Corea F1: l’asfalto della pista rischia di sbriciolarsi? Ecclestone se ne frega. E intanto entra la Russia e il GP di Roma si allontana

ecclestone.jpgPer indicare il mondo della formula 1 è stata spesso usata la parola “Circus”, con la “C” maiuscola. E’ ora di cambiare e di cominciare a scrivere “circo” con la “c” minuscola. E ciò non perché al circo della F1 manchino, così come al circo equestre, grandi attori (che sono poi i costruttori automobilistici che partecipano, in proprio o con forniture di motori). Ma soltanto perché il circo é in mano da decenni a un abilissimo uomo d’affari, qual è Bernie Ecclestone, al quale oggi dello sport automobilistico non importa proprio niente. Pensa per lo più a quanto gli entra in tasca ogni volta che si corre un GP.

 Ecclestone é coadiuvato da una Federazione internazionale imbelle che gli fa fare praticamente quel che vuole, evidentemente anche per tornaconto.

Se non è circo la disputa ad ogni costo GP di Corea il 24 ottobre allora cos’è? Nel luogo deputato al GP, dicono i resoconti, le strutture sono ancora da completare, la pista è fatta ed Ecclestone ha parlato di impegno personale per disputare la gara. E ti credo!, con quel che chiede (e in maggior parte guadagna) non vuole saltare alcuna parcella! E intanto prosegue nell’allargamento del mondiale firmando un accordo con la Russia per il 2014: 40 milioni per botta e GP a Soci, in Crimea, ridente città turistica, ricca di grandi hotel, dove fino a quando esistette l’URSS andavano a trascorrere la convalescenza coloro che si ammalavano ai polmoni.

Prima della Russia, e dopo la Corea, Ecclestone ha imbastito una trattativa con l’India, che ha una scuderia nell’attuale mondiale, sponsorizzata dal grande costruttore Tata. L’India ha un futuro da grande mercato dell’auto, quindi le Case automobilistiche che partecipano alla F1 hanno grande interesse per l’India così come per la Russia e, un po’ meno, per la Corea il cui mercato non è spalancato come gli altri due ma un po’ “chiuso” dalle marche del Gruppo Hyundai.

Tuttavia, un conto è l’interesse per mercati importanti, un altro è arrivare ad un appuntamento, come la Corea, senza le strutture necessarie o, comunque, in forse a 21 giorni dalla gara. Ad esempio, con l’asfalto del tracciato che non si sa se possa resistere alla violenta trazione delle monoposto. Ve lo immaginate un mondiale di calcio che arriva in una città in cui lo stadio,k a 21 giorni da una semifinale, non abbia ancora collaudato il manto erboso sul campo, gli spogliatoi senza docce, le tribune in via di completamento? Impossibile, mi obietterete: la Fifa non avrebbe mai dato l’ok a una situazione del genere. La Fia invece, per la Corea, ha chiuso un occhio. Anzi, due.

Vi ricordo che, qualche anno fa lo scorbutico ma intraprendente Jean Marie Balestre, compianto presidente Fia, prima di disputare una gara su un nuovo circuito pretendeva che se ne disputasse un’altra, magari con vetture sport, per verificare che tutte le strutture tecniche dell’impianto fossero a posto. Adesso questa pratica necessaria è finita nel cestino dei rifiuti della F1. Ma non basta.

La ricerca continua e spasmodica di nuovi, ma ricchi, teatri per la F1 porterà Bernie Ecclestone a cancellare, dai probabili futuri calendari della F1, il GP di Roma. Per alcune buone ragioni. Le scuderie già mal sopportano i 19 gran premi attuali, aggiungerne altri due (India e Russia) porterebbe il totale a 21. Totale che diventerebbe 22 se si corresse a Roma per almeno cinque anni, come chiede di solito Ecclestone. Anche il costo di un solo GP di F1 per la Capitale (senza valore mondiale, ma allora a che servirebbe?) sarebbe esorbitante,  visto che bisognerebbe rivoltare l’ Eur per cosyttruire un tracciato e poi ripristinarlo; spendere milioni per le strutture tecniche della pista e poi rismontarle; infine versare a Ecclestone i milioni che pretende da un organizzatore. Roba che al ministro Maria Stella Gelmini, che si è vista negare da Tremonti i soldi per l’Università, toglierebbe il sonno.

 

 

Corea F1: l’asfalto della pista rischia di sbriciolarsi? Ecclestone se ne frega. E intanto entra la Russia e il GP di Roma si allontanaultima modifica: 2010-10-15T12:28:15+02:00da ulissefidanzati
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