In Corea affossata l’immagine della F1. Ecclestone specula e Todt fa una figuraccia!

F1-Yeongam-circuit-corea-1.jpgIl regista della trasmissione della qualifica del GP di Corea, ha inquadrato costantemente la pista. Il nastro di asfalto ogni tanto era invaso da una nuvola rossa, quando una monoposto “forava” il cordolo finendo fuori pista per tornarvi qualche secondo dopo. Immagino cosa possa succedere su un tracciato del genere in caso di pioggia! E’ chiaro, come ho già avuto occasione di scrivere sul mio Controsterzo, che il GP di Corea si sarebbe dovuto disputare l’anno prossimo, visto che quest’anno le strutture non erano adeguate (guarda le foto). Tribune senza sedili, paddock ancora in esecuzione: un’immagine totalmente diversa da quella del paese Corea, moderno e futuribile.

Evidentemente, la Fom (la società di Bernie Ecclestone che gestisce l’economia del circus) non va tanto per il sottile quando si tratta di incassare. Lo scandalo maggiore, in senso sportivo, è che la Fia di Jean Todt glielo abbia lasciato fare.

Le cronache degli inviati hanno già parlato di personale della F1 e giornalisti ospitati in hotel adibiti di routine alle luci rosse. Quel che non hanno detto è che gli hotel erano stati requisiti tutti dalla Fom (come abitualmente fa nelle cittadine intorno a tutte le piste del mondo) , e che ha aumentato i prezzi: stavolta da 30 dollari a 160 per una stanza senza armadio (visto che non serve ad alloggio ma ad altro). E per l’albergo abbastanza normale che ha ospitato i piloti e i responsabili delle squadre, il prezzo è passato da 180 a 600 dollari. E siccome i team non potevano avere le motorhomes, Ecclestone ha fatto costruire delle casette, pian terreno e primo piano, chiedendo 40 mila dollari per affittare in basso e 20 mila in alto. Ma per la seconda opzione i team hanno risposto picche.

Qualcuno, però, non ha accettato la raffazzonatura di Ecclestone: gli sponsor. Che nel paddock club, realizzato alla bene meglio, pare siano arrivati in 300 in luogo degli abituali 3000. A questo punto, non si riesce a capire perché le scuderie non passino alla gestione in proprio dei loro affari. Sono loro le auto, loro pagano i piloti e gli alberghi, le trasferte: perché devono pagare ancora delle royalties a un personaggio che ormai ha fatto il suo tempo.

Ecclestone, in fin dei conti, salvò a fine anni ’60, il mondiale di formula 1 organizzando le squadre. Ma da allora, le cose sono andate ben diversamente e, oggi, il popolarissimo Bernie dovrebbe godersi i miliardi (di dollari) che ha incassato. E mi pare ora che l’andazzo debba finire, limitando anche il potere della Fia (costruita con giacche blu che rappresentando paesi che con l’automobile non hanno a che fare) passando la mano ai veri attori della F1. Un potere sportivo indipendente e una lega di costruttori forti. Per alzare ancora di più l’immagine dell’automobile e non per affossarla com’è successo in questi giorni di GP di Corea.

In Corea affossata l’immagine della F1. Ecclestone specula e Todt fa una figuraccia!ultima modifica: 2010-10-23T15:24:06+02:00da ulissefidanzati
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “In Corea affossata l’immagine della F1. Ecclestone specula e Todt fa una figuraccia!

  1. L’articolo spiega assolutamente la verità. I costruttori avevano tentato tempo fa di creare una F1 nuova. A parole molti erano daccordo, ma a fatti!!!!!. Bernie non ha nessuna intenzione di passare la mano visto la venerabile età che per sua “fortuna” si ritrova. Oltretutto non mi sembra che sia molto generoso, visto la montagna si denaro che incassa. Penso che abbia una percentuale su tutto il mondo della F1, dalla semplice bibita al grande affitto.

  2. Caro MOROSINI questi sono paesi emergenti con tanti soldi e nella loro vita non hanno mai potuto vedere niente di simile, si sono fatti fare un circuito da terzi, neppure tanto a norma, ed hanno pagato fior di quattrini, vogliono essere come gli occidentali, ma non sanno cosa fare, cosa costruire, cosa ci vuole per un gran premio. Triste per questi organizzatori se sono capitati sotto le grinfie di Ecclestone, a lui non interessa tanto la sicurezza, finche’ non succede nulla, vedi asfalto nuovo non drenante, e queste micidiali striscie verniciate viscide come sapone e muretti vari. Io direi bravissimi coreani ma iviterei i piloti ed i team a chiedere più severita’ nelle organizzazioni, delle gare, domenica si è sfiorata una tragedia.

I commenti sono chiusi.