Gli autisti dei mezzi pubblici? Anche costretti all’indisciplina

1218648592759_tram4.jpgAvrete visto, cittadini di Milano e Roma, quanta indisciplina stradale c’è fra gli autisti dei mezzi pubblici. I bus , ma anche i tram, che passano col rosso. I metrò che accelerano violentemente e poi altrettanto violentemente frenano in prossimità delle stazioni. Procurando agli sventurati passeggeri che stanno in piedi violenti sobbalzi e anche qualche conato di vomito alle signore in dolce attesa (che i maleducati non fanno sedere!).

In molti casi, l’indisciplina dei guidatori di mezzi pubblici è il frutto di una indisciplina mentale: voglio dire che guidano bus e tram come guidano la loro vettura, fregandosene degli altri. Ma molti, che vorrebbero rispettare il codice non lo possono fare per via degli orari di percorso e a causa dei maleducati (vedi foto) che intralciano il loro cammino. Se i vigili urbani tenessero rigorosamente libere le corsie preferenziali, colpendo chi trasgredisce (con auto, moto e bici)  tram e bus potrebbero giovarsene. Ma di vigili sulla strada, soprattutto a Milano, ce ne sono pochi: chi li ha in carica,in municipio, evidentemente non riesce a gestirli come si deve.

E così ogni tanto fra bus e tram qualche botto ci scappa.

Gli autisti dei mezzi pubblici? Anche costretti all’indisciplinaultima modifica: 2010-04-09T16:19:14+02:00da ulissefidanzati
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3 pensieri su “Gli autisti dei mezzi pubblici? Anche costretti all’indisciplina

  1. Buona sera,
    non è molto che seguo il suo blog, ma in merito a quest’articolo quello che racconta è nulla se paragonato a ciò che accade “in quel di Napoli” e nel suo interland. In alcune province del meridione, troviamo infatti anche le forze dell ordine che ormai per abitudine o per “evitare guai”, chiudono un occhio…anzi due.
    Quello che manca in realtà, è quel briciolo di civiltà che ormai è sempre più “fuori moda”
    buona sera e complimenti.

  2. Salve,anch’io sono un autista di mezzi pubblici.Guido gli autobus dal 1996 a Trento e posso confermare in parte lo stile di guida che talvolta noi autisti teniamo durante il turno di lavoro. Stile di guida che non sempre si riesce a tenere in modo dolce a causa delle molta maleducazione che impera nel comportamento degli automobilisti. Se si tiene la distanza di sicurezza tra un mezzo e l’altro come prevede il codice,subito un’auto o furgone si infila nello spazio tra i mezzi,costringendoci spesso a frenare bruscamente per evitare il tamponamento.Per non parlare delle biciclette che dal marciapiede saltano sulla careggiata senza guardare chi arriva da dietro,i pedoni che attraversano la strada trasversalmente anzichè perpendicolarmente causando rallentamenti improvvisi,automobilisti che fanno 20-30 metri di retromarcia per parcheggiare anche quando sta arrivando un autobus,gli studenti che si accalcano sulle porta anteriore ostruendo la vista al conducente quando svolta a 90°,le auto che sorpassano il bus alla fermata anche in presenza di linea continua e che sorpassano pericolosamente rischiando di investire chi attraversa sulle zebre poste davanti al bus,auto che sorpassano il bus nonostante questo abbia già azionato gli indicatori di direzione sinistri e abbia già cominciato ad occupare la careggiata per uscire da una fermata,e molte altre situazioni che non sto ad elencare.Prima di accusare gli autisti dei mezzi pubblici,provare magari a mettersi nei loro panni sapendo che trasportano persone e non animali (con tutto il rispetto per questi)e che il livello di stress a cui sono sottoposti sono motivo valido a volte per giustificare certi loro comportamenti.Finchè le amministrazioni comunali consentono la circolazione delle auto private in città in ore di punta,i risultati saranno sempre peggio,non se ne scappa.Io proporrei un modello di alcune città del nord europa che prevedono la possibilità di possesso di automobili solo a chi possiede un garage privato e non che in una famiglia di 6 persone vi siano 6 vetture come avviene ora. Buona serata a tutti. Sabino

  3. Iniziai a guidare gli autobus e filobus nel 1971 (ora sono in pensione); a quei tempi i problemi erano altri: sui filobus, abbastanza silenziosi, non c’era il servosterzo. Sugli autobus, era tutta una vibrazione e il rumore del motore si faceva sentire (eccome). Per il resto, si viaggiava, perchè in confronto ad oggi, gli orari di punta erano solo al mattino per il trasporto degli operai e studenti, dalle 12,00 alle 13,30 e alla sera dalle 18,00 alle 19,30. Questo perchè in confronto ad ora, il traffico era più limitato. Ora che la tecnologia ha portato confort, sia agli autisti che ai passeggeri, è aumentato a dismisura il traffico stradale, ed oltre tutto è diminuito il rispetto per gli altri. Mi ricordo che se vedevo un anziano che mi faceva cenno nelle vicinanze della fermata, mi fermavo e lo facevo salire. I miei controllori mi minacciavano di elevarmi una multa, ma io continuavo così. Non mi hanno mai fatto multe di questo genere. Il ragazzino che correva con i libri, era da me aspettato. Ora noto che anche i guidatori sono cambiati e da parte loro vedo un certo distacco dal proprio lavoro. Però tutto questo è giustificato dall’esagerato comportamento del traffico che devono subire. Molte volte mi capitava che automobilisti, pur avendo la precedenza, mi facevano cenno di passare, per agevolare la mia manovra. A quei tempi, c’era più rispetto reciproco. Ora, anche quando guido la mia auto, mi accorgo che se accenno a passare dove devo dare la precedenza, l’altra auto accelera, come se per il guidatore, avere la precedenza in quel momento è tutto il patrimonio che possiede e deve difenderlo a tutti i costi. Io penso: beato lui che non ha problemi, e che l’unico problema della sua famiglia sia avere la precedenza in quell’incrocio.
    Rispettiamoci un po’ di più, facciamo finta di essere ancora esseri umani. Comportandoci così, poi, piano piano, ricominceremo ad essere gentili e rispettosi anche in altri campi, e sarà giovamento per tutti.
    Antonio.

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