Salvare l’Alfa Romeo vendendola alla Volkswagen: dopo Virgilio.it lo scrive anche il Corrierone

alfa-vista-alto-legenda.jpgIl 2 agosto scorso, quando gli italiani andavano in vacanza, scrissi un articolo per il Controsterzo in cui affermavo che per rivitalizzare l’Alfa Romeo ci vorrebbero fortissimi investimenti. Investimenti che il gruppo Fiat non può fare se non cedendo uno dei suoi marchi storici: l’Alfa Romeo. A chi? Alla Volkswagen, dove operano uomini che sono stati, in passato, ai vertici aziendali del gruppo Fiat, come De Meo e Walter Silva. Uomini, concludevo, che conoscono bene l’Alfa e che, quindi, sono in grado di riportarla al posto che le compete.

Dopo quattro mesi da questo Controsterzo ho letto, sul Corriere della Sera, un articolo di Salvatore Bragantini che riprendeva questo mia tesi condividendo con me la necessità della vendita alla Volkswagen. Il titolo dell’articolo: “Salviamo l’Alfa Romeo (anche dalla Fiat)”. Scrive testualmente Bragantini: “L’Alfa Romeo è patrimonio di tutta l’Italia, e della città di Milano, prima che della Fiat. Per questo è venuto il momento di dire una cosa spiacevole ma ormai evidente: la Fiat è una matrigna per l’Alfa, anche perché divenuta tale controvoglia…….Fiat però non aveva alcun disegno in positivo per la casa milanese, che infatti imboccò  da allora un mesto declino…..La Volkswagen vorrebbe comprare l’Alfa per completare la sua vasta scuderia di storici marchi… L’affido sabaudo è fallito. E’ meglio, anche per il gruppo Fiat sempre più americano, consentire l’adozione”.

Il marchio Alfa Romeo portava il nome “Milano” che il trasferimento da Arese ha fatto sparire. Il numero 1 della Volkswagen, Ferdinand Piech, vorrebbe comprare lo stabilimento di Arese fermo ormai da anni (nella foto), rammodernarlo e rilanciare il biscione milanese. Un rilancio che Piech anticiperebbe con accordi sindacali simili a quelli in vigore in Germania. Marchionne ha recentemente affermato che “per 20 miliardi la Fiat può trattare”. Ma, io credo, anche per molto meno.

Salvare l’Alfa Romeo vendendola alla Volkswagen: dopo Virgilio.it lo scrive anche il Corrieroneultima modifica: 2010-12-07T18:17:53+01:00da ulissefidanzati
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7 pensieri su “Salvare l’Alfa Romeo vendendola alla Volkswagen: dopo Virgilio.it lo scrive anche il Corrierone

  1. Difficile che Marchionne venda a VW Alfa Romeo. Anche se gli piacerebbe. Ma mai e poi mai potrebbe accettare di dare loro anche Arese e portarsi i tedeschi in casa. Perchè in questo modo improvvisamente verrebbe fuori che anche in Italia è possibile fare auto guadagnandoci. Altro che le balle che racconta il Sergino in maglione blu dando la colpa agli operai a 1000 euro al mese. Qui si scarica sempre sui più deboli i problemi di incapacità gestionale: la colpa è che non c’è il manico. Un mio amico parlando di donne diceva che non esistono violini stonati, ma solo cattivi violinisti! Ecco Marchionne vuol far credere che ad essere stonato sia il violino Alfa Romeo e non lui un cattivo violinista. Per questo cercherà di vedere ai cinesi (gli stessi di Volvo per intenderci) invece che a Piech & co.

  2. Stiamo distruggendo un patrimonio industriale di enorme importanza per l’italia, la FIAT tra auto, treni, ha svenduto tutto per sola incapacità manageriale, tutto il mondo, bene o male, in questo settore va avanti, noi no, noi che siamo i migliori tecnici ed ingegneri e designer. Non ci sono più i Bertone i Pininfarina tutti proiettati verso l’estero. Cattiva gestione ed incapacità a costruire modelli di ottima fattura, manca il famoso ”padrone del vapore” povera FIAT

  3. io sono uno che attende l’arrivo di una alfa comprata in questi gioorni l’auto che tutto sommato mi e ancora piaciuta, comunque se la fiat non crede nel marchio, per il bene della stessa fiat dovrebbe vendere alla wolksvagenperche avendo un concorrente di tanta fattura stimolerebbe loro stessi, vendendo ai cinesi forse nel mondo asiatico avrebbe piu successo ma sparirebbe dall’europa.

  4. Piech acquisterebbe Alfa Romeo a condizione di poter applicare accordi sindacali di modello tedesco ?
    Qualcuno mi spiega gentilmente per quale motivo CGIL, FIOM &Co. dovrebbero accettare il modello sindacale tedesco ?Sono poi tanto differenti le condizioni che,in sostanza,Piech e Marchionne richiedono per poter fare automobili in Italia ?
    Grazie a chi vorrà fornire delucidazioni in merito.

  5. Quando FIAT ebbe l’ordine di comprare ALFA Romeo le cose erano diverse come il mondo di allora. Però la casa di Arese era radicata nel territorio, nella sua Milano e come veniva identificata facilmente. In mezzo un patrimonio tecnologico ormai disperso ai quattro venti: brevetti da titoli sportivi e motori del futuro che sono il veicolo per proseguire l’attività industriale. Senza di essi il biscione è una scatola vuota. L’incapacità dei dirigenti torinesi è lampante perché quando si vuole fare affari non si compra qualcosa per smembrarla senza guadagnarci. A Torino sono riusciti anche in questo. Perché vendersi ai tedeschi? L’ALFA in questo momento costa e non è un marchio a basso costo; la gente che stacca gli assegni e non firma rate vuole qualcosa che uno scudetto sulla calandra non è sufficiente ad appagare. Ci vogliono i contenuti e finora abbiamo solo sentito offese perfino a Nuvolari. I tedeschi vogliono investire su motori, cambi operai e futuro? Che ben vengano. Se sapranno rispettare questo patrimonio faranno meglio dei torinesi. Anzi, lo stanno già facendo. A chi tituba rispondo che bisogna guardare il modello Lamborghini e il fatturato di Sant’Agata bolognese prima di preoccuparsi. Così andiamo incontro a berline americane travestite da ALFA e senza nemmeno l’americana trazione posteriore. Il prodotto ALFA dev’essere ricercato e così non va bene. Preferirei vedere il biscione chiuso al museo piuttosto che imparare il tedesco ma i sogni son duri a morire……….

  6. Intervenendo in un blog in cui si trattava dello stesso argomento, ho detto più o meno le stesse cose del giornalista. Ricordavo, tra l’altro, la prima Alfa tutta FIAT: una Tempra ritoccata, un vero schifo. Vogliamo ricordare un’altro omicidio? La Lancia e la Beta. In breve, non vedo l’ora che passi alla Volkswagen, anzi vado ad accendere un cero in Duomo a Milano.

  7. Ma quando la 500 non venderà più, Marchionne a chi darà la colpa?
    Ci vuole la passione per l’auto, se si vuole trarre profitto dalla loro vendita. E secondo me Marchionne è solo un buon manager, ma niente di più! Non è la persona più indicata per rendere remunerativo un marchio come l’Alfa Romeo, che in quanto a prestigio non ha nulla da invidiare ad altri marchi. Nel 1996 si era incominciato bene con la 156, poi si era continuato con la 147; dopodichè più niente. La 159 non è stata sviluppata a sufficienza, la Brera ancora meno. Forse sig. Marchionne è meglio vendere ai tedeschi, che hanno le idee più chiare su come fare le auto che vuole l’utente!
    Non vuole vendere? Allora dia l’Alfa in mano a Montezemolo, potrebbe essere la persona giusta!

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