Quando parlare di servosterzo, abs ed elettronica può aiutare a… confondere la strada della sicurezza

450SELI_0411.jpgDevo confessarlo. Leggo sempre il “Corriere Motori”, periodico gratuito del Corriere della Sera, che io stesso fondai il 1. dicembre 1989. Ogni tanto mi imbatto in qualcosa che non mi piace, ma tant’è: sbagliare capita a tutti. Ma sul numero di lunedì 6 giugno, il responsabile della pubblicazione, Maurizio Donelli,  ha scritto qualcosa che insinua più di un dubbio che delle automobili non abbia troppa dimestichezza. Ecco qua: “Senza andare troppo indietro, basta provare a guidare un’auto degli anni Novanta. Niente servosterzo, niente abs, zero (o quasi) sistemi elettronici. Provare per credere: sembra di tornare indietro di cinquant’anni ……”.

A parte il fatto che per riandare al 1990 non c’è bisogno di tornare indietro di cinquant’anni, è mai possibile che il capo redattore di un periodico motoristico, in passato anche direttore di “Gente Motori”, non sappia che il servosterzo ce l’avevano anche le Chrysler degli anni Cinquanta e che l’abs era già in dotazione alla Mercedes 450 Sel 6.9 (nella foto) già nel 1978? ? Per non parlare dell’uso dell’elettronica: cambio automatico a controllo elettronico Bmw 745i, nel 1983; sospensioni intelligenti Bmw serie 7, nel 1987; sistemi elettronici antipattinamento Bmw e Mercedes 1986-1988.

Devo concludere con un sospetto: che nessuno controlli gli articoli del “nostro” prima della pubblicazione.

 

 

Quando parlare di servosterzo, abs ed elettronica può aiutare a… confondere la strada della sicurezzaultima modifica: 2011-06-06T18:01:18+02:00da ulissefidanzati
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3 pensieri su “Quando parlare di servosterzo, abs ed elettronica può aiutare a… confondere la strada della sicurezza

  1. Gentile Morosini, in effetti le automobili che lei cita hanno i dispositivi citati: però tante altre automobili contemporanee o di pochi anni fa non li hanno. Basta guidare una fiat seicento per non avere servosterzo, abs, elettronica varia ecc. saluti. Vito.

  2. E’ tutto vero gli automezzi pesanti già usavano il servosterzo idraulico alla fine anni 50 ed in america per alcune auto di parecchi quintali era montato lo stesso tipo. Non solo ABS, cambio automatico ma anche il turbo uscito alla fine anni quaranta, oggi questi sistemi abbinati all’elettronica sono soltanto la perfezione di quelli antichi, come pure l’auto a idrogeno l’auto elettrica di antica concezione e le sospensioni, vedi citroen DS.

  3. La gamma medio-alta già negli anni 90 aveva elettronica in quantità:
    gestione motore,frenata, differenziale,sterzo,servocomandi,sospensioni,
    sistema di climatizzazione, memorie sedili e altro ancora.Ricordo anche l’imbarazzo incontrato presso alcune officine ed elettrauto che si trovarono per così dire…spiazzati da queste ” diavolerie” di ultima generazione! Alcuni,diciamo più fiduciosi nelle proprie capacità e forse più disinvolti ci provavano…non sempre con esito felice…:)
    Emblematico per me rimane l’esempio di un elettrauto che sulla sua fiammante BMW 323 non metteva mano e si recava umilmente presso la concessionaria per ogni eventuale intervento.
    I positivi effetti dell’elettronica applicata all’alimentazione (per esempio) erano già noti e comprovati:senza voler fare gratuita pubblicità il motore Carrera 3200 aveva consumi incredibilmente bassi in città grazie anche ad una evolutissima (per i tempi) centralina.Ho personalmente rilevato percorrenze di 8 Km/litro in pieno centro cittadino a Milano:
    risultato invidiabile ancor oggi.Parlando di differenze generazionali tra automobili,io direi che sono ben più evidenti nella fascia medio bassa:
    sicuramente la presenza di elettronica sulla Uno è esigua rispetto ad una sua omologa attuale.L’osservazione di Corriere Motori se riferita agli anni 90 andava perciò mirata a un ben definito settore della produzione.
    Altrimenti potrebbe avere come paradigma la produzione anni 70 sia pur con qualche eccezione in alta gamma:d’accordo che il tempo vola ma sforare di un ventennio…

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