Blog ufficiale di Virgilio

28/12/2010

Insisto: le elettriche vanno bene in città per taxi e piccolo trasporto. Le famiglie hanno bisogno d'altro e di prezzi minori. Ma i costruttori mirano ai finaziamenti governativi

nissan-leaf.jpgNon passa giorno che dai costruttori d’auto non arrivi notizia di una nuova auto elettrica. Noi di auto-moto.virgilio.it ne diamo puntualmente conto perché serviamo puntigliosamente le tutte notizie ai nostri lettori. Ma neppure vogliamo darle tutte pedissequamente, così, senza commento.

Ebbene, sull'auto elettrica io insisto: l’elettrica pura (foto in alto a sinistra, la Nissan Leaf), non ibrida evidentemente, non sarà auto di famiglia fino a quando essa avrà un’autonomia di 100-150 km. Sarà piuttosto un’auto per trasporto cittadino, per taxisti, per artigiani tipo elettricisti e idraulici, per alcuni tipi di flotte. Perché, allora, le case costruttrici insistono su questa tipologia di alimentazione? Risposta multipla e facile.

  1. L’innovazione va bene, occorre portare avanti un discorso ambientale ma, al tempo stesso, portare avanti anche soluzioni accettabili. Per esempio, la General Motors sta lanciando (col marchio Chevrolet negli Usa e Opel Ampera in Europa) volt.jpgla Volt (foto in basso a destra) che, sfruttando un motore termico di ricarica dell’elettrico, ha un’autonomia di 400 km. Quanto basta per farla apprezzare anche ai nuclei familiari.
  2. I prezzi di acquisto sono per ora molto alti. La Nissan costa oltre 32 mila euro e la Volt negli Usa 41.000 dollari.
  3. I costruttori, grazie agli studi sulle auto elettriche, possono avere da parecchi governi finanziamenti sia per la ricerca sia per l’acquisto.
  4. Quarto ma non ultimo, le ricariche sono oggi impossibili per mancanza di punti di rifornimento. In città, quindi, l'autonomia è sufficiente ma non per viaggiare, ad esempio, da Milano e Rimini.

Detto questo, e constatato che molte vetture elettriche già presentate al pubblico sono davvero belle e tecnologicamente in arretrato solo per l’autonomia, io resto sempre della stessa (sospettosa opinione). E Cioè: Nel 1900 una vettura elettrica superò i 100 km orari di velocità: è incredibile che da allora la tecnologia non abbia trovato il modo di dare alle auto elettriche l’autonomia necessaria per sostituire i quelle con motori termici.

 

16/07/2010

Tagli ai bus e ai treni dei pendolari: come evitare che in città si riversi una massa di auto

carpooling.jpgI tagli di Tremonti ai treni e ai bus dei pendolari riverserà una marea di auto nelle grandi città. Ciò aumenterà l'inquinamento atmosferico poiché non tutte le vetture che entreranno avranno emissioni rispondenti alle normative europee. Regioni e comuni si troveranno, con la manovra, di fronte a una quantità di spese impreviste e non riusciranno, solo con l'aumento delle tariffe, a farvi fronte. Aumenti di tariffe che, appunto, provocheranno il ricorso ai mezzi privati. Come rimediare a una situazione dificile e, sotto certi aspetti, pericolosa?

Con il Car Pooling. Un sistema ampiamente usato in Nord America e Nord Europa che prendendo piede, ma ancora lentamente, pure in Italia. Si tratta di utilizzare, attraverso piattaforme specializzate web, un veicolo privato da più persone. Fra le agevolazioni concesse al Car Pooling c'è quella di condividere le spese: che, ovviamente si riducono di molto.

Ecco un modo. Dopo di che, come accade sulle autostrade Usa, anche il viaggio diventa più facile perché per le auto Car Pooling, come mostra la foto, ci sono corsie riservate. E allora, Ministro Tremonti, a questa soluzione ci vogliamo pensare si o no?

17/06/2010

L'auto elettrica? All'inizio solo per noleggio, furgoni, taxi, car sharing. Oppure per famiglie ricche

peugeot-ion.jpgChi comprerà un'auto elettrica? Ditemelo voi, cari lettori, chi potrà spendere una cifra ben superiore a quella di una city car normale per viaggiare in centro, oppure fare 130-150 chilometri da una città all'altra dovendo poi ricaricare le batterie per ritornare a casa? E allora?

Allora io penso che l'auto elettrica, all'inizio e per alcuni anni, sia destinata al trasporto metropolitano di cose e persone: furgoni, taxi, car sharing. Le auto private saranno eccezione, comunque saranno seconde o addirittura terze vetture delle famiglie più abbienti. Insomma, cari automobilisti, non facciamoci illusioni: la efficacissima quattro posti Peugeot iOn che Virgilio ha provato in esclusiva, in arrivo a fine anno o all'inizio del 2011, dovrebbe costare intorno ai 30 mila euro. Una cifra che la maggior parte delle famiglie può spendere solo per la prima macchina. O no?

07/04/2010

A chi guadagna meno di 15.000 euro l'anno parcheggi ed ecopass gratuiti

StrisceBlu.jpgIn Italia, dicono le statistiche, quasi venti milioni di lavoratori guadagnano meno di 15 mila euro di stipendio all'anno. E solo l'1 per cento, dicono ancora le statistiche, ne guadagna più di centomila. Per andare a lavorare, tanti lavoratori devono pagare l'ecopass per entrare in città, ad esempio a Milano, e poi spendere ancora soldi per il parcheggio o la multa per aver fermato la vettura in zona proibita.

E allora io propongo: perché non concedere a chi guadagna meno di 15.000 euro l'anno l'ecopass (purché la vettura sia almeno euro2) e il parcheggio gratuiti in città? Si agevolerebbe, in tal modo, la maggior parte delle famiglie facendole risparmiare. Un pass non trasferibile da vettura a vettura, perché in tal modo si potrebbe agevolare anche chi non ne ha diritto, ma con tanto di targa scritta in modo da consentire alla polizia locale un controllo efficace.

23/03/2010

Le micidiali buche sull'afsalto

buca asfalto.jpgLe nevicate di febbraio hanno lasciato una pesante eredità: le buche sull'asfalto. Trappole micidiali, soprattutto per i motociclisti che rischiano di cadere finendoci dentro.Soprattutto se le buche si riempiono d'acqua e diventano invisibili per chi guida motorini, biciclette, scooter e moto.

Ecco, uno dei gravi problemi delle grandi città, come Milano, dove d'inverno può nevicare copiosamente sta proprio nella corrosione dell'asfalto (pessimo) con cui vengono rattoppate le vie di comunciazione.  Rattoppi che vengono sempre fatti con grave ritardo rispetto alle segnalazioni dei cittadini e con materiali che non garantiscono la durata. Dimodoché le automobili, soprattutto i pensanti Suv, passando e ripassando su una buca rabberciata la riaprono riproponendo daccapo il problema.

Accomodare una strada rovinata da una nevicata costa. Parecchio. E i soldi spesi sono quelli dei contribuenti. La municipalità, allora, dovrebbe garantire che il rattoppo delle buche sia fatto con materiali e tecniche di lavoro in grado di resistere alle ruote dei mezzi che ci passano sopra. Perché in caso di incidente in cui sia accertata la responsabilità di chi ha rattoppato il manto stradale, inevitabilmente municipio o ditta privata che sia, dovrà risponderne in sede civile ese il caso, penale.