Quando Ferrari mi cacciò dal suo ufficio: gli avevo ricordato che il “signor Piero” era suo figlio

Era un giorno di primavera, se non ricordo male dell’anno 1979, quello del mondiale di Scheckter. Dopo aver pranzato al Cavallino, ospite di Enzo Ferrari, ero seduto davanti alla scrivania del Drake. Chiacchieravamo amabilmente, Ferrari era contento perché la stagione stava promettendo bene. Ad un certo punto entrò un uomo, grembiule blu da operaio, magari caporeparto. Ingegnere – dice l’uomo … Continua a leggere