L’ulima barzelletta sul traffico: il telepass diventa una trappola autostradale

586.jpgDopo due mesi di silenzio, il giornalista che di automotive ne sa più di tutti noi è tornato a scrivere sul grande quotidiano italiano, con un fondo dedicato al telepass che dimostra un vecchio assunto: quando una cosa non la sai, o non la capisci, stai zitto.

Orbene, il nostro sostiene che il telepass diventa una trappola quando la corsia preferenziale è ibrida, sulla quale cioè possono passare non solo i telepassisti ma anche quelli che pagano con carta di credito. Facile obiettare che, sì è vero che talune corsie sono ibride ma soltanto nei piccoli caselli, non certo dove il traffico in entrata  e in uscita è massiccio. I grandi caselli hanno almeno tre corsie telepass riservate, più una dedicata per i motociclisti.

Se si vuole uscire per esempio a Berceto, sulla Cisa, allora può darsi (ma non è detto!) che la corsia telepass sia ibrida: ma a Berceto, ovvio, di traffico non ce n’è troppo. Le code lunghe sono ai caselli importanti, quelli delle grandi città o comunque dei capoluoghi di provincia: ma lì, le corsie telepass abbondano.

Lasciamo, poi, perdere i camion: chi traffica sulle strade italiane guidando l’autotreno il telepass ce l’ha, passare una porta quindi non comporta ritardi per chi segue. E il motociclista molto spesso ha la corsia riservata. Quindi può essere vero che su una corsia telepass/viacard si può “leggermente” rallentare ma per il 99 per cento il passaggio preferenziale in abbonamento è comodissimo.

Ma la svista più bella è quella relativa alla proposta di “adottare, come già avviene in Svizzera e in Slovenia, il bollo unico”. In altre parole, la cosiddetta “vignetta” che costa una quarantina di euro. Bene. A Parte che in Svizzera e in Slovenia i chilometri di autostrade sono di tanto inferiori a quelli dell’Italia, nei due paesi citati le autostrade sono di gestione pubblica.

In Svizzera non ci sono caselli perché la gestione delle autostrade è della Confederazione mentre in Italia c’è una ragnatela di società di gestione delle autostrade: oltre allo Stato ci sono anche privati. Con la “vignetta” come in Svizzera (che, ad esempio, sono vendute anche dalle guardie di frontiera) non si saprebbe dove l’automobilista è entrato, quindi sarebbe impossibile determinare a chi spetta il relativo pedaggio.

Il Telepass, invece, consente una continua interfaccia fra tutti i gestori autostradali, fornendo un controllo esatto delle entrate e delle uscite dei mezzi, determinandone poi i relativi appannaggi.

Basta saperle certe cose, per non scrivere fuori dal vaso. Ma questo il giornalista che ne sa più di tutti noi… non lo sa!

L’ulima barzelletta sul traffico: il telepass diventa una trappola autostradaleultima modifica: 2010-09-06T11:31:28+02:00da ulissefidanzati
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