Troppe auto dell’anno, concorsi giornalistici a premi senza valore

car of the year.jpgPrima c’era solo l’auto dell’anno. Poi è arrivata l’auto mondiale dell’anno. Ora arriva anche l’auto dell’anno mondiale donne. Non vi sto a dire chi siano i vincitori di questi pseudo titoli che di serio non hanno poco o nulla. Ciò per le modalità con cui vengono assegnati, visto il metro con cui vengono scelti i giurati. Che nel caso non sono segreti come gli ispettori della Guida Michelin (questa sì è roba seria) che i vari ristoratori non possono neppure immaginarne l’identità che conoscono solo quando il conto del pranzo è stato pagato. Nossignori, la identità dei giurati dei vari concorsi automobilistici non è per nulla segreta: i membri della giuria dell’auto dell’anno, per esempio, sono una cinquantina tutti europei, sono conosciutissimi e la loro identità provoca nella case automobilistiche una sorta di corsa all’accaparramento del favore. Si parla di inviti in esclusiva per vedere e provare le macchine, omaggi di ogni genere, pubblicità alle rispettive pubblicazioni che non manca mai. E come vengono scelti i componenti di questa giuria? In modo semplicemente grottesco: si scelgono fra di loro. Se un membro esce per raggiunti limiti di età, i membri della nazione cui appartiene ne scelgono il sostituto. Ma non in base all’autorevolezza della testata, bensì in base a ragioni utilitaristiche che hanno come fondamento il motto “non far entrare qualcuno che ti possa dare fastidio”. Alla fine, accade sovente che l’auto dell’anno eletta non sia quella che poi il mercato premierà. Perché il mercato sceglie quasi sempre le proprie auto dell’anno in base alle loro qualità: comfort, bassi consumi, prestazioni, ecologia, prezzi. E le case automobilistiche, mettendo sul mercato prodotti di qualità, potrebbero risparmiare senza bisogno di partecipare alla riffa dei vari concorsi giornalistici.

 

Troppe auto dell’anno, concorsi giornalistici a premi senza valoreultima modifica: 2012-10-17T16:58:39+00:00da ulissefidanzati
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5 pensieri su “Troppe auto dell’anno, concorsi giornalistici a premi senza valore

  1. E’ il solito articolo in voga oggi, penso sia diventata una modernità, qualcuno parla di malcostume, ma no!!! Se si seguono le cronache nere, rosa o… si parla molto di ”casta” nome affibiato a tutto ciò che fa ”quadrato,, scusate sono un ex marinaio, dai politici di ogni genere ai dottori con le ditte farmaceutiche, ai cuochi per la guida ”rossa” ed ora apprendo che anche i giornalisti scelti per un giudizio su nuove vetture, si accordano per nominare l’auto dell’anno, o addirittura del mondo. Penso che oggi ci sia poca serietà, nel lavoro, nella vita, o forse è solo questione di etica.

  2. Queste onoreficenze sono solo delle buffonate. Mi stupisco che le case diano ancora credito a queste falsità a pagamento. Dovrebbero progettare un’auto ben fatta, affidabile, con una bella linea o un riuscito restyling di una vecchia auto cha ha fatto la storia del marchio, vedi Mini, 500, PT Cruiser. Poi il Marketing deve fare il proprio dovere per il quale è profumatamente pagato, idem per gli esperti della comunicazione. Il resto lo fa il mercato. Basta concorsi e premi fantoccio che ormai sono completamente scerditati.

    Ad esempio se Lancia invece di prendere la Chrysler 300 berlina e cambiarle la mascherina, avesse solo preso il telaio e i due assi con impianti ammortizzatori e freni (di motori non difettiamo certo) e vi avesse piazzato un ottimo restyling della gloriosa e mai dimenticata Flaminia e l’avesse chiamata cosi’, pubblicizzandola a suo confronto, sono sicuro che ne avrebbe vendite tante, al posto di tante BMW o Audi o Mercedes.
    Lo stesso dicasi per l’Alfa Romeo, invece di pensare alla 4C che giace polverosa in mille cassetti, ormai dimenticata e vecchia ancora prima di “forse” uscire.

  3. Viviamo nel tempo dell’inflazione pseudo/tecnologica. Non passa giorno che non veniamo bombardati da immagini, notizie, pubblicità di nuovi prodotti. Se poi analizziamo attentamente il nuovo non è che si discosti dal vecchio, è solo infarcito di tante parolone, giochi televisivi per ubriacare il potenziale Cliente. Se entriamo nel campo automobilistico molte volte il nuovo prodotto è solo una presa in giro. E’ motivo per aumentare il prezzo del nuovo, di conseguenza deprezzare l’usato. Facendo (i furbetti) si allontana il cliente smaliziato, quello che cerca la vera novità. Noto sempre più frequentemente questo modo di operare. Magari il modello sostituito era migliore del nuovo, a volte peggiorano il prodotto, tolgono accessori che prima erano di serie, perfino la linea della carrozzeria ne risente. La Fiat Punto ne è un esempio per tutti, la prima versione era esteticamente la migliore. Sfornare di continuo pseudo nuovi modelli non si fa altro che scoraggiare il cliente magari appena acquisito. Fin quando durerà questo gioco? Io personalmente credo poco. Se vediamo alcune case che sfornano a getto nuovi modelli e sono in crisi un motivo ci sarà o no? Certo la stampa specializzata ci vive, fa da gran cassa e naturalmente incassa.

  4. E’ probabilmente finita un’epoca in Italia e forse anche in Europa: modelli su modelli,alcuni dei quali appaiono puri esercizi di clonazione estetica e tecnica,sono prodotti da marchi a suo tempo ben distinti e magari di grande tradizione che a loro volta sono oggi ridotti a puro veicolo pubblicitario in quanto le “case” che questi marchi ancora rappresentano nell’immaginario collettivo europeo,sono in realtà proprietà di gruppi che delle tradizioni e della storia hanno rispetto solo se ne ricavano utili.
    Ovviamente se poniamo l’occupazione come punto base da raggiungere e mantenere in questa società industriale,accettiamo di buon grado qualsiasi strategia che garantisca il risultato.
    Indubbiamente,a parte rare eccezioni presenti sul mercato delle vetture “di serie” e ovviamente escluse le vetture di nicchia ,oggigiorno riesce abbastanza difficile scegliere un’auto in fascia medio-bassa in virtù della tradizione del marchio,che conferiva una connotazione ben precisa al proprio prodotto.Questa sorta di family feeling nella detta fascia medio-bassa pare ormai perduto e con esso anche quell’entusiasmo che in epoche ancor recenti accompagnava il cliente in fase di acquisto.
    Per fortuna dei produttori e dei loro dipendenti ci sono enormi mercati emergenti da motorizzare,luoghi nei quali,mancando totalmente una tradizione ed una cultura automobilistica riusciranno a vendere milioni di scatole motorizzate utilizzando marchi e blasoni che per noi avevano un significato fatto di storia,tecnica e stile.A questi neo automobilisti i marchi diranno poco o nulla ma forse molti di loro ambiranno acquistare la vettura dell’anno!

  5. Guarda Fidati ,l’auto dell’anno è come il vincitore di Sanremo non se lo fila nessuno. Certamente ormai è risaputo il fatto che sia un premio “comprato”.

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