifica: 2012-07-22T18:34:29+00:00da ulissefidanzati
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5 pensieri su “Altri due morti nei rally: ma le corse su strada non sono proibite?

  1. Buongiorno, è il rischio più o meno calcolato/previsto per tutti gli sport motoristici (e non solo),
    dove per ottenere un buon risultato si deve superare il limite messo dall’istinto di sopravvivenza……
    Un pensiero affettuoso ai due sportivi.

    Ps: se per questi episodi dobbiamo abolire tutte le attività sportive con un margine di pericolo più alto sarebbe come mangiare senza sale/spezie.

  2. Le corse su strada, quelle strade che ciascuno di noi può percorrere liberamente, hanno molto più fascino di quelle in circuito asettico e lontano. La Targa Florio è andata avanti per tanti anni e credo che anche Lei non abbia resistito a lasciarsi coinvolgere nel partecipare a una delle edizioni rievocative (credo negli anni novanta) con una rossa Aurelia Zagato: gara con formula rally, quindi velocità pura nelle prove speciali. Credo di avere da qualche parte le foto di una “rossa Aurelia Zagato” andata giù per una scarpata all’ interno di un lungo curvone a destra, ad un paio di km dalla partenza della prima prova speciale avvenuta dalle tribune di Cerda….Non sarà da quel momento che le corse stradali siano diventate troppo pericolose?

  3. Caro Nestore si muore molto meno in pista che sulle strade, verissimo. Chi partecipa ai rally però conosce i rischi, come li conoscono gli stessi spettatori. Alla fine per quanto spiacevole ognuno della propria esistenza fa quel che crede.

  4. Hai notato su questi commenti quanto menefreghismo c’è per la propria vita e quella altrui, mentre sulle strade si installano TUTOR e VERGELIO per cercare di diminuire gli incidenti mortali. Non volevo commentare il tuo post perchè è vero che erano state proibite le gare fuori pista in Italia, per la sicurezza dei partecipanti ma sopratutto degli spettatori che non hanno barriere protettive. Poi leggendo ho deciso di esprimere tutta la mia rabbia sul pensiero sconsiderato, di coloro che pensano che i morti lo sono solo perchè è naturale in una gara sportive.

  5. Caro Nestore, Le sarei grato se volesse darmi i riferimenti circa questa legge, immagino sia tale, che proibisce le corse su strada automobilistiche/motoristiche. Sapevo della Millemiglia, ma non di tutto il resto. La ringrazio.

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