Donne al volante meglio degli uomini: ma è proprio vero?

donna telefono.jpgPeriodicamente escono statistiche sugli incidenti automobilistici e sul modo di guidare delle italiane e degli italiane. Invariabilmente il risultato è che le donne guidano meglio perché hanno meno incidenti degli uomini. Ma è vero?

Io dico di no, per un semplice motivo. Le statistiche forniscono dati in valore assoluto, prendono cioè il numero degli incidenti provocati dalle donne, quelli provocati dagli uomini e fanno un confronto. Metodo sbagliatissimo, perché il confronto non tiene conto del numero di chilometri percorso ogni anno dagli automobilisti maschi e quello percorso dalle donne. Quest’ultimo, pur non potendosi basare su un dato preciso, è sicuramente di gran lunga inferiore a quello degli uomini. Guidando di meno, in effetti le donne sono protagoniste di meno incidenti. Quasi tutti per … distrazione da telefonino!

 

Donne al volante meglio degli uomini: ma è proprio vero?ultima modifica: 2010-10-11T18:54:45+02:00da ulissefidanzati
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3 pensieri su “Donne al volante meglio degli uomini: ma è proprio vero?

  1. Caro Morosini, ci fa piacere che tu abbia ripreso questo argomento da noi citato da anni come esempio dell’approssimazione di talune statistiche. Certamente le donne sono più prudenti e meno esibizioniste degli uomini, ma è sbagliato sostenere che il 75% degli incidenti sia ascrivibile agli uomini e il 25% alle donne. E’ stimato che tra i patentati il 60% sia costituito dai maschi e il 40% dalle femmine. Inoltre le donne hanno una percorrenza media annuale di un terzo di quella degli uomini. Ricalcolando i sinistri su questi altri fattori si evince che la sinistrosità stradale sia suddivisibile equamente per quanto riguarda il sesso. Un saluto.
    Stefano Zanuso per Fraternità della Strada

  2. Le donne hanno uno stile di guida diverso dagli uomini per il resto sono uguali, guidare non è femmina, se le donne in auto sono due comandano loro, se pensa ad un incontro si guarda continuamente allo specchio retrovisore, per lei l’auto non è un feticcio e la borsa, la sua borsa, attenti quando ci rovista dentro con una mano sola, se telefona, rispettosa si ferma, anche se in curva o vicino ad un incrocio, e se suoni il clacson ti mostra il telefonino come dirti.. ma sto telefonando, come fanno i nostri manager.

  3. Pur con tutta la simpatia verso le donne al volante,direi che i maschi guidano meglio.D’accordo:generalizzare porta inevitabilmente a giudizi talvolta superficiali, ma dovendo esprimermi sul tema,non avrei dubbi sul fatto che “la donna” ,onestamente,guida maluccio.
    In Milano potrei identificare tre tipologie di guidatrici: le imbranate,le disinvolte e le assenti…Le prime fanno tenerezza e non causano danni,a parte qualche botta devastante in fase di parcheggio…
    Le disinvolte sono pericolose in quanto alla disinvoltura non abbinano la capacità,e spesso eccedono in velocità anche se,quanto meno appaiono piuttosto concentrate nella guida.Le assenti sono pericolosissime in quanto semplicemente …imprevedibili:esse non guidano,loro procedono.
    Visibilmente perse in chissà quali mondi (in Milano centro azzarderei pianeta Yamamay,universo Zara,galassia Louis Vuitton,ed altre effimere dimensioni)esse appaiono come astratte dalla realtà circostante.
    Avanzano inesorabili,a passo di lumaca,manifestando una incomprensibile idiosincrasia all’uso degli indicatori di direzione,ed inesorabilmente inchiodano senza preavviso non appena avvistato un possibile parcheggio prossimo alla vetrina giudicata più interessante.
    L’incapacità in manovra le induce però spesso ad abbandonare la vettura in seconda fila.Esse rallentano o si fermano per qualsiasi motivo loro giudichino meritevole(spessissimo futile ad esser generosi) senza minimamente darsi pensiero per l’intralcio che ne deriva. A differenza delle imbranate e delle disinvolte la loro condizione mentale le rende impermeabili a qualsiasi osservazione:anche la più garbata(per quanto sia possibile esserlo dinanzi a comportamenti semplicemente demenziali) alla quale rispondono con sguardi stralunati o espressioni stizzite e comunque senza alcuna coscienza di quanto stia avvenendo e perchè.
    Esiste,non trascurabile per numero nonchè per danni causati alla circolazione,una quarta tipologia:quelle che usano la vettura per scopi professionali.L’apparente inconsapevolezza in tal caso,fa spesso da alibi ad un cosciente disprezzo per il concetto di educazione civica,anche se la sceneggiata è ormai logora e di scarso effetto…e questi sono i rarissimi casi in cui mi sento solidale con gli ausiliari della sosta.
    Posso aggiungere che tutte le citate categorie appartengono alla “connecting people” (perennemente connesse al telefono) con la sola differenza che le imbranate, già impegnate in un compito per loro immane non riescono,per la loro e altrui fortuna,a gestire l’infernale aggeggio in contemporanea con la guida,e pertanto spesso chiudono
    maldestramente la conversazione ancor prima che essa possa iniziare,o quantomeno la abbreviano al massimo sopraffatte dal doppio impegno.
    A tutte le guidatrici milanesi mando comunque un cordialissimo saluto.

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