Clamoroso: quando morì, Gilles Villeneuve aveva già deciso di lasciare la Ferrari. Ce lo ha confermato il figlio del Drake

gilles a Imola 1982.jpgDopo 28 anni, un mese e 7 giorni dalla morte di Gilles Villeneuve arriva la clamorosa conferma: alla fine della stagione 1982, Villeneuve avrebbe lasciato la Ferrari. E la conferma non arriva da uno qualunque, bensì da Piero Ferrari che l’ha fatta qualche giorno fa quando, con alcuni amici, avevo visitato la fabbrica di Maranello. “Quando Gilles mancò, stava lasciando la Ferrari”, sono state le parole del figlio del Drake. Del resto, questa indiscrezione era circolata all’indomani della morte del pilota canadese, quando Gerad Ducarouge, ingegnere francese che aveva lavorato anche per Lotus e Alfa Romeo, ci parlò di un progetto di nuova scuderia in cui Gilles e René Arnoux non sarebbero stati solo piloti ma anche co-proprietari. Ma nulla era stato mai confermato, anche per l’abilissima regia di comunicazione attuata dall’allora d.s. Marco Piccinini.

La decisione di Villeneuve era maturata fin dall’ingresso di Didier Pironi nella gilles 4 pose.jpgScuderia modenese. Pironi era un buon pilota, che tuttavia faceva molta “politica” per cercare di arrivare a essere prima guida. Un uomo che a Imola, nel GP di San Marino, con una grave scorrettezza aveva privato Gilles di una sacrosanta vittoria. Da quel momento Gilles (guardatelo nella foto sul podio di Imola, quanta delusione e tristezza sul suo volto!) aveva covato la vendetta e aveva deciso che la sua permanenza in Ferrari insieme a Pironi non era più possibile. Quindici giorni dopo il Belgio, a Zolder, un errore tecnico di Jochen Mass gli costò la vita proprio quando aveva deciso di lasciare la Ferrari.

C’era stata anche un’avance della Williams nei confronti di Villeneuve, che gli offriva non ponti d’oro ma di platino. Ma Gilles, che aveva ormai 30 anni, stava portando avanti con Enzo Ferrari una lunga trattativa per rinnovare il contratto anche per il 1083: ma voleva garanzie sull’essere prima guida. Ma il vertice di Maranello non voleva decidere, perché teoricamente i piloti del Drake partivano sempre a pari diritti. Salvo poi conquistarsi la primogenitura in corsa. E allora, Villeneuve aveva deciso. Ritenendosi, giustamente, superiore a  Pironi e godendo (questo lo sapeva bene) dell’affetto e del sostegno di tutti i ferraristi. Il destino ha voluto altrimenti.

Alle ore 21.52 del giorno 8 maggio 1982, il più grande artista della formula 1 moderna usciva per sempre di scena per entrare nella leggenda.

Clamoroso: quando morì, Gilles Villeneuve aveva già deciso di lasciare la Ferrari. Ce lo ha confermato il figlio del Drakeultima modifica: 2010-06-14T08:59:42+02:00da ulissefidanzati
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14 pensieri su “Clamoroso: quando morì, Gilles Villeneuve aveva già deciso di lasciare la Ferrari. Ce lo ha confermato il figlio del Drake

  1. Avevo sempre sospettato qualcosa del genere anche se a tanti anni di distanza più nulla ha del credibile e poi da Piero Ferrari .
    IO per certo da quel giorno non ho più visto una gara di F1 , tuitto per me è finito là .
    EDO

  2. Non scorderò mai il Gran premio di San Marino. Tutti oggi esaltano bravi piloti come Senna Schumaker e altri. Ma Come Gilles non c’è nessuno. Il giorno della sua morte è stata la prima volta che ho pianto.
    Ci vorrebbe qualcuno che scrivesse un bel libro su Gills

  3. ma chi scrive queste cose?….
    a distanza di anni scrivete chge il figlio del drake conferma????
    ma se gilles lo aveva detto chiaramente che l’anno, in cui poi ahime mori, sarebbe stao l’ultimo in ferrari…aveva detto: “voglio regalare il mondiale a Ferrari” per poi andare alla corte di Framk Williams…Gilles sarebbe stato prima guida in ogni caso…ma la Williams dava piu garanzie e per un pilota non piu giovane vincere qualcosa (e la williams da questo punto di vista, in prospettiva, garantiva di più), non mi sembra una cosa tanto anormale…comunque, lungi da me polemizzare…e sempre forza Gilles…il piu grande di tutti e di tutti i tempi….

  4. Forse Gil Villeneuve non sarebbe morto a Zolder, perchè sceso in pista con rabbia per stare davanti a Pironi durante l’ultima sessione di prove, se il GP di Imola fosse diretto dai box con imposizione che ormai già trascorsi i 3/4 di gara chi era in testa tra i due ferraristi si doveva mantenere le posizioni invece di segnalarlo con un semplice Slow ,permettendo a Pironi con una vettura risparmiata dal duello con le Renault che solo Villeneuve con la sua audacia soffiandogli costantemente sul collo le ha fatte scoppiare. Nonostante tutto, Pironi che lo sorpassava solo in rettilineo, all’ultimo giro e prima dell’ultima curva (dove GIL lo ripassava) Pironi spostandosi sulla traettoria di sorpasso ha costretto GIL a una brusca frenata (compromettendo un tamponamento) impedendogli il sorpasso e la vittoria e per questo Gil era arrabbiato con Pironi sul podio ed in seguito non riconoscendolo più come un leale amico.

  5. Nessuna meraviglia ! Che il politicante e sindacalista Pironì fosse un ruffiano culo e camicia con Piccinini (un prelato dato in prestito dal Vaticano alla Ferrari), era noto anche al più semplice dei tifosi. Quelli che, per intenderci, di tanta politica pianificata ne hanno sempre fatto a meno, preferendo le staccate al fulmicotone e sorpassi a rischio di osso del collo.
    In fondo Gilles, era rmasto quell’ingenuo credulone che pensava che tutti fossero uomini di parola alla stessa stregua di Enzo Ferrari. Non era e non è mai stato così, soprattutto in quegli anni dove sponsors e miliardi stavano invadendo le piste di ogni parte del Mondo, senza guardare in faccia ne allo sport ne agli sportivi e men che meno ai Piloti interessati direttamente alla ropartizione di quella torta.
    E’ andata così caro Gilles. E’ andato tutto in modo che oggi fossi ancora il fenomeno Gil, fuori dagli albi, fuori dai guinnes e dalle classifiche, ma sempre nel nostro Cuore.

    E oggi, che i miliardi da far perdere la testa a qualsiasi Pilota e l’elettronica da togliere al gusto della corsa “un fuori giri, una cambiata sbagliata, una frizione bruciata” oggi, dicevo, le corse sono piatte e non consento di aspettarsi qualche cosa di commovente, di sognare un siorpasso d agopmme fumanti a ruota a ruota.
    Ciao Gilles
    By Mr Greco 46

  6. Intanto un errore di battitura: il contratto era per il 1983 e non per il 1083!

    Poi un altro errore, forse dovuto alla poca conoscenza: l’incidente avvenne alle 13.52 del 8 maggio 1982, ma la morte clinica, venne data dai medici dell’ospedale di Louvan soltanto il 9 maggio alle 15.25, questo dopo un ultimo disperato intervento chirurgico in collegamento diretto con un luminare da Montreal

  7. Certamente Gilles era speciale. Per quanto mi ricordo, non aveva mai commesso sgarbi agli altri piloti, nel voler dimostrare il suo estro.
    I suoi incidenti furono molto “spettacolari “,dovuti al fatto che lui era sempre più del massimo consentito. La macchina era sempre ai suoi piedi.
    Purtroppo la macchina lo ha tradito, distruggendosi completamente. E’ volato via in quanto il sedile si è staccato.Oggi un tale incidente avrebbe delle conseguenze meno gravi per il pilota, sicuramente non sarebbe morto.
    Anche Senna è morto per la rottura dello sterzo. Risulta un mistero cosa sia realmente successo. Anche lui se avesse avuto le protezioni laterali, il braccetto della sospensione sarebbe schizzato via, senza colpire mortalmente Ayrton.
    Forse le corse sono così crudeli, da farci perdere in un attimo questi uomini cosi coraggiosi,che tanto abbiamo amato e che continueremo a ricordare e amare per sempre…

    Franco
    da Cernobbio COMO

  8. SONO STATO UN PIU’ CHE MEDIOCRE DILETTANTE CON POCHISSIME CORSE ALL’ATTIVO, NIENTE SOLDI E ANCOR MENO TALENTO, MA IL CORAGGIO E’ ANCORA DA VENDERE. CON NUVOLARI GILLES RIMARRA’ IL PIU’ GRANDE PER CHI AMA LA VELOCITA’ PURA E NON I CAMPIONATI DI REGOLARITA’ COME OGGI E’ LA F1. IN UN MONDO DOVE IL CORAGGIO E’ DIVENTATO UN DIFETTO DEVONO ANCORA RICORDARLO PER ACCENDERE QUELL’ULTIMA SCINTILLA DI UMANITA’ CHE ORMAI NON C’E’ PIU’. ORA E’ TUTTO COME IL CALCIO DOVE C’E’ SPAZIO PER GLI INCAPACI E I CULTORI DEL “SIAMO TUTTI UGUALI” , L’IDIOZIA CHE HA ROVINATO L’UOMO.

  9. Ma quale errore tecnico di Jochen Mass? Piuttosto era la Ferrari di quel tempo ad essere costruita male in termini di sicurezza passiva. E lo si è visto. Ricordo che questo era il convincimento degli ‘addetti ai lavori’. Unitamente alla poca serenità del Villeneuve che aveva trovato comunque in Pironi un pilota velocissimo.

  10. …credo di non essere il solo…ma al solo pensiero di Gilles, all’età di 51 anni e a quasi trentanni di distanza da quell’evento, le lacrime mi rigano ancora il viso….!!! Non ci sarà mai più, un vero pilota come “il canadese volante”……il più grande artista della formula uno mi manca ancora…..il suo ricordo sarà per sempre indelebile nei cuori di chi ha avuto la fortuna di vederlo correre….!!!!

  11. Gilles è stato un pilota che ha lasciato un vuoto e un segno indelebile nella storia della F1, per l’ ardore il temperamento il coraggio e il suo stile di guida unici, ma sopratutto era un pilota leale. Lo dimostrò in modo palese in quel GP di Monza 1979 quando Jody Scheckter vinse gara e mondiale di F1 e la Ferrari il mondiale Costruttori. Gilles era più veloce di Jody, ma non cedette al puro egoismo e non lo superò. Permise così alla squadra e al suo compagno di di raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati, lavorando tutti insieme, chiudendo il campionato proprio in quella gara. Nella vita, spesso ci illudiamo che gli altri pensino e agiscano allo stesso modo in cui facciamo noi, ma purtroppo non è così,non siamo tutti uguali. Quel giorno a Imola i due ferraristi si erano dati battaglia come due leoni, ormai le posizioni erano delineate al penultimo giro, bisognava solo portare le macchine al traguardo, dietro di loro il vuoto, la Renault col motore in fiamme. Se solo, Gilles avesse dubitato, della lealtà altrui, non si sarebbe mai fatto superare, e…. forse oggi sarebbe ancora vivo. Ciao Gilles rimarrai sempre nel mio cuore,
    Franco Grecomoro

  12. Le parole del figlio del Drake non sono una novità e non vedo dove sia LA NOTIZIA comunque Gil Villeneuve resterà sempre a mio parere quell’aviatore che ha definito un’epoca e onestamente… un Gil calcolatore che addirittura pianifica la fuoriuscita dalla Ferrari per fondare con Arnoux un team ….preferisco quel ragazzo assolutamente fuori dagli schemi che però piaceva perchè incarnava l’eroe non perchè vinceva campionati del mondo , strano è ? come se un pugile fosse ricordato per un bel gancio più di un pluricampione !!
    Avevo 11 anni quando morì Gil, io ho pianto .

    Orazio71

  13. Avrei fatto il tifo per Gilles anche sulla Toleman,figuratevi se si fosse fatto una propria scuderia e avesse corso insieme a Renè.
    Un bacio a Gilles,unico Mito della mia giovinezza.
    Fabio.

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