Perché le auto piccole costeranno sempre di meno

city car.jpgL’alleanza probabile fra Mercedes e il Gruppo Renault-Nissan rivelerebbe una strategia mondiale dei costruttori di automobile. Quella di accaparrarsi il mercato delle quattro ruote più ricco dei prossimi anni: quello di city car e di compatte dei segmenti B/C. E’ indubbio ormai, che la cirsi internazionale non riporterà più, se non in parte, i livelli di reddito degli anni passati.

Per questo il downsizing è ormai la formula adottata da tutte le Case: piccole auto, comodissime, tecnologicamente avanzate, ricche di dotazioni e dal prezzo non elevato. Insomma, quattro ruote che andranno bene per la maggior parte dei mercati. E andranno benissimo, soprattutto, per i mercati emergenti, per la  Cina e per India. In più, se un gruppo automobilistico riesce a mettere in campo ogni genere di auto – soddisfacendo così il desiderio non solo di una grande fetta di clientela ma anche quello di chi può acquistare auto di lusso e supercar – allora lo sviluppo e il successo saranno assicurati.

La triplice alleanza fra Mercedes e il gruppo Renault-Nissan  potrebbe sicuramente soddisfare questa nostra tesi, potendo mettere sui mercati internazionali city car benzina, diesel ed elettriche; compatte del segmento B e C; vetture medie, medie premium e di lusso; fuoristrada; suv e pick up; Granturismo. Insomma una gamma completa.

Le risposte a questa triplice alleanza ancora non paiono formulate. La partnership Fiat-Tata-Chrysler non è da considerarsi, per ora, alla pari. A meno che al loro fianco non arrivi il gruppone Bmw-Psa che renderebbe la pariglia (e forse anche qualcosa in più) al gruppo franco-giapponese-tedesco.

 Poichè il gruppo Volkswagen-Audi  non dovrebbe aver bisogno di alleanze perché ha un portafoglio prodotto completo, da Skoda a Porsche, resta da vedere cosa faranno Toyota e Ford, due colossi che gia hanno produzioni in ogni settore, ampiamente qualificate e popolari.  Anche in questo caso, le avvisaglie parlano della volontà di non aggregarsi, forse Toyota potrebbe stringere una partnership con i coreani del gruppo Hyundai-Kia. E Ford potrebbe tentare il colpo nella stessa direzione.

E allora, si pensi a quanto gioverebbe alle tasche degli automobilisti un’alleanza Ford-Toyota: ricerca continua, innovazione, stile, tecnologia, reti di vendita. Il ribasso dei costi delle automobili, soprattutto piccole, diventerebbe una sorta di pacchia e il mercato se ne gioverebbe.

Difficile, però, che tale, ultimo, scenario diventi realtà a breve termine. Per ora consideriamolo chiuso in un … uovo di Pasqua.

Perché le auto piccole costeranno sempre di menoultima modifica: 2010-04-04T10:13:00+02:00da ulissefidanzati
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4 pensieri su “Perché le auto piccole costeranno sempre di meno

  1. Necessari, senzaltro, questi connubi, permetteranno grandi sforzi nella sostituzione dei motori a combustione interna. Il nuovo motore non è elettrico, anche se farà a lungo coppia con il petrolio. Difficile, però pensare che queste fusioni portino ad aumenti di manodopera, anzi al contrario, ci saranno chiusure di stabilimenti e lunghe trattative per instaurare nuove sedi, e la crisi continua, necessario quindi rivedere i prezzi per poer vendere.

  2. commento: Costeranno meno… ai produttori.Secondo me i prezzi (di listino) delle piccole saliranno ancora per un po’. Sempre più accessoriate, sempre più esclusive e sempre più richieste. Ci saran poi gli sconti delle case ad abbassarli.Più che coprire tutti i modelli possibili, la vera potenzialità di questo gruppo sarà nel poter fare come l’attuale VolksWagen, ovvero:- faccio una nuova, fascia di prezzo media renault/nissan, magari una un po’ più elegante, una un po’ più spartana (in analogia con volkswagen/seat)- ci metto qualche fronzolo in più, interni più curati, e costo aggiuntivo quasi nullo ottengo un’auto di lusso Mercedes (Audi) con margini di guadagno superiori- telai e motori della renault/nissan vecchia, anziché dismetterne la produzione, continuo ad utilizzarli per produrre la nuova Dacia (Skoda) di fascia di prezzo inferiore, ma contando che, anche qui, ho avuto investimenti vicini allo zero, ottengo ancora una volta margini più alti

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