Sfatiamo le false convinzioni sulla morte di Gilles Villeneuve: il tragico impatto di Zolder non avvenne per colpa sua

Forever%20Ferrari.jpgNavigando su Internet mi sono trovato a leggere un giudizio tranciante su Gilles Villeneuve. Questo: il talento c’era…
mancava la testa per arrivare a fine corsa. anche quando mori mori per una delle sue tante cavolate, era il giro di rientro ai box e lui lo faceva a manetta…

Un giudizio che parte da una convinzione falsa, dettata probabilmente da un ricordo molto annebbiato oppure dall’aver letto una cronaca dei fatti redatta da chi a Zolder, quell’8 maggio 1982, non era proprio presente. Io c’ero, inviato del Corriere della Sera, e i fatti sono chiarissimi ancora nella mia mente perché la morte di un amico, tale per me era Gilles, è sempre un trauma. E dunque…

Mancavano 10 minuti alla fine delle qualificazioni, Gilles era indietro rispetto a Didier Pironi, autore dello sgarbo di Imola, due settimane prima. Quando Gilles salì sulla macchina, aveva tempo per fare due giri, uno di lancio e uno veloce. Fece il giro di lancio e poi si avviò per la qualifica. Non aveva gomme nuove, ne montava 2quattro che aveva già usato.

Gilles arrivò al curvone prima della chicane in alto. Un curvone, quasi un rettilineo, che si prendeva in quinta piena a velocità intorno ai 260 orari con traiettoria precisa. Sulla traiettoria di qualificazione, in quel momento, c’era Jochen Mass che guidava una March a 150-160 orari: era lui che tornava al box e lo faceva in modo sbagliato. Perché quando un pilota non è più in qualifica e viaggia a 100 km/ora meno di un altro che si trova nel suo giro veloce deve mantenere la traiettoria che sta percorrendo per lasciare a chi viene l’altra parte di strada. Questo mi spiegò, a suo tempo, un piloota di F1 amico mio, anche lui impegnato a Zolder.

Cosa fece invece Mass, sicuramente in buona fede? Quando vide arrivare Gilles, Jochen si spostò dalla traiettoria che stava percorrendo all’altra, con l’intenzione di favorirlo, proprio mentre Villeneuve dopo averlo visto aveva deciso di percorrere il curvone dalla parte libera. Un errore tecnico, quello di Jochen che procurò l’impatto della Ferrari che arrivava a tutta velocità proprio sulla traiettoria su cui si era spostato il tedesco. La Rossa volò per aria, ricadde di punta per due o tre, il sedile della Ferrari che era mal fissato (lo si venne a sapere dopo) si stacco, Gilles volò per aria e ricadde su un paletto della protezione. Ma in quel momento, dopo che i “g” erano passati da 25-26 a 0, il canadese era praticamente morto, con il cervello spappolato. L’urto sul paletto, caso mai, ha accentuato una situazione che era già irreparabile.

Così morì Gilles, non per colpa sua ma per l’errore di Mass: e non era sicuramente nel giro del rientro al box, come sostiene il nostro ignoto navigatore. E vero che in vita Gilles fece qualche cavolata, come il giro a tre ruote o il terzo posto in Canada nell’81 con l’alettone anteriore di traverso. Ma è stato un grande pilota, quel giorno a Zolder non fece né errori né, soprattutto, cavolate. E chi pensa questo non conosce bene i fatti. La Fia, dal canto suo, emise un comunicato parlando di “faute de pilotage” (errore di guida) senza però specificare chi l’avesse commesso. Se ne lavò, insomma le mani. in modo pilatesco.

E questa, solo questa è la verità. E ricordiamo Gilles Villeneuve per quel che era: un pilota per il quale corsa e ardimento erano essenza di vita.

Sfatiamo le false convinzioni sulla morte di Gilles Villeneuve: il tragico impatto di Zolder non avvenne per colpa suaultima modifica: 2010-07-04T11:37:00+02:00da ulissefidanzati
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6 pensieri su “Sfatiamo le false convinzioni sulla morte di Gilles Villeneuve: il tragico impatto di Zolder non avvenne per colpa sua

  1. chi dice che a villeneuve mancava la testa forse non ha visto o non si ricorda il gp di montecarlo o quello dopo di spagna del 1981 dove si formò un treno di 5 macchine ma nessuno riuscì a passare.lui era il valentino rossi della f1 il popolo ferrarista lo amava e solo lui poteva tenere davanti alla tv milioni di persone il sorpasso impossibile per lui non esisteva.era un pilota leale e se a zolder andò cosi fu solo per la voglia di rivincita nei confronti di pironì poi la fatalità o un incomprensione con mass fece il resto.chiudo scrivendo che per me è stato il più grande pilota di tutti i tempi che solo per la sua generosità non ha mai vinto un titolo mondiale(nel 79 a monza poteva dare 1 secondo a giro a Scheckter).

  2. SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO CON MOROSINI PER ME GILLES ERA SUPERIORE ANCHE A SENNA (ANCHE LUI HA FATTO DELLE CAVOLATE CHE PERO’ SONO STATE DIMENTICATE)

  3. Ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, è vero, ma a parer mio non si può scrivere così superficialmente del PILOTA che ha regalato a questo sport il più grande duello mai visto nella storia della Formula 1,(Francia 1979) o almeno della formula 1 moderna se cosi posso dire, Sopratutto se penso che all’epoca non c’erano controlli di trazione, controlli di frenata e i cambi elettronici di oggi. Sicuramente uno degli ultimi veri PILOTI di una Formula 1 che non esiste più. Il più forte non si puo dire, sicuramente il più coraggioso e il più entusiasmante. Enzo Ferrari lo paragonava a Tazio Nuvolari, e lui piloti ne ha conosciuti tanti.

  4. Secondo me e’ stato il piu’ grande di sempre.
    Il resto sono palle di chi non ha le palle come le aveva lui.
    Solo Senna gli si avvicina e poi Schumacker e Lauda in ordine
    Tra lui e gli altri c’ e’ una grande differenza lo faceva perche’ era nato per correre un istinto unico naturale solo se si nasce cosi’ lo si puo aver
    Dopo tanti anni resta e suscita ancora emozioni che nessun ci ha piu’ dato o ci ha dato solo in parte.
    E’ stato e restera’ per sempre il piu’ grande

    p.s di cavolate non ne ha mai fatte forse le hanno fatte altri purtroppo l’ unica cavolata se si puo’ cosi’ definire e’ stata l’ incomprensione con Mass quel fatale 8 maggio 1982 che gli costo’ la vita

  5. Oggi dopo tanti anni e tanti mondiali e piloti visti si puo’ dire serenamente che Gil era un grande pilota , non importa quanti mondiali avrebbe potuto vincere ma era un vero racer , uno che non amava arrivare secondo e che ancor di piu’ dopo lo sgarbo del povero Didier voleva dimostrare di essere in ogni momento il primo , abbiamo perso un grande talento e profondamente ingiusta e’ stata la supposizione fatta su di lui. dalle motoslitte alla Ferrari di F1 cosi’ velocemente e poi non dimentichiamo che a volerlo era stato propio lui , il Drake , quelli erano i tempi in cui Eccleston e la F1 andavano a Maranello a discutere dei regolamenti …

  6. Premesso che da quel giorno smisi di leggere Autosprint per qualche mese per cercare di sfuggire al dolore delle cronache.
    Gilles è una LEGGENDA e le leggende non si revisionano mai…

    Chi ha scritto quello che Morosini ci ha fatto leggere é senz’altro qualche giovane saputello intellettualoide cresciuto in poltrona o all’ombra di qualche motor home da ospitality. Si vada a vedere gli ultimi giri di Digione.
    Se Laguna Seca Rossi/Stoner é diventato un cult, quello lo é stato un Era prima. Giù le mani dal mito di Gilles. Oppure vogliamo parlare dei ragionieri?
    Apriamo pure una discussione,

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