La seconda morte di Vincenzo Lancia

Vincenzo_lancia.jpgDopo l’annuncio della ”morte” della Lancia dato da Sergio Marchionne, il gruppo torinese , il 6 novembre, ha emesso un comunicato dal titolo: “Lancia è Main Sponsor e Auto Ufficiale della 30esima edizione del Torino Film Festival”. Indubbiamente il Torino Film festival è un evento importantissimo, ma sicuramente non lo è quanto la storia di una casa automobilistica che ha dettato legge nel mondo dello stile e dello sport. Non ci sono prospettive per le vetture Lancia se non per la Ypsilon? Anche questo probabilmente è vero. Ma come possono pensare, a Torino, di vendere per Lancia modelli Chrysler già datati semplicemente cambiandogli il logo sulla griglia anteriore e qualche rivestimento dei sedili? Ripenso ai successi dell’Aprilia, delle Aurelia B20 e B24, della Fulvia, della Flavia (quella vera) e, più recentemente, della Deltona campione del mondo rally. E mi viene malinconia pensando a Vincenzo Lancia che si sta rigirando nella tomba, pensando di essere morto un’altra volta.

La seconda morte di Vincenzo Lanciaultima modifica: 2012-11-07T19:58:04+00:00da ulissefidanzati
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11 pensieri su “La seconda morte di Vincenzo Lancia

  1. Non capisco come il sig. Marchionne voglia gestire questo particolare frangente. Anche se è naturale che investa primariamente nel mercato più ricco, certamente bistrattando e/o abbandonando un marchio come Lancia non dona fiducia al mercato, né le sue sortite invogliano il consumatore a continuare a comprare i suoi prodotti. Ho comprato Fiat ed Alfa (y inclusa) per 20 anni, passando anche sopra a qualche difetto qualitativo, ma oggi, davanti ad un atteggiamento così “americano”, e lo dico nella peggiore accezione del termine, pensare di acquistare ancora Fiat mi crea qualche imbarazzo.
    Vorrei che sergino ci dicesse che per lui noi consumatori siamo importanti e che ha intenzione di coccolarci, di capire ed interpretare i nostri desideri, proprio come la sua migliore concorrenza fa già da qualche (tanti ) anno !!!!!

  2. ll marchio Lancia ha rappresentato un punto fermo della mia passione automoblistica. Le numerose vittorie nei rally, a partire dai successi della Fulvia e della mitica Lancia Stratos con livrea Alitalia (a mio parere una delle auto più belle di tutti i tempi) fino al dominio incontrastato della Lancia Delta Integrale, mi hanno fatto esultare. Concorenti agguerriti (vedi Renault Alpine e successivamente Audi e Peugeot) venivano ripetutamente sconfitti da auto italiane e piloti italiani, grazie anche ad innovazioni tecnologiche audaci per i tempi, quali la sovralimentazione mista con compressore volumetrico e turbo, che ha reso la S4 un vero e proprio “mostro”. Oltre ai Rally non dimenticherei l’avventura nel mondiale endurance, che oltre a portare vittorie e piazzamenti importanti ha anche contribuito a formare una intera generazione di piloti italiani di formula 1 (Patrese, Alboreto, Fabi e “piedone” Ghinzani). Inutile dire che i poster delle Lancia hanno tappezzato le pareti della mia camera degli anni ’80 e ’90, e che il poter guidare una Delta Integrale su una strada di montagna è stato un sogno che non ho mai potuto realizzare. Adesso purtroppo è rimasto il “nulla”. In tutti questi anni ho assistito ad un progressivo impoverimento tecnologico, alla realizzazione di modelli mediocri che con lo spirito Lancia non avevano niente a che fare. Come se proporre interni in Alcantara o in pelle possa cambiare i contenuti di un auto, mentre la trazione integrale, che poteva rappresentare, come lo è per Audi, il marchio di fabbrica, è da tempo abbandonata. Fino all’assurdo di proporre modelli Chrysler con il logo Lancia. Che orrore associare il nome Flavia alla Chrysler 200, erede di quella Sebring eletta da Top Gear come la peggiore auto del pianeta, e che negli Stati Uniti ha fortuna solo presso le agenzie di autonoleggio! L’unica salvezza sarebbe rappresentata dall’acquisizione del marchio da qualche gruppo automobilistico, dove la passione per il prodotto auto prevalga sulla passione per la finanza. Forse questi signori che decidono di cancellare con un colpo di spugna un secolo di storia dell’automobile non hanno ancora capito che il prodotto e l’innovazione tecnologica vincono sempre. Non servono i manager superpagati, ma i giovani ingegneri che per anni hanno rappresentato la vera ricchezza di questo paese. Ma associare l’aggettivo giovane a Italia è ormai diventato un ossimoro. E questo vale anche a Torino.

  3. Indimenticabili:Fulvia HF1300/1600,Fulvia e Flavia Zagato,Stratos,037,
    Delta Integrale,Deltona,la spaventosa Delta S4 volumetrica+turbo,e le sport vincitrici del mondiale marche.Tutte regine nelle competizioni e nei sogni di tutti gli appassionati.
    D’accordo,business is business, ma un po’ di malinconia effettivamente la sento anche io,che non sono un romantico dell’auto.
    E restando nella normale produzione come dimenticare Y10 e Thema ? Ambite dai clienti e dai ladri !E,ormai preso dai ricordi rivedo le 124 spyder,le 124 Fiat-Abarth 1800 e le 131 primedonne nell’europeo e nel mondiale rallye.Sogni su quattro ruote..fieramente targati FIAT- Lancia !
    Speriamo che quanto viene oggi negato al cuore ed alla passione contribuisca alla possibilità di prospettare un domani ai dipendenti del gruppo.

  4. Dispiace vedere un marchio blasonato fare una brutta fine. Meglio sarebbe farlo scomparire senza perdere quote di mercato offendendo i vecchi clienti Lancia. Le nuove vetture sono un’insuccesso commerciale, secondi i numeri; probabilmente nessun fascino: vetture buone non eccellenti oggi le fanno anche gli indiani e i cinesi ma le Lancia nessuno. La Ypsilon non è un concetto Lancia ma un’eredità della Autobianchi frutto di una ricetta di successo. L’errore è iniziato prima, svuotando i contenuti del marchio senza sfruttare il successo commerciale della Delta. Impensabile in altre nazioni dove i bilanci contano qualcosa; la Golf segue sempre lo stesso concetto e sta nelle vetrine dei saloni e non del museo. Bastava coerenza con gli investimenti. Tutti volevano guidare un Delta HF; chi guiderebbe con gioia una Thema 2012 o una Chrysler rimarchiata? Occasione persa.

  5. Personalmente credo che il miglior commento che si possa dire su questo argomento sia : No comment.
    Ripeto all’infinito, dove è passata la famiglia Agnelli ha lasciato deserto.
    Peggio ancora la complicità delle autorità dello Stato italiano che ha foraggiato in misura sconsiderevole questa Azienda senza pretendere un minimo di resoconto di dove venivano spesi gli aiuti regalati dallo Stato. Ormai è tardi cercare di chiudere la stalla…I buoi sono scappati gia da molto tempo.

  6. Personalmente credo che il miglior commento che si possa dire su questo argomento sia : No comment.
    Ripeto all’infinito, dove è passata la famiglia Agnelli ha lasciato deserto.
    Peggio ancora la complicità delle autorità dello Stato italiano che ha foraggiato in misura sconsiderevole questa Azienda senza pretendere un minimo di resoconto di dove venivano spesi gli aiuti regalati dallo Stato. Ormai è tardi cercare di chiudere la stalla…I buoi sono scappati gia da molto tempo.

  7. Purtroppo il Sig. Marchionne rappresenta in tutte le sue sfacciettature l’ITALIA di OGGI. Si è vero siamo stati dei grandi, abbiamo insegnato agli altri a fare le auto. Ad oggi gli americani nonstante l’arrivo dei ns. ingegneri e dei ns. meccanici, ancora non le sanno fare. Ed il Sig. Marchionne che secondo me di auto non capisce nulla, ci vuol far passare trattori per auto. VERGOGNA!!!. Renault, Citroen, Audi, Mercedes, BMW, Hiundai, Kia, etc… stanno investendo in innovazione e prodotti sempre piu apetibili sia dal punto di vista stilistico che meccanico, al fine di attirare la clientela con BELLE AUTO!!!. invece il Sig. Marchione ormai non investe da quasi 10anni, riciclicando soltanto!!. Forse ha scambiato la Fiat Auto S.p.A., per un azienda di smaltimento rifiuti!!

  8. Guardiamo in faccia la realtà : Marchionne stà purtroppo gestendo la fine di un marchio, non solo Lancia, ma proprio FIAT Auto. Non si capisce come questo signore (benissimo pagato) possa rilanciare FIAT senza investire seriamente su nuovi modelli ……… sì, perchè il solo rimedio per rilanciare una casa automobilistica è nei nuovi modelli pensati e studiati per il pubblico che è sempre più esigente (questo non lo dico solo io, lo diceva anche un ad di una casa giapponese) I “giochetti” tipo Freemont non sono certo la soluzione, servono solo a prolungare la lenta agonia di FIAT Auto.

  9. Sono stato un fedele “Lancista” per tantissimi anni (sono Socio Hi-Fi, tessera N 11887, con ben 17 vetture acquistate) ma, da tempo, sono stato costretto, dopo numerose esperienze indescrivibili, a passare ad auto straniere; il confronto è stato impietoso; è un vero delitto cancellare un marchio tanto prestigioso! Era sufficiente produrre un buon motore (oggi vanno tutti benisimo!) e rivolgersi al nostro “mago, Pininfarina per creare un vettura di grande prestigio; mi pareva fosse una ricetta abbastanza semplice, vero?
    Tanti saluti!

  10. Gradirei sapere un tuo giudizio sull’idea del ministro Clini di supertassare le auto inquinanti, visto il momento in cui siamo, e certamente la tassa non ridurrà l’inquinamento. Costoro vogliono far correre un somaro ormai stanco che non ce la fa più a correre e lo frustano continuamente. Come bisogna spiegarglielo a questa gente che il settore auto è in crisi perchè non ci sono più i soldi per sostituire la vettura, se si vuole togliere l’inquinamento non si potrebbe obbligarli ad adottare una marmitta catalittica, penso sia più efficace. ossequi!

  11. Un po’ di storia dall’alto della mia veneranda età, per far chiarezza su come venivano visti i vari Marchi 50 e piu’ anni fa:

    Teste coronate e miliardari: Rolls Royce e Bentley

    Alta borghesia e nobiltà: Lancia, Mercedes, Jaguar, Ferrari, Maserati, Aston Martin.

    Nuovi ricchi, magnaccia e meridionali: BMW e Alfa R.

    Voglio ma non posso: Audi, detta anche la Mercedes dei poveri

    La massa: Fiat, Seat, Renault, Peugeot e altre scartine

    Tanto per essere precisi.

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