Quando l’Alfa di F1 dell’ingegner Chiti perse a Montecarlo per colpa di una molla valvola

alfa chiti.jpgChi ha seguito le vicende della formula 1 negli anni Ottanta avrà senz’altro conosciuto l’ingegner Carlo Chiti, geniaccio comandante dell’Autodelta, l’emanazione sportiva dell’Alfa Romeo.

Chiti era un tecnico raffinato, tuttavia guai a dirgli che un suo motore si era rotto: la colpa era sempre di qualche accessorio, i suoi 12 cilindri erano sacri e sempre innocenti. L’ingegner Chiti  era un personaggio colto ma ruspante, che si curava poco del proprio aspetto dando preferenza ai fatti della meccanica. Una volta, durante le giornate del GP del Brasile, andai nel suo albergo per intervistarlo. Bussai alla porta della sua camera e lui mi si presentò in mutande e canottiera, tutto bagnato. Aveva fatto la doccia così!

Dunque si era nel 1982, GP di Monaco. Traversie  a non finire perché a un certo punto aveva cominciato a piovere. In testa c’è Prost, che sul bagnato finisce fuori strada. Va a comando Riccardo Patrese, seguito dalla Ferrari di Didier Pironi e dall’Alfa Romeo di Adrea de Cesaris. Al CarloChiti.jpgbox, l’ingegner Chiti è paonazzo per la tensione.

Patrese va di traverso nella discesa del Lowes, viene rimesso in pista dai commissari ma dopo che Pironi e De Cesaris sono già passati. Manca un giro, sotto il tunnel si ferma Pironi per un guasto all’impianto elettrico. Al box dell’Alfa si attende spasmodicamente De Cesaris per la prima vittoria della casa milanese.  “Ingegner Chiti abbiamo vinto”, urla gesticolando Everardo Dalla noce, radiocronista della Rai.

Chiti è in piedi, lo sente e si gira furibondo e incredulo apostrofando Dalla Noce: “ Ah, sì, ma  allora perché è passato Patrese sotto il traguardo”. I meccanici dell’Alfa e l’ingegner Chiti si guardano smarriti intorno: nel convulso finale, proprio all’ultimo giro, è sparito De Cesaris.

Il buon Andrea non era sparito, gli si era rotto il motore proprio all’uscita del tunnel, nella discesa che porta alla chicane. Intorno all’ingegner Chiti c’è una frotta di giornalisti che chiedono del motore rotto. Lui guarda tutti in cagnesco e, adirato, sbotta: “Non si è rotto il motore, si è spaccata una molla valvola”. Poi con un altro moto d’ira aggiunge:”Fabbricata in Germania”.

Un grande personaggio, l’ingegner Chiti. Uno di quelli che nella formula 1 moderna non ci sono più.

Quando l’Alfa di F1 dell’ingegner Chiti perse a Montecarlo per colpa di una molla valvolaultima modifica: 2010-05-04T11:00:00+02:00da ulissefidanzati
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Un pensiero su “Quando l’Alfa di F1 dell’ingegner Chiti perse a Montecarlo per colpa di una molla valvola

  1. Troppo bello ! Adesso la f1 stà peggiorando anno dopo anno. I motori vanno in secondo piano rispetto all’elettronica ed ai mille sensori!

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