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29/02/2012

Le verità scomode nello sport? Nessune le dice. Come accadde quando morì Ronnie Peterson a Monza

ronnie87002_6074397_n.jpgGigi Buffon ha parlato del gol fantasma (ma non troppo) in Milan-Juventus e … apriti cielo. L'accusa di non aver tenuto un comportamento correttamente sportivo è stata la meno cattiva, ho sentito dire alle TV qualcosa di ben peggiore. Addirittura un giornalista, che con la tuttologia campa molto, ma molto bene la vita, ha lasciato intendere che la bugia nello sport è un vizietto tipicamente italiano. Aggiungendo, occorre dirlo, che chi ha il coraggio di dire quel che pensa non può essere messo alla gopgna.

Nessuno, dei cosiddetti opinionisti (ma di che?) si è ricordato di alcuni fatterelli sportivi, uno dei quali ben peggiori di quelli accaduti nel calcio. Per esempio: l'autore del gol fantasma, con cui l'Inghilterra nel '66 vinse il mondiale, disse forse che il pallone rimbalzando dalla traversa era caduto in campo e non oltre la linea di porta? Oppure, Maradona, disse forse all'arbitro che aveva segnato con una mano il gol all'Inghilterra, in un incontro mondiale?

Robetta del calcio. Ma voglio andare oltre. Nel 1978, 10 settembre, al via del GP d'Italia di F1 in una terribile carambola fra monoposto rimase ferito Ronnie Peterson che morì il giorno dopo per le ferite riportate. Complice una disgraziata telecronaca di Mario Poltronieri che, non considerando lo schiacciamento del teleobiettivo, aveva attribuito l'incidente a Riccardo Patrese il corridore padovano fu costretto a restare appiedato nella corsa successiva del GP Usa Est a Watkins Glenn, il 1° ottobre, per decisione del comitato piloti (di cui facevano parte Lauda, Andretti, Fittipaldi, Reutemann e Hunt). “Se corre Patrese non corriamo noi”, dissero i cinque a Ecclestone. E Patrese dovette accettare la decisione. Con Marcello Sabbatini, indimenticabile direttore di Autosprint, cercammo foto o filmati che ci dessero la verità su quel terribile accaduto. Niente, nessuno aveva fotografato o filmato la partenza del GP d'Italia, nonostante molti fotografi e cineoperatori fossero appollaiati sulla Tribuna Fiat, trecento metri dopo la partenza.

Riccardo Patrese fu perseguito dalla magistratura e accusato di aver provocato l'incidente che aveva causato a Ronnie Peterson ferite mortali. Improvvisamente, dopo molto tempo, vennero fuori foto e filmati scattati e ripresi dai tifosi che erano sui trabattelli a bordo pista. E si capì che a innescare l'incidente era stato James Hunt. Il quale, dopo, fu con dannato dal tribunale di Milano.

La domanda: forse James Hunt si recò alla direzione corsa del GP d'Italia per dire “sono stato io a urtare Peterson causando l'incidente”? Neppure per sogno. Anzi la cosa ignobile fu che James Hunt partecipò, accanendosi più degli altri, alla decisione di escludere Riccardo Patrese dalla corsa americana appioppandogli, fra l'altro, per tre lunghi anni la nomea di assassino delle piste.

Con questo ho finito. La morale è che i bugiardi dello sport non sono solo italiani, i peggiori anzi stanno altrove.

24/02/2012

Quando una piazza importante di Milano viene "strangolata"

mappa.jpgPiazza De Angeli è una piazza importante di Milano. Una congiunzione fra la zona Fiera e le strade che portano all'ospedale San Carlo e a San Siro. Un anno e mezzo fa, piazza De Angeli era una piazza con circolazione rotatoria, parcheggi per residenti e a pagamento, facilità di attraversamento senza rischiare di finire sotto un mezzo in movimento. Oggi Piazza De Angeli è praticamente diventata una via di scorrimento, i lavori  che durano da oltre un anno l'hanno stravolta con buona pace dell'ex sindaco Letizia Moratti che ha autorizzato l'obbrobrio. Un esempio soltanto: chi esce dal parcheggio, situato a ridosso dei tre loggiati della piazza, non può invertire la marcia: il genio comunale che ha redatto foto-de-angelli.jpgil progetto ha dimenticato di risolvere questo problema. Inoltre le carreggiate in cui è stata divisa la circolazione sono troppo strette, per far posto e un marciapiede sul quale si può giocare una partita di calcio. Il tutto a spese dei cittadini. Una domanda all'attuale sindaco: non si potevano interrompere questi lavori inutili, ridare a piazza De Angeli il suo aspetto originale magari abbellendola col ripristino del solo giardino e facendo risparmiare alla collettività un sacco di soldi?

Nella piantina: la vecchia piazza De Angeli. Nella foto: la nuova, caotica e dispendiosa.

19/02/2012

Pessima la qualità dei carburanti venduti in Italia dai piccoli marchi sconosciuti

benzina.jpgLe associazioni italiane dei consumatori si saranno mai poste il problema della qualità del carburante che viene erogato dalle pompe nelle stazioni di rifornimento? I responsabili delle varie case automobilistiche, al contrario, si sono accorti che la qualità dei carburanti in vendita nel nostro paese è piuttosto bassa. Ogni anno, infatti, le grandi case d'auto eseguono prelievi e accertamenti in tutto il mondo analizzando la qualità del carburante. Ciò per diversificare, in base ai risultati delle analisi, gli intervalli di manutenzione delle vetture nei vari Paesi. In Italia, secondo l'opinione di alcuni costruttori, le cose erano andate sempre bene: da qualche tempo in qua, invece, i prelievi alle pompe dei marchi che operano in Italia – soprattutto quelli piccoli e sconosciuti – dimostrano una pessima qualità del carburante. Ciò perché, da una parte si sta pescando sul fondo dei pozzi mentre dall'altra è diminuita la qualità di raffinazione.

10/02/2012

Ridare al concessionario la supercar per paura del fisco? Non serve: ecco perché

una-aston-martin-supercar_1.jpgLe cronache parlano di concessionari di auto di lusso che si vedono ritornare le vetture dai proprietari che temono di finire nel mirino delle verifiche fiscali. Orbene, se uno ha pagato le tasse in modo corretto (privato o società o partita Iva che sia) non c'è nulla da temere. Chi guadagna, ad esempio, mezzo milione di euro l'anno può permettersi di giurare con una supercar. Chi non ha pagatole imposte, invece, ritornando la vettura non si mette al riparo di un bel niente. Perché i controllori, andando nelle concessionarie delle auto di lusso, possono verificare da chi arriva l'usato. Senza contare, poi, che una verifica al PRA mette in luce ogni cosa: proprietario, data di immatricolazione, pagamento tassa di possesso.

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