Tornare dal lavoro nella scatola di sardine

fotometro 1.jpgLasciate a casa la macchina, prendete i mezzi pubblici. E’ lo slogan dell’amministrazione comunale di Milano. Sarebbe molto bello, caro sindaco Letizia Moratti e caro vice sindaco onorevole Riccardo De Corato, solo se si potesse darvi retta. E’ abbastanza chiaro che dalle 10 alle 16 i mezzi pubblici di Milano sono una delizia: per andare in centro, per tornare nei corsi principali (come Torino, Buenos Aires e Vercelli) basta prendere un tram e si gira tutta la città. Perché dalle 9.30 in avanti i jumbo-tram sono quasi vuoti, i metro idem come sopra e il viaggio è facile e a buon mercato. Ma quando chi lavora deve rientrare a casa cominciano i guai, come testimonia la foto che ho scattato alle 19 alla fermata della M1 San Babila. Impossibile entrare nel primo convoglio, occorre attendere il secondo “Bisceglie”. Prima arrivano due “Rho-Fiera”, la gente si accalca e quando giunge il metro chi aspetta sulla banchina deve trasformarsi, in un battibaleno, in sardina. Per entrare in una carrozza che diventa una scatola in cui si sta talmente stretti che diventa difficile anche respirare. Quattro sole fermate, per fortuna: scendi e non vedi l’ora di metterti sotto la doccia. Ti balza in mente, allora, un invito: signora Moratti, onorevole De Corato, tornate a casa in Metro per qualche giorno, dopo il lavoro. Vi verrà subito voglia di chiamare il presidente dell’Atm ordinandogli di intensificare i convogli nelle ore di punta lavorative, quando si va e quando si torna dall’ufficio, dalla fabbrica, dal negozio.

Tornare dal lavoro nella scatola di sardineultima modifica: 2010-06-10T15:43:00+02:00da ulissefidanzati
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