I suv Alfa Romeo e Maserati fabbricati negli Usa: è l’inizio dell’emigrazione di due marchi storici?

Alfa-Romeo.jpgMarchionne, così dicono a Detroit, ha parlato: le Suv Alfa Romeo e Maserati, di cui si chiacchierava da tempo, verranno realizzate dsu base Jeep nello stabilimento della Jeep Cherokee, nel Michigan. E l’inizio di una emigrazion e a quattro ruote che, col tempo, porterà via dall’Italia due dei più celebri marchi dell’automobilismo mondiale? Marchione, tuttavia, trempo fa ebbe a dire  che la Maserati non si muoverà da Modena. Come tanti anni fa, quando  la Fiat disse che l’Alfa Romeo non si sarebbe mossa da Arese. Tutti maserati_trident_3.jpgsappiamo come andò a finire: non solo l’Alfa Romeo emigrò, ma perse anche la parola “Milano” che campeggiava nello stemma col Biscione. Maserati resterà a Modena, ma come? Come centro direzionale, come fabbrica, come cosa? Il fatto, però, è che adesso si parla di Biscione e Tridente con un  linguaggio che assomiglia molto allo slang. Fra le tante cose che Marchionne ha detto nei giorni scortsi ce n’è una  che suscita qualche perplessità: “se la Fiat lavorasse fuori dall’Italia guadagnerebbe parecchio”. E il fatto che Alfa e Maserati finidscano nelle catene di montaggio della Jeep è più che una pulce nell’orecchio.

I suv Alfa Romeo e Maserati fabbricati negli Usa: è l’inizio dell’emigrazione di due marchi storici?ultima modifica: 2010-11-10T15:34:44+01:00da ulissefidanzati
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10 pensieri su “I suv Alfa Romeo e Maserati fabbricati negli Usa: è l’inizio dell’emigrazione di due marchi storici?

  1. Come già detto giorni fa la produzione automobilistica mondiale sta cambiando, con l’entrata sul mercato di Cina, Corea, India ecc. l’auto non è più un businnes, non conviene più produrne ameno in Europa. La FIAT sta cercando di galleggiare ha cercato patner oltre oceano ma ho i miei dubbi, comunque in Italia, a modo mio di vedere, bisogna prepararsi a smobilitare il comparto auto, se cosi’ sarà speriamo avvenga dolcemente per non produrre un impatto tremendo. Marchionne ha parlato ad una TV pubblica esprimendo una volontà senz’altro preventivamente ponderata.

  2. stavo leggendo l’articolo sull’indagine promossa da Dacia in fatto di auto low cost: dopo la qualità alla quale ci ha abituato Fiat non solo gli italiani sono pronti al low cost, ma nel low cost stesso trovano sovente una qualità di cui il gruppo torinese sovente difetta; io guido una fiesta 1.4 tdci del 2007 pagata poco meno di 10.000,00 Euro e va che è una bellezza.

  3. Perplessi. Si può essere soltanto perplessi. Ricordando il passato e immaginando il futuro. Se la Ferrari chiudesse Maranello? Se la Mercedes Benz chiudesse Stoccarda? Credo che garantirebbero i governi. Volvo e SAAB sono ancora tra noi eppure una delle due ha proprietà cinese. Le altre case producono in tutto il mondo, Europa compresa; perché FIAT ha questi problemi? Con l’eccellenza si sono create nicchie di mercato dove sembra che non ci sia spazio per ALFA e Maserati. Oggi sono due scatole vuote e brucia doverlo ammettere. Anche per le dirigenze che non sanno come rilanciarle. Trazione posteriore, V6, linee senza compromessi, corse corse corse. Sono requisiti per automobili sportive e piacere di guida. Se pur disponendo di un marchio vuoto con estimatori in tutti i continenti, titoli mondiali e bagaglio tecnico nonostante il tempo che passa che cosa bisogna aggiungere per tornare al vertice? Non si può nemmeno chiudere tutto perché hanno già chiuso tutto: fabbrica, centro stile, gestione sportiva. Cos’è rimasto da vendere ai tedeschi? I cimeli?

  4. Oggi le comiche! Potrebbe essere questo il commento a ciò che sta facendo Marchionne all’industria dell’auto nazionale. è vero che le colpe vengono da lontano ( Gianni Agnelli e Romiti che scelsero la finanza e le tangenti – il tesoretto – e non l’auto). marhionne è un ottimo giocatore di poker, sa bluffare, sa vincere e sa anche rilanciare. Però qualche volta capita di dover scoprire le carte e allora ti accorgi che Marchionne ha in mano una coppia di sei. Cioè quasi nulla. Marchionne è il frutto di una generazione di manager votati alla finanza che se ne sono fregati del prodotto e dei dipendenti. Il risultato è la crisi che il mondo occidentale attraversa da tre anni.Peccato che se non hai da un prodotto da vendere, puoi essere il più grande imbonitore del mondo ma alla fine i nodi arrivano al pettine. Come finirà? Il gruppo sarà fatto a pezzetti e venduto alla chetichella nei prossimi anni. Gli Agnelli ingrasseranno ancora un po’ il conto in banca e il Paese pagherà il conto. Marchionne non ha capito che per farcela deve comprasi almeno una televisione che, come a qualcun altro, faccia da traino per le sue nefandezze!

  5. Beh gli effetti della globalizzazione sono questi…Fossi marchionne farei la stessa cosa, produrre dove mi costa meno, tanto fiat mica ha vincoli con lo stato italiano?o baglio?Sono altri i paesi meno civili che ti obbligano a produrre in loco se vuoi anche vendere, ma quelli sono paesacci e poco civili, noi siamo altra cosa, per fortuna (di chi?)…

  6. Di SUV Alfa se ne parla da 10 anni e ancora non si è visto niente. Idem per Maserati, ne avevano addirittura presentato uno a Torino Esposizioni, figuratevi quanti anni fa. Niente. Intanto tutte le case del mondo hanno prodotto milioni di SUV e hanno fatturato miliardi. Noi che siamo piu’ intelligenti stiamo alla finestra per vedere cosa succede! Succede che sono 30 anni che vediamo passare i SUV delle altre marche. Ma noi siamo intelligenti…

  7. sono 2 anni che dico che entro il 2013 in italia non si produrrà una sola auto.bisogna capire che se la fiat vuole i 4,5 miliardi di dollari promessi da obama deve per forza mettere in funzione 16 stabilimenti su 29 della chrysler.
    dunque la panda in brasile ,la 500 in messico il resto negli states. lo stabilimento in polonia è stato venduto alla ford che in cambio darà il 6 cilindri della peugeot che sarà montato sulla jeep nel 2012, il doblò e il fiorino in turchia,la y lancia in serbia, il daily in cina e il ducato e scudo in francia a valensien resterà forse la ferrari con i soldi del banco santarder . che fine farà melfi? la stessa fine che farà mirafiori forse se la comprerà la wolfwagen.meditate gente.

  8. Il mercato dirà se Marchionne racconta favole pro domo sua, oppure dipinge lo scenario reale con il quale FIAT deve confrontarsi.Producendo all’estero FIAT guadagna,producendo in Italia FIAT perde dice in sintesi l’AD:se questo troverà conferma nei prossimi anni le conseguenze saranno inevitabili a meno che FIAT Italia torni a chiedere sussidi di Stato (ovvero a noi tutti).Temo che per evitare un grosso problema sociale e drammatiche situazioni di ordine pubblico,tutti noi saremo chiamati a partecipare non più al salvataggio,che comunque preludereebbe ad un nuovo corso,bensì a tenere semplicemente a galla una barca che fa acqua.Purtroppo evitare i problemi tamponando le perdite con soldi pubblici pare l’unica soluzione che possa evitare una resa dei conti interna al paese,durissima e forse cruenta ma dalla quale potrebbe scaturire un nuovo ordinamento del lavoro e forse di tutta la società italiana.
    Anche perchè questa solidarietà forzosa,questa volta,non verrà accettata passivamente da coloro che ne avranno l’onere.

  9. ah ! dimenticavo di dire che la fiat in italia deve 8 miliardi di euro alle banche e quello che pochi sanno è che paga i fornitori a 7-8-9 mesi fine mese . dunque calcolando che fiat auto fattura circa 35 miliardi di euro all’anno fanno circa 3 miliardi al mese che x 8 mesi di media fanno 24 miliardi di euro altro che crak parmalat ? questo marchionne ci sta fregando . difatti quando dice che la fiat farà 20 miliardi di investimenti si dimentica di dire chi tirerà fuori i soldi. in quanto al sig. bonanni e angeletti con la bufala di pomigliano si sono guadagnati il posto nel pdl. è solo una ipotesi ma non era mai successo che il sindacato calasse i pantaloni. gli italiani sono sempre stati sfruttati e continueranno a esserlo . meditate gente.

  10. Frodi brevettali. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/ Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei

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