Ancora un Salone automobilistico, quello di Parigi, senza un’ Alfa Romeo inedita

mito_bl-st_05_opt.jpgIl 29 settembre debutterà il Salone dell’auto di Parigi che i francesi battezzano pomposamente Mondial de l’Automobile. A questO salone le novità sono numerosissime, tutte le marche presentano vetture di ogni tipo, compresa la Fiat che mette in passerella la Panda 4×4, un cult. Poco, per la verità, da un gruppo industriale che sta cercando strade in ogni dove. Devo ammettere che a Parigi speravo di vedere una nuova Alfa Romeo, magari quella Giulia di cui si sussurra da tempo e che potrebbe essere la salvezza dell’auto italiana . E’ dal 2008, anno di nascita della Mito (foto), che l’Alfa non presenta una inedito modello di produzione di serie a un salone automobilistico: solo il restyling della Giulietta apparso nel 2010. Si dirà che a Parigi c’è la 4C che dovrebbe essere la vettura futura per gli Usa ma che in Italia, con i chiari di luna di oggi, non avrebbe grandi possibilità di mercato. Ma è ancora poco, anzi pochissimo. Senza la Giulietta, che non vende sfracelli ma che tira a campare abbastanza bene, l’Alfa Romeo sarebbe in pericolo, come lo è il suo splendido Museo che ad Arese è stato serrato con i lucchetti. Un marchio che ha dettato legge nel mondo dello sport e dello stile con i suoi grandi modelli, insomma, è ridotto al ruolo di poveraccio di famiglia. Quella di Torino, s’intende.

 

3 pensieri su “Ancora un Salone automobilistico, quello di Parigi, senza un’ Alfa Romeo inedita

  1. Senza investimenti non c’è futuro ma se hai debiti non puoi fare investimenti. La FIAT ha investito negli USA ma in Europa ha fatto solo dei restyling ai vari modelli e niente più, sembra non importi nulla del mercato europeo, ma non credo. Con ciò avviene una disaffezione del marchio torinese, che non punta sull’elettrico o ibrido perdendo sempre più clienti. Non capisco la strategia marchioniana, a me da tutta l’impressione di avare il portafoglio vuoto o quasi. L’ALFA ROMEO avrebbe dovuto essere il marchio che capeggiava in Europa e si è ridotta a fare la concorrenza alla ”punto”. Strategie di mercato? Chissa! Intanto puntiamo l’occhio su Torino monitorando il volpone ed il troppo giovane rampollo di casa Agnelli, con problemi con il sig. Monti

  2. E’ proprio l’ultimo dei problemi,data la situazione contingente dell’industria automobilistica italiana,ma pur non essendo un “alfista” dico che sarebbe stato bellissimo avere il museo Alfa Romeo in Milano:non so di quanto spazio avrebbe avuto bisogno ma non credo che questo sarebbe stato un aspetto irrisolvibile.Degnamente ospitato e adeguatamente pubblicizzato sarebbe stato meta di pellegrinaggio per turisti e cittadini: avrebbe potuto autofinanziarsi almeno in parte,ospitando eventi culturali e modaioli e diventare un fiore all’occhiello.un biglietto da visita di prestigio per un marchio che commercialmente ha ancora una ottima caratura internazionale.

  3. sono pienamente d’accordo, è ora che MARCHIONNE la smetta di prenderci in giro.
    I nostri governanti se ne facciano una ragione è una persona con passaporto svizzero e canadese che se ne frega di tutti (come fanno le persone piene di sé.)
    TORNI d’overa, in Svizzera.

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