300 mila Alfa Romeo? Sì, se le farà la Volkswagen

alfa_romeo_164.jpgTempo fa, l’amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne,affermò che il programma del gruppo passava per un numero:300.000. Numero che riguardava sia la produzione a regime dell’Alfa Romeo sia quella della Lancia. Marchionne, dicendo quei numeri, sapeva benissimo che non erano riferibili a programmi realizzabili, se non in parte per l’Alfa Romeo. Il perché è semplice.

Dopo l’accordo con Chrysler, il gruppo Fiat si è ritrovato in mano due marchi che fuori, Lancia e Dodge, che fuori dall’Italia e dagli Usa hanno pochissimo mercato. In altre parole, sono classificabili come marchi nazionali e non internazionali come Fiat, Alfa, Chrysler, Jeep. Marchi che possono essere venduti su ogni mercato. Con in più due fiori all’occhiello come Ferrari e Maserati.

Marchionne, però, è un uomo intelligente e ben penetrato all’interno dei mercati dell’auto. E ha capito che per rendere competitiva l’Alfa Romeo ai livelli della sua  trazione occorrerebbero finanziamenti che attualmente a Torino non sono disponibili. E ha compreso anche che per far soldi con i marchi in possesso al gruppo Fiat, bisognerebbe farli operare ciascuno nella loro dimensione prioritaria: Fiat nelle compatte piccole e medie, Alfa Romeo e Chrysler nelle medie e medio-alte, Jeep nel settore dei fuoristrada.

Il nodo centrale, allora, è proprio l’Alfa Romeo.In Italia, le vendite del biscione si sono limitate nel 2009 a poco più di 55 mila unità, con una perdita dal 2000 di circa 40 mila vetture. Un segno inequivocabile che gli attuali modelli dell’Alfa non riscuotono il gusto della clientela italiana. Per rivitalizzare la marca un tempo milanese ci vorrebbero, come si diceva, investimenti fortissimi. Anche portando una parte della produzione negli Stati Uniti costerebbe troppo. E’ per questo che stanno girando indiscrezioni su un forte interesse di VW-Audi per la marca del Biscione. Del resto alla Volkswagen lavora già come responsabile del design di tutto il gruppo quel Walter De Silva che fu a capo del Centro stile Alfa Romeo. Un uomo, quindi, che conosce bene l’azienda ex milanese, per la quale ha sempre nutrito un amore sviscerato. Le sue idee potrebbero riportare l’Alfa al posto che le compete nel panorama internazionale. Quell’Alfa che i nostri emigranti nel mondo (dagli State al Canada, dall’Argentina al Brasile all’Australia) continuano a ritenere un formidabile veicolo di patriottismo.  

Ovviamente, il discorso patriottico italiano a una manager interessa poco, soprattutto se di cittadinanza svizzera. E questo, tutto sommato, è giusto perché Marchionne deve pensare a far quadrare i conti, prima, e a far guadagnare il gruppo che dirige, poi. Del resto, a Torino non hanno mai cercato di privilegiare le medie sportive dell’Alfa Romeo, togliendole nello stemma perfino il luogo d’origine, cioè “Milano”. Medie sportive che non hanno più avuto dopo la 164 (nella foto)  una vera ammiraglia.

 

300 mila Alfa Romeo? Sì, se le farà la Volkswagenultima modifica: 2010-08-02T11:36:08+02:00da ulissefidanzati
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3 pensieri su “300 mila Alfa Romeo? Sì, se le farà la Volkswagen

  1. Diciamo le cose come stanno? L’alfa ha iniziato a morire nel 1970, quando l’allora presidente Giuseppe Luraghi fu sconfitto e nacque l’Alfasud, auto del tutto inadeguata all’immagine dell’Alfa di allora. Poi venne la Arna ( meglio il suicidio) e infine Craxi la regalò a Agnelli che ne fece una fiat 2 sia come prodotto sia come qualità. in questo caso sta di secondo livello. Alfa è un marchio storico che resiste nonostante la Fiat e gli incapaci che hanno messo le mani sul marchio da tanti anni. L’unico che aveva fatto qualcosa di buono ( De Silva) è stato messo nelle condizioni di sbattere la porta e andarsene. Se 25 anni fa a prendere Alfa romeo fosse stata la Ford, oggi avremmo un’industria italiana dell’auto molto più competitiva. Fiat avrebbe avuto la concorrenza vera in casa e si sarebbe svegliata con vent’anni di anticipo e non si sarebbe cacciata in questioni di finanza sotto la Presidenza Romiti invece che fare auto. L’alfa può rinascere ma non con auto come la Mito o la onesta Giulietta. Dai, cosa ci fa un motore della Punto su un’Alfa? se la regalano alla VW, da vecchio alfista incallito ( emigrato, obtorto collo, verso altri marchi) mando una cassa di champagne a Marchionne!

  2. Io mi sono patentato agli inizi degli anni ’70: a quei tempi il mercato auomobilistico italiano si fermava alla cilindrata di 2000 cc (le auto oltre questa cilindrata erano pochissime) e le 1800-2000 erano considerate le “ammiraglie” (come oggi le 3000-3500). I marchi oggi dominanti tra le ammiraglie (Mercedes, BMW e Audi) avevano pochissimo spazio in termini di numero di auto vendute. L’Alfa Romeo con Alfetta e Giulietta aveva il dominio sul mercato delle ammiraglie di allora (almeno 3 auto su 4 di quel segmento erano Alfa), poi c’è stato il declino fino ai minimi termini di oggi con la contemporanea ascesa dei marchi tedeschi.
    Cosa ha determinato ciò? A mio parere, da vecchio alfista passato ai tedeschi (dal 1985 ho avuto 4 Mercedes e 2 BMW), sono mancate le “belle auto”, è mancata l’innovazione, mentre i tedeschi facevano auto sempre più belle e innovative all’Alfa si accontentavano di produrre delle “utilitarie” con motore FIAT. Si badi bene che non voglio denigrare la FIAT perchè penso che, se volessero, potrebbero fare cose egregie, anche meglio dei tedeschi, il caso della invenzione del Common Rail è eclatante: venne “inventato” in FIAT ma poi subito “venduto” ai tedeschi che lo hanno fatto diventare il cuore dei “superdiesel” moderni (in tutto il mondo!). Ciò che voglio dire è che bisogna “pensare in grande e crederci” e i risultati non possono non venire ! A conferma di ciò che dico voglio citare il caso Maserati: un marchio che era sprofondato molto più in basso di Alfa Romeo e che oggi si è risollevato (anche se la concorrenza dei tedeschi è dura) grazie a modelli di belle auto che hanno messo insieme quanto di meglio c’e, a cominciare dallo stile insuperabile di Pininfarina e da motorizzazioni finalmente generose. La concorrenza ha incassato il colpo: anche Porsche ha messo ora in catalogo una berlina a 4 porte ! Ritorno all’Alfa Romeo: anzichè continuare a “giocare” sfornando modelli di auto con nomi che ricordano il passato (MiTo, Giulietta, GTV) ma che sono solo copie di utilitarie FIAT e Lancia, perchè non progettare una ammiraglia veramente al top del mercato di oggi ? Carrozzeria Pininfarina, motori a 6 e 8 cilindri a benzina e diesel da 2500 a 5000 cc con potenze “ai vertici della categoria”, vale a dire superiori rispetto ai modelli tedeschi di punta (si può fare), finiture e allestimenti interni impeccabili, prezzi: un pelo al di sotto di quelli tedeschi, e smettere di produrre utilitarie. Chi non ritornerebbe all’Alfa ?

  3. se continuano a produrre Alfa come quelle di adesso il marchio morirà. chi vuoi che si compri una macchina che è una copia (e non sempre bella) della FIAT con l’aggravante che costa solo di più?

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