Nessuna pietà per chi beve e si droga e poi uccide con l’auto: vent’anni di galera

carabinieri incidente.jpgUn pazzo ubriaco e drogato ha ucciso, in uno scontro frontale, tre ragazzi nel Napoletano. Sarà processato. Voglio proprio vedere se un giudice gli darà la pena con la condizionale e, voglia Iddio no, gli ridarà magari la patente. E già successo. Un omicidio di questa portata, perché tale reato commette chi guida ubriaco e drogato, meriterebbe vent’anni di galera.
Detto questo, parliamo delle nuove norme del Codice della strada sulle quali il premier Berlusconi fa conto per abbassare la mortalità da incidente. Ebbene, caro premier, le regole vecchie o nuove non impediscono alla gente di bere e di uccidere con una macchina.

Occorre agire sulla prevenzione e sulle punizioni certe e forti: raddoppiare l’organico della Stradale (fa più un’auto bianco-blu sulla strada che centomila corsi di educazione stradale)  e colpire, oltre che col carcere, nel portafogli chi guida ubriaco e drogato. Chi non ha soldi per pagare (ma li trova per l’alcool e la droga!) durante il carcere sia obbligato al servizio sociale.

Nessuna pietà per chi beve e si droga e poi uccide con l’auto: vent’anni di galeraultima modifica: 2010-08-09T11:18:44+02:00da ulissefidanzati
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Nessuna pietà per chi beve e si droga e poi uccide con l’auto: vent’anni di galera

  1. Quello che serve è investire in controlli e punire pesantemente senza sconti! Le “Pubblicità Progresso” non servite a niente, quindi dimezziano le auto blu dei politici e investimo in pattuglie quello che si risparia.
    Chi uccide con una macchina xkè ubriaco e drogato commette omicidio, poichè è consapevole di non avere il controllo pieno del mezzo. E 1300 kg di ferro e plastica a 50 km/h sono piuttosto pericolosi…

  2. Sono perfettamente d’accordo con lei.
    Il problema è che i nostri governanti di qualsiasi colore non vogliono
    varare una semlicissima legge: in questi casi l’omicidio deve essere considerato volontario non colposo.
    Gli avvocati non avrebbero più quel margine che gli permette di patteggiare per i propri assistiti pene irrisorie rispetto ai lutti che provocano questi veri e propri killer a mano armata.
    Purtroppo vista la presenza massiccia di avvocati nel nostro parlamento
    non credo che si possa legiferare facilmente in tale direzione.
    La sua presa di posizione spero contribuisca a convincere i nostri legislatori a varare leggi che tutti aspettano.
    La saluto cordialmente.
    Giancarlo Porro

I commenti sono chiusi.