Il mercato dell’auto e le convenienze degli automobilisti

Jacques+Bousquet+Presents+E+Moving+Project+Ft6kNKIowpbl.jpgIl mercato italiano dell’auto si è chiuso intorno al 1.400.000 immatricolazioni. Un disastro, sentendo le campane dei costruttori d’auto. E bisogna riconoscere che la crisi ha inciso in maniera forte sulle vendite, soprattutto dei prodotti italiani. Tuttavia, una domanda è lecita, suggeritami nn colloquio con Jacques Bousquet (nella foto), presidente dell’Unrae, cioè degli importatori stranieri, ha detto chiaro e tondo che a 1.800.000 le aziende devono ritenersi soddisfatte. La domanda allora è questa: ha ragione il signor Bousquet? Io penso di si anche perché il presidente dell’Unrae ha parlato di numeri non inquinati dai km zero, quindi di immatricolazioni di redditività piena. I tempi del due milioni e mezzo qausi di vendite sono finiti, per diversi motivi. Il principale dei quali, io ritengo, sia quello che gli italiani, finalmente, hanno compreso che l’auto non è una moda ma un mezzo di trasporto. Oggi cambiare una vettura ogni due-tre anni non ha senso, anche perché con le dotazioni che un’auto nuova porta con se, con l’elettronica e l’infotainment, con i sistemi di sicurezza e di aiuto alla guida, l’automobile di famiglia può comodamente avere una vita di 4-5 anni. Ciò porterà a un mercato, come sostiene Bousquet, di 1.800.000 immatricolazioni annue. Ma saranno immatricolazioni con alta redditività, senza troppe promozioni esasperate ma con offerte serie ed efficaci: come possono esserlo le lunghe garanzie. Infine, l’automobile ha una impellente necessità: che è quella di non pagare in continuazione tutte le pecche del malgoverno. Non è più ammissibile, infatti, che un automobilista paghi, facendo il pieno, un balzello per la guerra d’Etiopia del 1936 o per la crisi del canale di Suez del 1956. Suvvia, signori politici: anche verso l’auto ormai occorre essere seri!

 

Il mercato dell’auto e le convenienze degli automobilistiultima modifica: 2013-01-15T12:37:43+00:00da ulissefidanzati
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5 pensieri su “Il mercato dell’auto e le convenienze degli automobilisti

  1. Si può solo stare a guardare quello che succederà dopo le elezioni, tutto il resto dipenderà dalle persone, capaci o no di rattoppare questa Italia.

  2. I Costruttori di auto avranno pure delle valide ragioni per lamentarsi, ma non si rendono conto che loro stessi hanno drogato il mercato. Parlo delle decine di migliaia di auto a km zero, delle finte dimostrative, delle auto dei dirigenti ecc.
    Tra sconti, promozioni, km 0, supervalutazioni dell’usato stanno viziando il Cliente ad aspettare solo l’occasione opportuna e propizia per l’acquisto mirato. Cosa serve fare il lifting ad un auto nuova dopo soli 12 mesi? Ormai l’acquirente si è smaliziato oltre il dovuto, con la crisi economica in atto è la parte forte e se ne stra-approfitta.
    Altro argomento; non comprendo perchè le riviste specializzate riempiono pagine e pagine spiegando con prove e riprove che il modello x o y, raggiunge i 351: 312: 249: 211: 249: 199 km/h, quando in tutta Europa (tranne tratti autostradali in Germania) vige il limite dei 130 e anche meno.
    Secondo il mio punto di vista i Costruttori dovrebbere mettere più attenzione nella sicurezza generale dell’auto che costruiscono ed allineare il prezzo delle loro autovetture al valore reale del contenuto tecnico che esse offrono. Credo che certa pubblicità irreale sia illogica, dia fastidio e diventi un boomerang contro il prodotto publicizzato. Ormai il Cliente non è più un bambino immaturo da suggestionare, la pubblicità ingannevole nel tempo non paga.
    Evitare di fare i furbetti con i soliti sotterfugi per drogare il mercato. Cosa serve, a chi serve dimostrare di aver venduto 100.000 auto in un anno se in realtà 25.000 di queste le ha sul groppone il concessionario a km zero? Si è giunti quasi all’assurdo come il mercato attuale dei pneumatici, prezzi stratosferici di listino, ma per chi sa comperare nei posti giusti riesce ad avere sconti fino al 60 – 70%.
    O il mercato dell’auto rientra nella serietà commerciale reale del prodotto, o dovrà soccombere sempre più.
    Infine nessuno ricorda che le auto d’oggi con la tecnologia attuale hanno raggiunto mediamente una vita di almeno 150/200.km le utilitarie, molto di più i segmenti superiori.
    Infine mi sembra sia passata la moda (anche causa la grave crisi economica che colpisce milioni di Italiani) di cambiare allegramente l’auto un anno si e un anno no.

  3. Io posseggo una Volvo V 70 benzina 2.0 con 365.000 km e vi posso garantire che non fa una grinza. Quindi piu’ che di anni ritengo che si debba parlare di km percorsi. Prima avevo un’Alfa 156 2.4 TD e di km ne ho fatti 306.000 e prima ancora una BMW 320 i benzina 6 cilindri, 300.000 km. Non ho mai avuto problemi con nessuna. Cambio olio e filtro ogni 50.000 km e candele a 150.000 km. In principio (20 anni fa) cambiavo l’auto a 100.000 km, l’olio dopo 10.000 km e idem per le candele, ma poi ho voluto provare, su suggerimento di amici, ad andare oltre e mi sono accorto che non cambiava niente se non che in pochi anni ho risparmiato l’acquisto di ben 3 auto. E non è vero che ci perdi soldi, fate bene i conti e vedrete che ne risparmiate parecchi, certo dovete calcolare che il valore dell’auto sono soldi.

    Sono tutte balle delle concessionarie e dei meccanici per farti spendere il triplo. Credeteci, parlo per esperienza diretta.

    Se invece siete malati di novità e di avere sempre l’ultima versione altrimenti siete down, allora è un altro discorso, ovviamente.
    Ciao.

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