Insisto: le elettriche vanno bene in città per taxi e piccolo trasporto. Le famiglie hanno bisogno d’altro e di prezzi minori. Ma i costruttori mirano ai finaziamenti governativi

nissan-leaf.jpgNon passa giorno che dai costruttori d’auto non arrivi notizia di una nuova auto elettrica. Noi di auto-moto.virgilio.it ne diamo puntualmente conto perché serviamo puntigliosamente le tutte notizie ai nostri lettori. Ma neppure vogliamo darle tutte pedissequamente, così, senza commento.

Ebbene, sull’auto elettrica io insisto: l’elettrica pura (foto in alto a sinistra, la Nissan Leaf), non ibrida evidentemente, non sarà auto di famiglia fino a quando essa avrà un’autonomia di 100-150 km. Sarà piuttosto un’auto per trasporto cittadino, per taxisti, per artigiani tipo elettricisti e idraulici, per alcuni tipi di flotte. Perché, allora, le case costruttrici insistono su questa tipologia di alimentazione? Risposta multipla e facile.

  1. L’innovazione va bene, occorre portare avanti un discorso ambientale ma, al tempo stesso, portare avanti anche soluzioni accettabili. Per esempio, la General Motors sta lanciando (col marchio Chevrolet negli Usa e Opel Ampera in Europa) volt.jpgla Volt (foto in basso a destra) che, sfruttando un motore termico di ricarica dell’elettrico, ha un’autonomia di 400 km. Quanto basta per farla apprezzare anche ai nuclei familiari.
  2. I prezzi di acquisto sono per ora molto alti. La Nissan costa oltre 32 mila euro e la Volt negli Usa 41.000 dollari.
  3. I costruttori, grazie agli studi sulle auto elettriche, possono avere da parecchi governi finanziamenti sia per la ricerca sia per l’acquisto.
  4. Quarto ma non ultimo, le ricariche sono oggi impossibili per mancanza di punti di rifornimento. In città, quindi, l’autonomia è sufficiente ma non per viaggiare, ad esempio, da Milano e Rimini.

Detto questo, e constatato che molte vetture elettriche già presentate al pubblico sono davvero belle e tecnologicamente in arretrato solo per l’autonomia, io resto sempre della stessa (sospettosa opinione). E Cioè: Nel 1900 una vettura elettrica superò i 100 km orari di velocità: è incredibile che da allora la tecnologia non abbia trovato il modo di dare alle auto elettriche l’autonomia necessaria per sostituire i quelle con motori termici.

 

Insisto: le elettriche vanno bene in città per taxi e piccolo trasporto. Le famiglie hanno bisogno d’altro e di prezzi minori. Ma i costruttori mirano ai finaziamenti governativiultima modifica: 2010-12-28T19:51:22+01:00da ulissefidanzati
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2 pensieri su “Insisto: le elettriche vanno bene in città per taxi e piccolo trasporto. Le famiglie hanno bisogno d’altro e di prezzi minori. Ma i costruttori mirano ai finaziamenti governativi

  1. Come ho già avuto occasione nel dire, tempo fa, l’Italia non è pronta a supportare l’auto elettrica, per gli alti costi di ricarica e per la poca energia elettrica a disposizione nel nostro paese, in più non risolverebbe l’inquinamento perchè si fa ancora largo uso di idrocarburi per produrla. Oggi riflettendo sulla poca autonomia ed il lungo tempo di ricarica ritengo che l’auto elettrica abbia bisogno di spazio per evolversi di più e bene, per ora può andar benino il motore a combustione con un motore elettrico ma con costi contenuti. Purtroppo questi sono momenti difficili per lanciare alternative alla benzina, le auto sempre più care, i carburanti che con lo spettro dell’elettrico puntano decisamente verso l’alto, la crisi e la carenza economica con la grande quantità di auto invendute, forse è più utile che i produttori di auto si rivolgano, per ora, ad altre strategie

  2. Sono d’accordo col dott. Morosini: menomale qualcuno che parla chiaro. L’alternativa al motore endotermico per le 4 ruote è rappresentata prima dall’ibrido, poi da fuel cell alimentate a idrogeno (quando si potrà immagazzinarne abbastanza in auto). Una macchina con sole batterie non avrà mai un’autonomia (e delle prestazioni) sufficienti. E se mai inventassero batterie sufficientemente piccole, leggere, capienti, allora avranno inventato anche il modo di stoccare l’idrogeno: quindi converrà quest ultimo con le fuel cell.

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